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Finanza agevolataUltimo aggiornamento: 18/10/2026Verificato su Normattiva il 19/10/2026

Credito d'imposta 4.0: cosa resta nel 2026 e come si compensa

Aliquote per scaglione, tetto di 2.200 milioni esaurito, proroga al 15 settembre 2026 delle comunicazioni, codici tributo 7077 e 6936 e cosa subentra dal 2026

Ultimo aggiornamento

18/10/2026

Verificato su Normattiva

19/10/2026

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In sintesi

Il credito d'imposta Transizione 4.0 è arrivato al capolinea, ma non è ancora finito di spendere. Per i beni immateriali dell'allegato B non spetta più nulla: l'ultima finestra si è chiusa con gli investimenti del 2024, completabili al più tardi entro il 30 giugno 2025. Per i beni materiali dell'allegato A resta in gioco il comma 1057-bis, esteso agli investimenti del 2025 e a quelli ultimati entro il 30 giugno 2026 se l'ordine era accettato e l'acconto del 20% versato entro il 31 dicembre 2025, ma dentro un tetto nazionale di 2.200 milioni di euro che il Ministero delle imprese e del made in Italy ha dichiarato esaurito l'11 novembre 2025. Il decreto direttoriale del 31 luglio 2026 ha spostato al 15 settembre 2026 il termine della comunicazione di completamento per gli investimenti ultimati entro il 30 giugno 2026, e ha dato la stessa scadenza per conferma e completamento alle imprese in lista d'attesa avvisate dal Gestore dei servizi energetici di una nuova disponibilità di risorse, anche se l'investimento era chiuso già nel 2025. Quel termine è scaduto: chi l'ha rispettato aspetta l'elenco che il Ministero trasmette ogni mese all'Agenzia delle entrate e poi compensa in tre quote annuali con il codice tributo 7077, o con il 6936 se al 31 dicembre 2024 l'ordine era già accettato e l'acconto del 20% versato. Dal 1° gennaio 2026 la leva non è più un credito: è la maggiorazione del costo ammortizzabile dell'art. 1, comma 427, della L. 30 dicembre 2025 n. 199.

Che cosa dà ancora diritto al credito, e con quale aliquota

L'ambito soggettivo non è mai cambiato: tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente da forma giuridica, settore, dimensione e regime fiscale di determinazione del reddito (art. 1, comma 1051, L. 30 dicembre 2020 n. 178). Restano esclusi i soggetti in liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità o altra procedura concorsuale, e le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi del D.Lgs. 231/2001; la fruizione è comunque subordinata al rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro e al corretto versamento dei contributi.

Quello che è cambiato è il perimetro oggettivo, e in due passaggi. Il primo è la legge di bilancio 2025, che ha riscritto il comma 1057-bis fermandone la portata originaria al 31 dicembre 2024 e ha abrogato il comma 1058-ter, cioè la proroga al 2025 dei beni immateriali (art. 1, comma 445, lettere b) e c), della L. 30 dicembre 2024 n. 207). Il secondo è il comma 446 della stessa legge, che ha riaperto il solo allegato A per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025, ovvero entro il 30 giugno 2026 con ordine accettato e acconto di almeno il 20% del costo di acquisizione entro il 31 dicembre 2025, «nel limite di spesa di 2.200 milioni di euro».

Le aliquote sono quelle a scaglioni del comma 1057-bis, e si applicano per quote di investimento, non per fasce alternative: il 20% fino a 2,5 milioni, il 10% sulla parte compresa fra 2,5 e 10 milioni, il 5% oltre i 10 milioni e fino al limite massimo di costi ammissibili di 20 milioni. Un investimento da 3.000.000 € attraversa quindi i primi due scaglioni.

