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IRPEFUltimo aggiornamento: 29/05/2026

Redditi d'impresa art. 55 TUIR: nozione e attività commerciali

L'art. 55 del TUIR definisce il reddito d'impresa: esercizio abituale delle attività ex art. 2195 c.c. e dei servizi organizzati in forma d'impresa

Ultimo aggiornamento

29/05/2026

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La norma che individua quali attività producono reddito d'impresa e che traccia il confine con il lavoro autonomo.

In sintesi

L'art. 55 del DPR 22 dicembre 1986 n. 917 (TUIR) definisce il reddito d'impresa: sono tali i redditi che derivano dall'esercizio di imprese commerciali, cioè dall'esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, delle attività indicate nell'art. 2195 c.c. La norma vi include anche le attività agricole che eccedono i limiti dell'art. 32 e le attività organizzate in forma d'impresa dirette alla prestazione di servizi non rientranti nell'art. 2195 c.c. Il criterio dirimente è l'abitualità dell'esercizio, non la forma giuridica adottata.

Quando si applica

  • Esercizio per professione abituale, anche se non esclusiva, di una delle attività commerciali elencate nell'art. 2195 c.c. (attività industriale di produzione di beni o servizi, attività intermediaria nella circolazione dei beni, trasporto, attività bancaria o assicurativa, attività ausiliarie delle precedenti) — art. 55, comma 1, TUIR.
  • Esercizio delle attività agricole indicate alle lettere b) e c) del comma 2 dell'art. 32 TUIR che eccedono i limiti ivi stabiliti, anche se non organizzate in forma d'impresa — art. 55, comma 1, TUIR.
  • Attività organizzate in forma d'impresa dirette alla prestazione di servizi che non rientrano nell'art. 2195 c.c. — art. 55, comma 2, lett. a), TUIR.
  • Attività di sfruttamento di miniere, cave, torbiere, saline, laghi, stagni e altre acque interne — art. 55, comma 2, lett. b), TUIR.
  • Redditi dei terreni, per la parte derivante dalle attività agricole di cui all'art. 32 anche nei limiti ivi stabiliti, quando spettano a società in nome collettivo e in accomandita semplice o a stabili organizzazioni di persone fisiche non residenti esercenti attività d'impresa — art. 55, comma 2, lett. c), TUIR.

Come si applica nella pratica

L'art. 55 fissa la qualificazione del reddito; la determinazione dell'imponibile è affidata alle norme successive del Capo VI del TUIR. Per le società di capitali e gli altri soggetti IRES il reddito complessivo è considerato reddito d'impresa da qualunque fonte provenga; per le persone fisiche e le società di persone occorre invece verificare in concreto la natura dell'attività ai sensi di questo articolo.

Il comma 3 stabilisce un principio di chiusura: le disposizioni in materia di imposte sui redditi che fanno riferimento alle attività commerciali si applicano, salvo che risulti diversamente, a tutte le attività indicate nell'articolo. Ne consegue che anche le attività di servizi organizzate in forma d'impresa (comma 2) seguono il regime delle attività commerciali, pur non essendo elencate nell'art. 2195 c.c.

La distinzione operativa rispetto al lavoro autonomo si gioca su due elementi:

ElementoReddito d'impresa (art. 55)Lavoro autonomo
Riferimento normativoArt. 55 TUIR + art. 2195 c.c.Art. 53 e ss. TUIR
Attività tipicheAttività ex art. 2195 c.c.; servizi organizzati in forma d'impresaArti e professioni a contenuto intellettuale
Ruolo dell'organizzazionePer i servizi non ex art. 2195 serve l'organizzazione in forma d'impresaPrevale l'apporto personale del professionista
Requisito comuneEsercizio per professione abitualeEsercizio per professione abituale

Per le attività non elencate nell'art. 2195 c.c. e dirette alla prestazione di servizi, l'organizzazione in forma d'impresa è quindi il discrimine: in sua assenza il reddito resta riconducibile ad altre categorie (lavoro autonomo o redditi diversi). La determinazione del reddito d'impresa per i soggetti IRPEF e le regole di imputazione temporale dei componenti operano una volta qualificata l'attività come d'impresa ai sensi dell'art. 55.

