Concordato preventivo biennale 2026-2027: chi entra e quanto paga
Si aderisce entro il 2 novembre 2026: tetti alla proposta fino al 35%, adesione priva di effetti senza i requisiti e premi più alti per chi rinnova
17/10/2026
17/10/2026
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In sintesi
Il concordato preventivo biennale permette a chi applica gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) di accettare una proposta dell'Agenzia delle entrate che fissa per due anni il reddito d'impresa o di lavoro autonomo e il valore della produzione netta ai fini IRAP (art. 7, D.Lgs. 13/2024). Quello che si guadagna in più o in meno nel biennio non conta per le imposte sui redditi, per l'IRAP e per i contributi previdenziali obbligatori (art. 19, c. 1). L'IVA resta fuori e si applica secondo le regole ordinarie (art. 18).
Per il biennio 2026-2027 si aderisce entro il 31 ottobre 2026, che cade di sabato e quindi slitta al 2 novembre 2026; chi ha un periodo d'imposta non coincidente con l'anno solare ha tempo fino all'ultimo giorno del decimo mese successivo alla chiusura. Il termine ordinario del 30 settembre è stato differito, per quest'anno, dall'articolo 7-bis del DL 38/2026.
La circolare n. 8/E del 6 ottobre 2026 riordina l'intera disciplina, sostituisce le circolari precedenti e spiega le modifiche del D.Lgs. 7 agosto 2026 n. 148, il decreto Omnibus, in vigore dal 12 agosto 2026 e applicabili alle adesioni dal biennio 2026-2027. Tre di queste cambiano la pratica: chi aderisce senza i requisiti o con una causa di esclusione non decade, ma la sua adesione è priva di effetti fin dall'origine; gli errori nei dati si correggono con dichiarazione integrativa e ravvedimento operoso senza perdere il concordato; chi rinnova dopo il biennio 2024-2025 ottiene soglie più alte per l'esonero dal visto di conformità, rate senza interessi e acconti senza maggiorazione.
Cosa cambia per chi aderisce dal biennio 2026-2027
Le novità del 2026 arrivano da due provvedimenti. Il DL 38/2026, convertito dalla L. 88/2026, ha spostato al 15 maggio, solo per quest'anno, la messa a disposizione del software di calcolo, che di regola arriva entro il 15 aprile (art. 8); ha differito il termine di adesione al 31 ottobre; ha aggiunto due tetti alla proposta per i punteggi ISA sotto 8; ha tolto dal reddito concordato la maggiorazione dell'iper-ammortamento sugli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Il decreto Omnibus, con l'articolo 28, ha modificato requisiti, cause di esclusione, rinnovo, effetti delle basi concordate, acconti, cessazione e decadenza, cioè gli articoli 10, 11, 14, 19, 20, 21 e 22 del D.Lgs. 13/2024.
| Voce | Bienni 2024-2025 e 2025-2026 | Dal biennio 2026-2027 |
|---|---|---|
| Adesione senza i requisiti o con una causa di esclusione | Decadenza per entrambi gli anni | Adesione priva di effetti, come mai avvenuta |
| Errori nei dati dichiarati o comunicati per la proposta | Possono far decadere anche senza accertamento | Integrativa e ravvedimento: il reddito concordato si ridetermina |
| Decadenza per errori nei dati | Da integrativa o da dati non corrispondenti | Solo dopo un accertamento, con reddito corretto più alto di almeno il 30% |
| Attività non dichiarate accertate | Decadenza oltre il 30% dei ricavi dichiarati | Decadenza oltre il 30% dei ricavi o compensi dichiarati |
| Nuovi soci in caso di rinnovo | Esclusione o cessazione | Nessun effetto se il socio aveva redditi di lavoro dipendente o assimilati, o d'impresa o di lavoro autonomo fino a 35.000 € |
| Professionista socio di uno studio che non aderisce | Esclusione o cessazione | Solo se lo studio applica lo stesso ISA del professionista |
| Esonero dal visto per compensare crediti IVA | Fino a 70.000 € annui | Fino a 100.000 € annui per chi rinnova, 70.000 € alla prima adesione |
| Maggiorazione degli acconti con il metodo storico | Dovuta nel primo anno | Dovuta solo alla prima adesione, non in rinnovo |
| Rate di saldo e acconti | Interessi secondo le regole ordinarie | Senza interessi per chi rinnova |
Le nuove regole valgono per le adesioni al biennio 2026-2027 e successivi. Chi ha aderito ai bienni 2024-2025 o 2025-2026 resta sotto le disposizioni precedenti: per lui, ad esempio, l'adesione senza requisiti continua a produrre la decadenza, e non l'inefficacia fin dall'origine. I chiarimenti dati in passato con FAQ, interpelli e circolari restano validi anche per il nuovo biennio quando le modifiche del 2026 non li hanno superati: la circolare n. 8/E li raccoglie in un solo documento e nell'appendice.
