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AdempimentiUltimo aggiornamento: 16/09/2026Verificato su Normattiva il 16/09/2026

Sanzione per contabilità non tenuta, non conservata o non esibita

Da 1.000 a 8.000 euro per le scritture che mancano o che il verificatore non trova, con misura doppia oltre 50.000 euro di evasione accertata nell'esercizio

Ultimo aggiornamento

16/09/2026

Verificato su Normattiva

16/09/2026

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In sintesi

Chi non tiene o non conserva secondo le prescrizioni le scritture contabili, i registri e i documenti previsti dalle leggi in materia di imposte dirette e di imposta sul valore aggiunto è punito con una sanzione amministrativa da 1.000 € a 8.000 € (articolo 9, comma 1, del D.Lgs. 18 dicembre 1997 n. 471). La stessa misura colpisce chi, durante un accesso, rifiuta di esibire quei documenti, dichiara di non possederli o comunque li sottrae all'ispezione. La sanzione scende fino alla metà del minimo quando le irregolarità sono di scarsa rilevanza e non hanno ostacolato l'accertamento; è irrogata in misura doppia quando l'evasione accertata nell'esercizio, sommando imposte dirette e IVA, supera 50.000 €.

Scritture mancanti, scritture negate al verificatore

Il comma 1 dell'articolo 9 non descrive un errore di calcolo: descrive l'assenza dell'impianto contabile. Rientrano nel perimetro i libri e i registri obbligatori ai fini delle imposte sui redditi (articolo 22 del DPR 29 settembre 1973 n. 600) e quelli previsti dalla disciplina IVA (articolo 39 del DPR 26 ottobre 1972 n. 633), insieme a ogni altro libro, documento o registro la cui tenuta e conservazione sia imposta da una disposizione tributaria. La violazione si perfeziona con la mancata tenuta oppure con la mancata conservazione: sono due condotte distinte, e la seconda si contesta anche a chi le scritture le aveva regolarmente istituite.

Il comma 2 aggiunge una condotta che si manifesta solo in sede di controllo. Chi, nel corso di un accesso eseguito ai fini dell'accertamento delle imposte dirette o dell'IVA, rifiuta di esibire i documenti, dichiara di non possederli o li sottrae all'ispezione è punito con la stessa sanzione del comma 1. La norma estende espressamente la contestazione anche ai registri e alle scritture non obbligatori, purché della loro esistenza risulti la certezza: la prima nota tenuta per uso interno, il brogliaccio di cassa, il registro dei carichi di magazzino tenuto volontariamente.

Sulla natura di queste violazioni l'Agenzia delle entrate si è espressa con la circolare n. 11/E del 15 maggio 2019, che classifica l'irregolare tenuta e conservazione delle scritture contabili fra le violazioni formali: non incidono sulla base imponibile né sul pagamento del tributo, ma restano punibili perché sono «inosservanze di formalità ed adempimenti suscettibili di ostacolare l'attività di controllo, anche solo in via potenziale». È la linea che le separa dalle violazioni meramente formali, per le quali l'articolo 6, comma 5-bis, del D.Lgs. 472/1997 dispone la non punibilità: quelle, oltre a non toccare l'imposta, non arrecano alcun pregiudizio ai controlli.

Quando la misura è un'altra

Due commi dello stesso articolo escono dalla forbice 1.000-8.000 €.

Il comma 4 riguarda chi ha applicato un regime contabile agevolato senza averne più i requisiti. Se in sede di accertamento gli obblighi contabili risultano non rispettati per il superamento, fino al cinquanta per cento, dei limiti previsti per la contabilità semplificata dei contribuenti minori (articolo 32 del DPR 633/1972 e articolo 7 del DPR 14 ottobre 1999 n. 542) o per il regime speciale dell'agricoltura (articolo 34 del DPR 633/1972), la sanzione va da 250 € a 2.500 €. Oltre quella soglia di sforamento la riduzione non opera e si torna alla misura ordinaria.

Il comma 5 colpisce un soggetto diverso dall'impresa. Nelle società e negli enti soggetti a IRES sottoposti a controllo contabile, la dichiarazione va sottoscritta anche da chi firma la relazione di revisione (articolo 1, comma 5, del DPR 22 luglio 1998 n. 322). Se quella firma manca, la sanzione arriva fino al trenta per cento del compenso contrattuale pattuito per la redazione della relazione, non può superare l'imposta effettivamente accertata a carico del contribuente e non scende sotto 250 €.

Sotto e sopra i 50.000 euro di evasione accertata

Il comma 3 contiene le due leve che spostano l'importo, in direzioni opposte. Verso il basso: la sanzione può essere ridotta fino alla metà del minimo, quindi fino a 500 €, quando le irregolarità rilevate nei libri e nei registri o i documenti mancanti sono di scarsa rilevanza e da ciò non è derivato ostacolo all'accertamento delle imposte dovute. Le due condizioni si sommano, e la seconda è quella che in verifica pesa di più: un'annotazione dimenticata non ostacola nulla, un registro sparito sì.

Verso l'alto: la sanzione è irrogata in misura doppia se l'accertamento rileva evasioni dei tributi diretti e dell'imposta sul valore aggiunto complessivamente superiori, nell'esercizio, a 50.000 €. L'avverbio «complessivamente» è la parte che si legge male più spesso: la soglia non si verifica tributo per tributo, ma sommando in un unico conto le maggiori imposte accertate nel medesimo esercizio.