Esempi pratici

Esempio 1 — Impresa commerciale individuale di intermediazione

Un agente di commercio esercita in modo abituale l'attività intermediaria nella circolazione dei beni, una delle attività indicate nell'art. 2195 c.c. Pur operando come ditta individuale e con investimenti contenuti, produce reddito d'impresa ai sensi dell'art. 55, comma 1, TUIR a prescindere dall'esistenza di una struttura organizzata, perché l'attività rientra direttamente nell'elenco dell'art. 2195 c.c. Fatturato annuo 120.000,00 €, costi deducibili 78.000,00 €.

Esempio 2 — Servizio non commerciale organizzato in forma d'impresa

Un soggetto avvia un'attività di organizzazione di eventi e gestione di spazi, non riconducibile all'elenco dell'art. 2195 c.c. Impiega tre dipendenti, un magazzino e attrezzature per 45.000,00 €. La presenza di un'organizzazione in forma d'impresa fa rientrare i redditi nell'art. 55, comma 2, lett. a), TUIR: si tratta di reddito d'impresa benché l'attività non sia commerciale in senso codicistico.

Esempio 3 — Attività agricola oltre i limiti dell'art. 32

Un imprenditore agricolo individuale alleva animali con mangimi ottenibili per meno di un quarto dal proprio terreno, superando così i limiti della lett. b) del comma 2 dell'art. 32 TUIR. La parte di reddito eccedente i limiti dell'art. 32 è qualificata come reddito d'impresa ex art. 55, comma 1, TUIR, anche se l'attività non è organizzata in forma d'impresa, mentre la quota entro i limiti resta reddito agrario.

Errori comuni e come evitarli

  • Confondere la forma giuridica con la natura del reddito. L'art. 55 qualifica il reddito in base all'attività esercitata e alla sua abitualità, non alla veste (ditta individuale, società di persone). Anche una ditta individuale senza struttura produce reddito d'impresa se svolge un'attività ex art. 2195 c.c.
  • Ritenere che ogni prestazione di servizi sia reddito d'impresa. Per i servizi non elencati nell'art. 2195 c.c. occorre verificare l'organizzazione in forma d'impresa (art. 55, comma 2, lett. a): in sua assenza il reddito è riconducibile al lavoro autonomo o ad altre categorie.
  • Trascurare il requisito dell'abitualità. L'esercizio deve essere per professione abituale, ancorché non esclusiva: un'operazione commerciale isolata e occasionale non genera reddito d'impresa ai sensi dell'art. 55.
  • Assoggettare a reddito agrario l'intera attività agricola. Le attività delle lettere b) e c) del comma 2 dell'art. 32 che eccedono i limiti producono reddito d'impresa per la parte eccedente (art. 55, comma 1); non tutto il reddito resta agrario.
  • Dimenticare il principio di chiusura del comma 3. Le norme sulle imposte sui redditi riferite alle attività commerciali si applicano, salvo diversa previsione, a tutte le attività dell'art. 55, comprese quelle del comma 2 non elencate nell'art. 2195 c.c.

Riferimenti normativi

  • Art. 55, DPR 22 dicembre 1986 n. 917 (TUIR) — Redditi d'impresa.
  • Art. 32, DPR 22 dicembre 1986 n. 917 (TUIR) — Reddito agrario (limiti delle attività agricole).
  • Art. 2195 del codice civile — imprenditori soggetti a registrazione.
  • Art. 109, DPR 22 dicembre 1986 n. 917 (TUIR) — norme generali sui componenti del reddito d'impresa.

Risorse correlate

Disclaimer

Le informazioni in questa scheda hanno scopo informativo e divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista qualificato. Aggiornata al 2026-05-29.

Disclaimer. Informazione di supporto, NON sostituisce parere professionista qualificato. Aggiornata al 29/05/2026.