Chi può aderire: ISA, debiti sotto 5.000 € e cause di esclusione
Può aderire chi esercita un'impresa, un'arte o una professione e applica gli ISA (art. 10, c. 1). Restano fuori le attività per cui un ISA non è stato approvato e chi, nel periodo d'imposta precedente il biennio, ricadeva in una causa di esclusione dagli ISA: l'Agenzia lo ha confermato con la risposta n. 109 del 16 aprile 2025 per una società in nome collettivo trasformata in S.r.l. con un primo esercizio di tredici mesi.
Il secondo requisito riguarda i debiti. Per il biennio 2026-2027 la verifica si fa al 31 dicembre 2025 e conta la somma dei debiti per tributi amministrati dall'Agenzia delle entrate e dei debiti contributivi, purché definitivi a quella data per sentenza irrevocabile o per atto non più impugnabile. Si accede comunque se, entro il termine di adesione e prima di accettare la proposta, il residuo complessivo, compresi interessi e sanzioni, scende sotto 5.000 € (art. 10, c. 2). Non contano i debiti sospesi o rateizzati, finché la rateazione è pagata regolarmente, né quelli ancora in termini di pagamento o di impugnazione o con un contenzioso aperto; la condizione riguarda la società che aderisce e non i suoi soci.
| Causa di esclusione | Periodo che conta per il biennio 2026-2027 | Lettera dell'art. 11, comma 1 |
|---|---|---|
| Dichiarazione dei redditi omessa in almeno uno dei tre periodi precedenti; si considera omessa anche quella presentata oltre novanta giorni dalla scadenza | 2023, 2024 e 2025 | a) |
| Condanna irrevocabile per reati del D.Lgs. 74/2000, dell'articolo 2621 del codice civile o degli articoli 648-bis, 648-ter e 648-ter.1 del codice penale; il patteggiamento esclude solo con pena detentiva superiore a due anni | reati commessi nel 2023, 2024 e 2025 | b) |
| Redditi esenti, esclusi o non concorrenti alla base imponibile oltre il 40% del reddito d'impresa o di lavoro autonomo | 2025 | b-bis) |
| Adesione al regime forfettario | 2026 | b-ter) |
| Fusione, scissione, conferimento d'azienda o cessione di ramo d'azienda; aumento del numero dei soci di una società di persone o di un'associazione, salvo il subentro di due o più eredi e, in rinnovo, l'ingresso di soci con redditi di lavoro dipendente o assimilati o con redditi d'impresa o di lavoro autonomo fino a 35.000 € | 2026 | b-quater) |
| Professionista socio di un'associazione, di una STP o di una STA che applica lo stesso ISA e non aderisce | 2025, ma l'esclusione scatta al momento dell'adesione | b-quinquies) |
| Associazione, STP o STA a cui non aderiscono tutti i soci che dichiarano redditi di lavoro autonomo dello stesso ISA | stessi periodi d'imposta del concordato | b-sexies) |
Alcune precisazioni della prassi delimitano i casi più frequenti. Il conferimento esclude solo quando ha per oggetto un'azienda o un suo ramo, non denaro o partecipazioni. Le trasformazioni da un tipo di società di capitali a un altro, o da un tipo di società di persone a un altro, non escludono. Le modifiche della compagine di una S.r.l. in trasparenza fiscale non contano, perché la lettera b-quater riguarda solo le società e le associazioni dell'articolo 5 del TUIR; per la stessa ragione la causa non tocca l'impresa familiare, che ha natura individuale. Chi ha fruito del Patent box può aderire: secondo la risposta n. 108 del 16 aprile 2025 l'agevolazione aumenta un costo deducibile e non rende esente il reddito.
