Codice tributo 3850: diritto camerale CCIAA nel modello F24
Il codice tributo 3850 per il versamento del diritto annuale alla Camera di Commercio nel modello F24, sezione IMU e altri tributi locali, sigla provincia
13/06/2026
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In sintesi
Il codice tributo 3850 identifica nel modello F24 il versamento del diritto annuale alla Camera di Commercio (diritto camerale). Va indicato nella sezione "IMU ed altri tributi locali", con la sigla della provincia della Camera di Commercio competente e l'anno di riferimento. Lo deve versare ogni impresa iscritta o annotata nel Registro delle Imprese; la misura è fissata annualmente con decreto ministeriale in base al fatturato e alla forma giuridica, e la scadenza coincide con il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi (di norma il 30 giugno).
Quando si applica
Il diritto annuale è dovuto da tutte le imprese iscritte nel Registro delle Imprese e dai soggetti annotati nel REA (Repertorio Economico Amministrativo). Il codice 3850 si usa nel modello F24 per il versamento ordinario del diritto dell'anno:
- è dovuto per l'intero anno solare, anche se l'impresa è iscritta per una sola parte dell'anno (con regole di ragguaglio solo per l'iscrizione iniziale);
- si versa nella sezione "IMU ed altri tributi locali", indicando come "codice ente/codice comune" la sigla automobilistica della provincia della Camera competente (ad esempio
REper Reggio Emilia); - l'anno di riferimento è l'anno per cui il diritto è dovuto.
Le imprese che cessano o si cancellano nel corso dell'anno seguono regole specifiche; le nuove iscrizioni versano il diritto in misura fissa al momento dell'iscrizione, tramite la pratica di Comunicazione Unica.
Come si applica nella pratica
L'importo del diritto camerale non è un valore unico: è determinato annualmente con decreto del Ministero competente. Per le imprese individuali e i soggetti minori è previsto un importo fisso; per le società di capitali e gli altri soggetti tenuti si applica un calcolo a scaglioni di fatturato (aliquote decrescenti sulle fasce di ricavi dell'anno precedente), con un minimo e un massimo. Occorre quindi verificare ogni anno la misura e le eventuali maggiorazioni deliberate dalla singola Camera di Commercio.
| Voce | Indicazione F24 |
|---|---|
| Codice tributo | 3850 |
| Sezione | IMU ed altri tributi locali |
| Codice ente/comune | sigla della provincia della CCIAA (es. RE) |
| Anno di riferimento | anno per cui è dovuto il diritto |
| Scadenza ordinaria | termine versamento saldo imposte sui redditi (30 giugno) |
Il diritto camerale si versa insieme alle imposte sui redditi e segue le stesse regole di differimento: può essere pagato entro il trentesimo giorno successivo (entro il 30 luglio) applicando la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo.
Esempi pratici
Esempio 1 — Diritto camerale di una S.r.l.
Una S.r.l. con sede a Reggio Emilia calcola, in base agli scaglioni di fatturato dell'anno precedente, un diritto annuale di 200,00 €. Lo versa con il codice 3850, sezione "IMU ed altri tributi locali", codice ente RE, anno 2026, entro il 30 giugno 2026, nello stesso F24 del saldo IRES.
Esempio 2 — Impresa individuale con importo fisso
Una ditta individuale iscritta nella sezione ordinaria del Registro Imprese versa il diritto in misura fissa stabilita dal decreto annuale. Compila il codice 3850, sezione "IMU ed altri tributi locali", con la sigla della propria provincia e l'anno di riferimento.
Esempio 3 — Versamento con la maggiorazione dello 0,40%
Una società che non riesce a pagare entro il 30 giugno versa il diritto camerale entro il 30 luglio: applica la maggiorazione dello 0,40% sull'importo dovuto, sempre con il codice 3850 nella sezione "IMU ed altri tributi locali".
Errori comuni e come evitarli
- Indicare la sezione sbagliata: il 3850 va nella sezione "IMU ed altri tributi locali", non in Erario né in Regioni.
- Sbagliare il codice ente: va indicata la sigla della provincia della Camera competente, non il codice catastale del comune.
- Applicare l'importo dell'anno precedente: la misura del diritto è rideterminata ogni anno con decreto; usare un importo non aggiornato porta a versare in difetto o in eccesso.
- Dimenticare le maggiorazioni camerali: alcune Camere deliberano una maggiorazione percentuale del diritto, da considerare nel calcolo.
- Omettere il versamento perché l'impresa è inattiva: il diritto è dovuto finché l'impresa risulta iscritta, anche se non operativa.
Riferimenti normativi
- Art. 18 della Legge 29 dicembre 1993, n. 580: istituzione e disciplina del diritto annuale alle Camere di Commercio.
- Decreto annuale del Ministero competente: determinazione delle misure del diritto per fasce di fatturato e in misura fissa.
- Codice tributo 3850 (diritto camerale), sezione "IMU ed altri tributi locali" del modello F24; versamento unitario ai sensi dell'art. 17 del D.Lgs. 241/1997.
Risorse correlate
- Codici tributo IRES 2003, 2001, 2002: saldo e acconti
- Approvazione e deposito del bilancio al Registro Imprese (art. 2435 c.c.)
- Scadenzario fiscale di giugno
Disclaimer
Questo contenuto è puramente informativo e non sostituisce un parere professionale personalizzato. La materia tributaria è soggetta a frequenti modifiche normative e interpretative; verificare sempre la versione vigente delle norme citate e l'eventuale prassi più recente dell'Agenzia delle Entrate prima di assumere decisioni fiscali. Per casi concreti consultare un dottore commercialista o un esperto contabile abilitato.
Disclaimer. Informazione di supporto, NON sostituisce parere professionista qualificato. Aggiornata al 13/06/2026.