Maggiore imposta accertata nell'esercizio 2024Importo
IRES32.000,00 €
IVA25.000,00 €
Evasione complessiva dell'esercizio57.000,00 €
Evasione accertata nell'esercizio: il conto che fa scattare la misura doppiaFonte: Elaborazione SamBooks su articolo 9, comma 3, del D.Lgs. 471/1997Scarica i dati in CSVScarica il foglio di calcolo

Il caso: a una S.r.l. di costruzioni viene contestata la mancata conservazione del libro giornale e dei registri IVA dell'esercizio 2024. Lo stesso accertamento rileva 32.000 € di maggiore IRES e 25.000 € di maggiore IVA, per un totale di 57.000 €. Superata la soglia, il minimo edittale sale da 1.000 € a 2.000 € e il massimo da 8.000 € a 16.000 €: la sanzione contabile, che sotto soglia si sarebbe chiusa entro 8.000 €, arriva a pesare il doppio. Se invece l'evasione complessiva si fosse fermata a 45.000 €, la forbice sarebbe rimasta quella ordinaria.

Un'ultima precisazione sul rapporto con l'accertamento. La sanzione dell'articolo 9 punisce la condotta contabile in sé e non sostituisce quelle sulla dichiarazione: il contribuente che, oltre a non conservare le scritture, ha anche dichiarato meno del dovuto risponde di entrambe, ciascuna con la propria misura. Le sanzioni sul contenuto della dichiarazione sono trattate nella scheda sull'articolo 8 del D.Lgs. 471/1997, quelle sulla documentazione e registrazione IVA nella scheda sull'articolo 6.

Le domande di chi ci arriva

Cosa si rischia se non si conservano i documenti fiscali di un'annualità?

La sanzione amministrativa va da 1.000 € a 8.000 € (articolo 9, comma 1, del D.Lgs. 471/1997), e si applica anche se da quella mancanza non è derivata alcuna imposta evasa. La misura raddoppia quando l'accertamento del medesimo esercizio rileva evasioni di imposte dirette e IVA per oltre 50.000 € complessivi.

Se durante una verifica i registri non vengono esibiti, la sanzione è la stessa?

Sì: il comma 2 equipara il rifiuto di esibire, la dichiarazione di non possedere e la sottrazione all'ispezione alla mancata tenuta, con la stessa forbice da 1.000 € a 8.000 €. La contestazione può riguardare anche registri non obbligatori, se della loro esistenza risulta la certezza.

Irregolarità minime nei registri possono costare meno?

Il comma 3 consente di ridurre la sanzione fino alla metà del minimo, quindi fino a 500 €, a due condizioni congiunte: le irregolarità o i documenti mancanti devono essere di scarsa rilevanza e non deve esserne derivato ostacolo all'accertamento delle imposte dovute. Se il controllo è stato rallentato, la riduzione non spetta.

La soglia dei 50.000 euro si calcola su un solo tributo?

No: il comma 3 parla di evasioni dei tributi diretti e dell'imposta sul valore aggiunto «complessivamente» superiori a 50.000 € nell'esercizio. Le maggiori imposte accertate si sommano in un unico conto, e il raddoppio scatta sul totale, non sul singolo tributo. Sull'imposta regionale sulle attività produttive il comma 3 tace, mentre dove lo stesso decreto la vuole comprendere la nomina, come negli articoli 1, comma 1, e 8, comma 1: in assenza di prassi e di pronunce sul punto, la lettura più aderente al testo la tiene fuori dalla somma.

Cosa accade se la dichiarazione della società non è firmata dal revisore?

Si applica il comma 5: la sanzione arriva fino al trenta per cento del compenso pattuito per la relazione di revisione, con un minimo di 250 € e il limite dell'imposta effettivamente accertata a carico del contribuente. Riguarda le società e gli enti IRES sottoposti a controllo contabile.

Riferimenti normativi

  • Articolo 9, commi 1 e 2, del D.Lgs. 18 dicembre 1997 n. 471: omessa tenuta o conservazione delle scritture e rifiuto di esibizione, da 1.000 € a 8.000 €.
  • Articolo 9, comma 3, del D.Lgs. 471/1997: riduzione fino alla metà del minimo per irregolarità di scarsa rilevanza; misura doppia oltre 50.000 € di evasione complessiva nell'esercizio.
  • Articolo 9, comma 4, del D.Lgs. 471/1997: superamento fino al cinquanta per cento dei limiti del regime semplificato o del regime speciale agricolo, da 250 € a 2.500 €.
  • Articolo 9, comma 5, del D.Lgs. 471/1997: dichiarazione non sottoscritta da chi firma la relazione di revisione.
  • Articolo 6, comma 5-bis, del D.Lgs. 18 dicembre 1997 n. 472: non punibilità delle violazioni meramente formali.
  • Articolo 22 del DPR 29 settembre 1973 n. 600 e articolo 39 del DPR 26 ottobre 1972 n. 633: tenuta e conservazione delle scritture, dei registri e dei documenti.
  • Articolo 1, comma 5, del DPR 22 luglio 1998 n. 322: sottoscrizione della dichiarazione da parte di chi firma la relazione di revisione.
  • Circolare dell'Agenzia delle entrate n. 11/E del 15 maggio 2019: qualificazione dell'irregolare tenuta e conservazione delle scritture come violazione formale.
  • Il testo unico delle sanzioni tributarie amministrative e penali (D.Lgs. 5 novembre 2024 n. 173) riprende la disposizione all'articolo 34 con gli stessi importi; l'articolo 9 del D.Lgs. 471/1997 resta applicabile fino al 31 dicembre 2026.

Disclaimer

Le informazioni in questa scheda hanno scopo informativo e divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista qualificato. Aggiornata al 16 settembre 2026.

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