Con il decreto Omnibus l'adesione di chi non ha i requisiti dell'articolo 10 o ricade in una causa dell'articolo 11 è priva di effetti (art. 10, c. 2-bis, e art. 11, c. 1-bis): il contribuente non decade, perché l'adesione si considera mai avvenuta. L'assenza di condanne si attesta nel modello con una dichiarazione sostitutiva ai sensi degli articoli 46 e 47 del DPR 445/2000, e una dichiarazione mendace ha conseguenze penali.
Quanto può chiedere l'Agenzia: i tetti legati al punteggio ISA
La proposta per il 2026 e il 2027 nasce dalla metodologia approvata con il decreto del Vice Ministro dell'economia e delle finanze dell'11 maggio 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 115 del 20 maggio 2026. Il punto di partenza sono i dati dichiarati nei modelli ISA per il 2025, confrontati con i valori del settore e proiettati sugli andamenti macroeconomici dei due anni. Per accompagnare il contribuente verso la piena affidabilità, il maggior reddito proposto per il 2026 è la metà di quello calcolato per il 2027; lo stesso meccanismo vale per il valore della produzione netta.
L'aumento rispetto al reddito del 2025, depurato delle componenti straordinarie, ha un tetto che dipende dal punteggio ISA dello stesso anno (art. 9, c. 3-bis). Il DL 38/2026 ha aggiunto le lettere c-bis e c-ter, che fissano un limite anche per i punteggi sotto 8. Lo stesso punteggio decide l'aliquota dell'imposta sostitutiva facoltativa sulla parte di reddito concordato che supera quella base.
| Punteggio ISA del 2025 | Aumento massimo della proposta | Aliquota sostitutiva sull'eccedenza |
|---|---|---|
| 10 | 10% | 10% |
| da 9 a meno di 10 | 15% | 10% |
| da 8 a meno di 9 | 25% | 10% |
| da 6 a meno di 8 | 30% | 12% |
| da 1 a meno di 6 | 35% | 15% |
I tetti non si applicano quando la proposta che ne risulta è inferiore ai valori di riferimento del settore (art. 9, c. 3-ter), e valgono anche per il valore della produzione netta ai fini IRAP (c. 3-quater). Sull'eccedenza che supera 85.000 €, e solo per quella parte, l'imposta sostitutiva sale al 43% per i soggetti IRPEF e al 24% per i soggetti IRES; per le società e le associazioni dell'articolo 5 del TUIR e per le S.r.l. in trasparenza dell'articolo 116 la soglia si verifica in capo alla società.
Se nel periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2026, prima dell'adesione, un evento straordinario fra quelli che il decreto ministeriale collega alla cessazione, esclusi la liquidazione, l'affitto dell'unica azienda e i conflitti in Medio Oriente, ha sospeso l'attività per almeno 30 giorni, il contribuente lo segnala al rigo P03 del modello e la proposta si riduce: del 10% per una sospensione da 30 a 60 giorni, del 20% oltre 60 e fino a 120 giorni, del 30% oltre 120 giorni.
Il reddito su cui si ragiona non è quello di bilancio. Per le imprese si escludono plusvalenze e sopravvenienze attive, minusvalenze, sopravvenienze passive e perdite su crediti, utili e perdite da partecipazioni, la maggiorazione del costo del lavoro dell'articolo 4 del D.Lgs. 216/2023 e, dal biennio 2026-2027, la maggiorazione dell'iper-ammortamento (art. 16, c. 1); per i professionisti plusvalenze e minusvalenze, redditi da partecipazioni, corrispettivi per la cessione della clientela e maggiorazione del costo del lavoro (art. 15, c. 1). Nel biennio queste componenti fanno variare il reddito concordato, che non scende comunque sotto 2.000 €; le perdite fiscali degli anni precedenti lo riducono secondo le regole ordinarie (art. 16, c. 3 e 4).
Il conto di una prima adesione: reddito concordato, imposta sostitutiva e acconti
Giulia Ferri ha una ditta individuale di articoli per la casa e applica gli ISA. Per il 2025 dichiara un reddito d'impresa di 52.000 €, dentro cui c'è una plusvalenza di 3.000 € sulla vendita del furgone, e ottiene un punteggio ISA di 8,4. Non ha debiti fiscali o contributivi definitivi al 31 dicembre 2025 e non aveva aderito al biennio 2024-2025. Il software parte dal reddito senza la plusvalenza, 49.000 €, calcola per il 2027 un maggior reddito di 7.000 € e per il 2026 ne propone la metà, 3.500 €.
| Voce | Periodo d'imposta 2026 | Periodo d'imposta 2027 |
|---|---|---|
| Reddito d'impresa dichiarato per il 2025 | 52.000,00 € | 52.000,00 € |
| Plusvalenza sulla vendita del furgone, esclusa dalla base | -3.000,00 € | -3.000,00 € |
| Maggior reddito proposto (nel 2026 la metà di quello del 2027) | 3.500,00 € | 7.000,00 € |
| Reddito concordato | 52.500,00 € | 56.000,00 € |
La proposta rispetta il tetto: con un punteggio fra 8 e 9 il reddito concordato non può superare di oltre il 25% i 49.000 € di base, cioè 61.250 €, e i 56.000 € del 2027 restano sotto. Se la titolare accetta entro il 02/11/2026, può tassare con l'imposta sostitutiva del 10% la parte che eccede la base: 3.500 € nel 2026, che costano 350 €, e 7.000 € nel 2027, che costano 700 €. Le due quote restano fuori dal calcolo delle aliquote IRPEF progressive sul resto del reddito, e l'opzione si può esercitare anche per uno solo dei due anni.
La maggiorazione degli acconti riguarda solo il primo anno. Se calcola l'acconto 2026 con il metodo storico, la titolare aggiunge una maggiorazione pari al 10% della differenza fra reddito concordato e base, cioè 350 € su 3.500 € (art. 20, c. 2). È un anticipo, non un costo aggiuntivo: la maggiorazione si scomputa dall'IRPEF dovuta a saldo, e l'eventuale credito che ne nasce si può compensare in F24 anche con l'imposta sostitutiva. Per l'IRAP la maggiorazione è del 3% della differenza sul valore della produzione netta. Con il metodo previsionale, invece, la seconda rata è la differenza fra l'acconto dovuto sul reddito concordato e la prima rata versata secondo le regole ordinarie.
Il reddito effettivo non scompare. Se nel 2026 l'attività rendesse 60.000 €, i 7.500 € oltre il concordato non sarebbero tassati; se rendesse 45.000 €, le imposte resterebbero calcolate su 52.500 €. Il concordato cesserebbe solo se circostanze eccezionali dell'elenco ministeriale portassero il reddito effettivo sotto 36.750 €, cioè oltre il 30% sotto quello concordato. Per i contributi si può scegliere di versare sul reddito effettivo, se più alto (art. 19, c. 1); per bonus, detrazioni, requisiti reddituali e ISEE conta sempre il reddito effettivo.
Il conto finale per la ditta: 350 € di maggiorazione con la seconda o unica rata d'acconto IRPEF del 2026, poi recuperati a saldo; 350 € di imposta sostitutiva con il saldo delle imposte sui redditi del 2026 e 700 € con il saldo del 2027, nella delega F24 con i codici tributo istituiti dalla risoluzione n. 48/E del 19 settembre 2024. L'imposta sostitutiva si può versare anche nei trenta giorni successivi alla scadenza del saldo, maggiorando le somme dello 0,40%. Per il calendario degli acconti si veda la scheda sul saldo e sugli acconti.
Chi rinnova dopo il biennio 2024-2025: visto più alto, rate senza interessi, ravvedimento
Finito il biennio, chi ha mantenuto i requisiti e non ricade in una causa di esclusione riceve una nuova proposta (art. 14, c. 1). Nel 2026 rinnova chi ha aderito al 2024-2025; chi ha aderito al 2025-2026 non può aderire al 2026-2027 e potrà rinnovare per il 2027-2028. Nel modello si dichiarano il reddito e il valore della produzione effettivi del 2025, rettificati come sopra, e non si possono aggiungere componenti positivi per migliorare il punteggio ISA del 2025, perché per quell'anno valgono gli importi già concordati.
Chi aderisce, la prima volta o in rinnovo, non può subire gli accertamenti dell'articolo 39 del DPR 600/1973, salvo che emerga una causa di decadenza (art. 34 del D.Lgs. 13/2024; dal 1° gennaio 2027 l'articolo 39 confluisce nell'articolo 254 del testo unico adempimenti e accertamento). Ottiene inoltre i benefici premiali degli ISA, a prescindere dal punteggio del biennio (art. 19, c. 3): esonero dal visto di conformità per compensare crediti IVA fino a 70.000 € annui e crediti per imposte dirette e IRAP fino a 50.000 €; esonero dal visto o dalla garanzia per i rimborsi IVA fino a 70.000 €; esclusione della disciplina delle società non operative; esclusione degli accertamenti basati su presunzioni semplici; esclusione dell'accertamento sintetico, a condizione che il reddito accertabile non superi di due terzi quello dichiarato; termini di accertamento anticipati di almeno un anno. In rinnovo il decreto Omnibus alza tre di questi benefici (art. 14, c. 1-bis):
- esonero dal visto di conformità per compensare crediti IVA fino a 100.000 € annui, invece di 70.000 €, e crediti per imposte dirette e IRAP fino a 70.000 € annui, invece di 50.000 €;
- esonero dal visto o dalla garanzia per i rimborsi IVA fino a 100.000 € annui, invece di 70.000 €;
- anticipazione di due anni, invece di almeno uno, dei termini di decadenza dell'accertamento sul reddito d'impresa e di lavoro autonomo e sull'IVA.
Per il biennio 2026-2027, chi rinnova può inoltre rateizzare saldo e acconti delle imposte senza interessi (art. 14, c. 1-ter) e calcolare gli acconti con il metodo storico senza la maggiorazione del 10% e del 3%, perché il primo anno di rinnovo prosegue il concordato precedente (art. 20, c. 3-bis). In rinnovo l'imposta sostitutiva si calcola sull'eccedenza rispetto al reddito effettivo del 2025, rettificato, e non rispetto a quello concordato.
Un esempio sul visto. Un'officina in forma di S.n.c. ha aderito al 2024-2025 e rinnova per il 2026-2027; dalla dichiarazione IVA 2027 per l'anno 2026 emerge un credito di 85.000 €. Rinnovando, lo compensa senza visto di conformità perché resta entro il tetto di 100.000 €; con la soglia ordinaria di 70.000 € l'esonero non avrebbe coperto l'intero credito. L'esonero vale già dal primo anno del biennio, perché l'adesione precede la dichiarazione IVA (approfondimento nella scheda sul visto di conformità).
Chi ha aderito al 2024-2025 e rinnova nei termini può anche regolarizzare le annualità dal 2020 al 2023, anche una sola, con un'imposta sostitutiva graduata sul punteggio ISA, ridotta del 30% per il 2020 e il 2021 (art. 29 del decreto Omnibus). Si paga in un'unica soluzione fra il 1° gennaio e il 15 marzo 2027, oppure in un massimo di dieci rate mensili con gli interessi al tasso legale dal 16 marzo 2027; perfezionato il versamento, su quelle annualità sono escluse le rettifiche del reddito d'impresa o di lavoro autonomo dell'articolo 39 del DPR 600/1973.
Come si aderisce, si corregge e si revoca l'adesione
L'adesione passa dal modello CPB 2026-2027, approvato con i provvedimenti del Direttore dell'Agenzia delle entrate n. 71684 e n. 72335 del 27 febbraio 2026. Nella prima sezione si dichiarano i requisiti e l'assenza di cause di esclusione (righi P01 e P02) e gli eventuali eventi straordinari (rigo P03); nella seconda il reddito rilevante (rigo P04) e il valore della produzione netta (rigo P05); nella terza compaiono gli importi proposti per il 2026 e il 2027, calcolati dal software «IltuoISA_CPB 2026»; la firma al rigo P10 accetta la proposta e sottoscrive le dichiarazioni sostitutive.
Il modello si trasmette direttamente o tramite un intermediario abilitato, in due modi alternativi: insieme al modello ISA del 2025, allegato alla dichiarazione REDDITI 2026, oppure da solo con il frontespizio di REDDITI 2026, compilando la casella «Comunicazione CPB» con il codice 1. L'invio autonomo comunica soltanto l'adesione e non vale come dichiarazione dei redditi, che va presentata comunque. Per cambiare un'adesione già inviata basta trasmetterne una nuova entro il termine, senza revocare la precedente.
- 27 febbraio 2026: Approvati il modello CPB 2026-2027 e le specifiche di trasmissione — provvedimenti del Direttore dell'Agenzia delle entrate n. 71684 e n. 72335
- 15 maggio 2026: Termine per il software di calcolo della proposta — spostato dal 15 aprile, solo per il 2026, dall'art. 7-bis del DL 38/2026
- 12 agosto 2026: Entra in vigore il decreto Omnibus, D.Lgs. 148/2026 — le modifiche al concordato valgono per le adesioni dal biennio 2026-2027
- 6 ottobre 2026: Circolare n. 8/E dell'Agenzia delle entrate — riordina la disciplina e sostituisce le circolari precedenti
- 2 novembre 2026: Ultimo giorno per aderire, modificare o revocare l'adesione — il 31 ottobre cade di sabato; con esercizio non solare vale l'ultimo giorno del decimo mese dopo la chiusura
- Seconda o unica rata d'acconto 2026: Maggiorazione dell'acconto per chi aderisce la prima volta con il metodo storico — 10% della differenza sul reddito, 3% sul valore della produzione netta; non dovuta da chi rinnova
- Dal 1° gennaio al 15 marzo 2027: Imposta sostitutiva per il ravvedimento delle annualità dal 2020 al 2023 — solo per chi rinnova dopo il 2024-2025; in alternativa fino a dieci rate mensili
- Saldo delle imposte sui redditi 2026: Imposta sostitutiva sull'eccedenza del 2026, se scelta — con lo 0,40% in più se si versa nei trenta giorni successivi
Anche la revoca si fa entro il termine di adesione, in uno di due modi. Il codice 3 nella casella «Comunicazione CPB», novità di quest'anno, revoca con la dichiarazione dei redditi tutte le adesioni inviate per il biennio, sia per il reddito d'impresa sia per quello di lavoro autonomo: chi vuole tenerne una deve ritrasmetterla insieme alla dichiarazione. Il codice 2 revoca in modo autonomo, con il solo frontespizio e i dati essenziali del modello CPB (codice fiscale, codice ISA, codice attività e tipologia di reddito).
Se dopo l'adesione serve una dichiarazione integrativa, la si presenta allegando il modello ISA e il quadro P del modello CPB; chi ha aderito con l'invio autonomo presenta l'integrativa completa di tutti i quadri e del modello CPB, perché l'Agenzia possa ricalcolare la proposta. Il funzionamento dell'integrativa è nella scheda dedicata.
Quando il concordato si interrompe: cessazione e decadenza
La cessazione fa perdere gli effetti dal periodo d'imposta in cui si verifica la causa (art. 21, c. 1). Succede se il contribuente cambia attività passando a un ISA diverso, mentre un nuovo codice dovuto solo all'aggiornamento ATECO 2025 non conta; se cessa l'attività; se passa al regime forfettario; se la società è interessata da fusione, scissione o conferimento, o se aumentano i soci di una società di persone o di un'associazione, con la stessa salvezza prevista per il rinnovo fra le cause di esclusione; se dichiara ricavi o compensi oltre il limite ISA aumentato del 50%. Con il limite di 5.164.569 € il concordato regge fino a 7.746.853 €, anche se nel frattempo il contribuente esce dagli ISA. Cessa anche quando lo studio associato, la STP o la STA e il professionista socio, se applicano lo stesso ISA, non aderiscono per gli stessi anni.
C'è poi la cessazione per circostanze eccezionali che riducono il reddito o il valore della produzione effettivi di oltre il 30% rispetto a quelli concordati (art. 19, c. 2). Il decreto ministeriale le elenca; fra le altre: calamità con stato di emergenza; danni che rendono inagibili i locali o danni rilevanti alle scorte che sospendono il ciclo produttivo; impossibilità di accedere ai locali; liquidazione ordinaria, coatta o giudiziale; affitto dell'unica azienda; sospensione dell'attività comunicata alla Camera di commercio o all'ordine professionale; e, novità del decreto per il 2026-2027, gli effetti economici dei conflitti in Medio Oriente documentati da un aumento annuo dell'indice dei prezzi superiore al 5%.
La decadenza è più grave: il concordato cade per entrambi gli anni e restano dovute le imposte e i contributi sul reddito concordato, se superiore a quello effettivo (art. 22, c. 3-bis). Dal biennio 2026-2027 le cause sono quattro:
- un accertamento, sugli anni del concordato o su quello precedente, trova attività non dichiarate o passività inesistenti o indeducibili per oltre il 30% dei ricavi o compensi dichiarati;
- un accertamento sull'anno precedente trova errori nei dati comunicati per la proposta, tali che il reddito o il valore della produzione corretti superino di almeno il 30% quelli concordati;
- violazioni di non lieve entità: reati tributari constatati negli anni del concordato; dati ISA inesatti che riducono il reddito o il valore della produzione concordati di oltre il 30%; dichiarazioni dei redditi, IRAP, dei sostituti d'imposta o IVA omesse per gli anni del concordato; almeno tre violazioni sui corrispettivi in giorni diversi; mancata esibizione delle scritture contabili; omessa installazione o manomissione dei registratori telematici;
- il mancato pagamento, entro sessanta giorni dalla comunicazione del controllo automatizzato, delle somme dovute sul concordato, senza possibilità di rateizzare; il ravvedimento fatto prima della comunicazione non fa decadere.
Per gli errori nei dati dichiarati la nuova regola è la correzione. Con l'integrativa il reddito o il valore della produzione concordati si rideterminano, e le sanzioni, compresa quella dell'articolo 8 del D.Lgs. 471/1997, si definiscono con il ravvedimento operoso, purché non siano già stati notificati atti di liquidazione o di accertamento o le comunicazioni dei controlli automatizzati e formali (art. 19, c. 3-bis). Per i reati tributari e per i dati ISA inesatti, invece, il ravvedimento salva il concordato solo se la violazione non è stata constatata e non sono iniziati accessi, ispezioni o verifiche (art. 22, c. 3). Il calcolo delle sanzioni ridotte è nella scheda sul ravvedimento operoso.
Chi non aderisce o decade va incontro a più controlli: l'Agenzia e la Guardia di finanza programmano più capacità operativa su di loro. Se a questi contribuenti viene irrogata una sanzione amministrativa sugli anni e sui tributi della proposta, le soglie per le sanzioni accessorie si dimezzano (art. 2-ter del DL 113/2024).
Le domande di chi ci arriva
Per il biennio 2026-2027 vale ancora il termine del 30 settembre?
No. Per il 2026-2027 il termine è il 31 ottobre 2026, che cadendo di sabato slitta al 2 novembre 2026; per chi ha un esercizio non solare è l'ultimo giorno del decimo mese successivo alla chiusura. Entro la stessa data si può anche revocare l'adesione. Il dettaglio è nella sezione «Come si aderisce, si corregge e si revoca l'adesione».
Se rinnovo devo ancora pagare la maggiorazione sugli acconti?
No. Chi rinnova dopo il biennio 2024-2025 calcola gli acconti 2026 con il metodo storico senza la maggiorazione del 10% sulle imposte sui redditi e del 3% sull'IRAP, che resta dovuta solo nel primo anno di una prima adesione. Per il 2026-2027 le rate di saldo e acconto non pagano interessi.
Se faccio una dichiarazione integrativa, che fine fa il reddito concordato?
Dal biennio 2026-2027 si ricalcola sui dati corretti e il concordato resta in piedi, se le sanzioni si regolano con il ravvedimento operoso prima che arrivino atti di accertamento o comunicazioni dei controlli automatizzati. Si decade solo se un accertamento trova un reddito corretto superiore di almeno il 30% a quello concordato.
Se nello studio associato entra un nuovo socio, il concordato salta?
In caso di rinnovo no, se nell'anno precedente il nuovo socio ha avuto redditi di lavoro dipendente o assimilati, oppure redditi d'impresa o di lavoro autonomo per non più di 35.000 € in tutto. Negli altri casi l'aumento dei soci esclude dal concordato o lo fa cessare dall'anno dell'ingresso.
Sono stato chiuso per un mese: quanto si riduce la proposta?
Se uno degli eventi straordinari del decreto ministeriale (calamità con stato di emergenza, danni ai locali o alle scorte, impossibilità di accedere ai locali, interruzione dell'attività dell'unico o principale cliente, sospensione comunicata alla Camera di commercio, all'ordine professionale o agli enti previdenziali) ha sospeso l'attività da 30 a 60 giorni nel 2026, prima dell'adesione, la proposta si riduce del 10%; oltre 60 e fino a 120 giorni del 20%; oltre 120 giorni del 30%. L'evento si dichiara al rigo P03 del modello CPB, con valore di dichiarazione sostitutiva.
Riferimenti normativi
- D.Lgs. 12 febbraio 2024 n. 13, artt. 7 e 8: proposta biennale e software di calcolo.
- D.Lgs. 12 febbraio 2024 n. 13, art. 9, c. 3, 3-bis, 3-ter e 3-quater: termine di adesione e tetti alla proposta; lettere c-bis e c-ter aggiunte dall'art. 7-bis del DL 38/2026.
- D.Lgs. 12 febbraio 2024 n. 13, artt. 10 e 11: requisiti, debiti sotto 5.000 €, cause di esclusione, adesione priva di effetti (c. 2-bis e c. 1-bis).
- D.Lgs. 12 febbraio 2024 n. 13, artt. 12, 13 e 14: effetti dell'accettazione, adempimenti, rinnovo e benefici rafforzati (c. 1-bis e 1-ter).
- D.Lgs. 12 febbraio 2024 n. 13, artt. 15 e 16: reddito di lavoro autonomo e d'impresa oggetto di concordato.
- D.Lgs. 12 febbraio 2024 n. 13, artt. 18 e 19: IVA esclusa e irrilevanza dei redditi effettivi.
- D.Lgs. 12 febbraio 2024 n. 13, artt. 21 e 22: cessazione e decadenza.
- DL 27 marzo 2026 n. 38, convertito dalla L. 22 maggio 2026 n. 88, art. 7-bis: software al 15 maggio e adesione entro il 31 ottobre 2026.
- D.Lgs. 7 agosto 2026 n. 148, artt. 28 e 29: modifiche al D.Lgs. 13/2024 e ravvedimento delle annualità dal 2020 al 2023.
- Decreto del Vice Ministro dell'economia e delle finanze dell'11 maggio 2026: metodologia della proposta 2026-2027.
- Provvedimenti del Direttore dell'Agenzia delle entrate n. 71684 e n. 72335 del 27 febbraio 2026: modello CPB 2026-2027 e trasmissione telematica.
- Agenzia delle entrate, circolare n. 8/E del 6 ottobre 2026: disciplina del concordato preventivo biennale dopo il decreto Omnibus.
- Agenzia delle entrate, risoluzione n. 48/E del 19 settembre 2024: codici tributo per maggiorazioni e imposta sostitutiva.
Disclaimer
Le informazioni in questa scheda hanno scopo informativo e divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista qualificato. Aggiornata al 17 ottobre 2026.
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