Scaglione di investimentoCredito
Quota fino a 2,5 milioni (2.500.000 €), aliquota 20%500.000,00 €
Quota da 2,5 a 10 milioni (500.000 €), aliquota 10%50.000,00 €
Quota compensabile in ciascuno dei tre anni (comma 1059)183.333,33 €
Credito maturato sull'investimento550.000,00 €
Investimento 4.0 da 3.000.000 €: credito per scaglioneFonte: Elaborazione SamBooks su art. 1, commi 1057-bis e 1059, L. 178/2020 e art. 1, comma 446, L. 207/2024Scarica i dati in CSVScarica il foglio di calcolo

Il credito maturato è di 550.000 €, utilizzabile in tre quote annuali di pari importo — circa 183.333,33 € l'anno — a decorrere dall'anno di avvenuta interconnessione, non da quello di entrata in funzione (comma 1059). Il credito non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile IRAP e non rileva ai fini del rapporto degli artt. 61 e 109, comma 5, del TUIR; è cumulabile con altre agevolazioni sugli stessi costi purché il cumulo, tenuto conto anche della sua irrilevanza fiscale, non porti a superare il costo sostenuto.

Per i beni immateriali dell'allegato B il conto non si fa più: l'ultima misura utile è il 15% del comma 1058-bis, nel limite di 1 milione di euro di costi ammissibili, per investimenti effettuati dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2024 o entro il 30 giugno 2025 con ordine accettato e acconto del 20% al 31 dicembre 2024. Chi ha interconnesso in quella finestra sta ancora compensando; chi ha firmato dopo non ha più una norma alle spalle.

Il tetto di 2.200 milioni e l'ordine cronologico: perché la prenotazione decide tutto

Fino al 2024 il credito non aveva un limite di spesa: maturava con l'investimento e si compensava, con la sola comunicazione al Ministero prevista dall'art. 6 del DL 39/2024. Dal 2025 non è più così. Il comma 447 obbliga l'impresa a trasmettere al Ministero delle imprese e del made in Italy una comunicazione telematica sull'ammontare delle spese sostenute e sul credito maturato; il comma 448 stabilisce che il Ministero trasmette all'Agenzia delle entrate l'elenco delle imprese beneficiarie «secondo l'ordine cronologico di ricevimento delle comunicazioni» e che, raggiunto il limite di spesa, ne dà comunicazione sul proprio sito sospendendo l'invio di nuove richieste. Il tetto non opera per gli investimenti il cui ordine era già accettato, con acconto di almeno il 20% pagato, alla data di pubblicazione della legge di bilancio 2025.

Le comunicazioni si trasmettono sulla piattaforma del Gestore dei servizi energetici, aperta dalle ore 14.00 del 17 giugno 2025 con il decreto direttoriale del Ministero delle imprese e del made in Italy del 16 giugno 2025; le modalità attuative e il modello erano stati definiti con il decreto direttoriale del 15 maggio 2025. La corsa è durata cinque mesi: l'11 novembre 2025 il Ministero ha comunicato l'esaurimento delle risorse, precisando che le comunicazioni continuano a essere acquisite e che le imprese potranno accedere al beneficio in caso di nuova disponibilità di fondi, sempre nell'ordine cronologico di trasmissione.

111 novembre 2025Il Ministero comunica l'esaurimentodelle risorse della misurale comunicazioni continuano a essereacquisite: contano in caso di nuovadisponibilità di fondi, nell'ordinecronologico di trasmissione2Entro il 31 dicembre 2025Ordine accettato dal venditore eacconto di almeno il 20% del costocondizione per portare in agevolazione gliinvestimenti ultimati entro il 30 giugno2026 (art. 1, comma 446, L. 207/2024)3Entro il 31 gennaio 2026Comunicazione preventiva sullapiattaforma del Gestore dei servizienergeticil'ordine cronologico di invio decide laprenotazione delle risorse4Entro trenta giorni dalla comunicazionepreventivaConferma del pagamento dell'accontodel 20%per le imprese in lista d'attesa avvisatedal GSE di una nuova disponibilità, entroil 15 settembre 20265Entro il 31 marzo 2026Comunicazione di completamento per gliinvestimenti ultimati al 31 dicembre2025il termine originario era il 31 gennaio2026, esteso dal decreto direttoriale del28 gennaio 2026631 luglio 2026Il decreto direttoriale di prorogasposta il termine del completamentofino a quel giorno gli investimentiultimati al 30 giugno 2026 andavanocomunicati entro il 31 luglio 20267Entro il 15 settembre 2026Completamento degli investimentiultimati al 30 giugno 2026; conferma ecompletamento delle imprese avvisatedal GSEper le imprese avvisate dal GSE vale anchese l'investimento è stato ultimato entro il31 dicembre 2025. È il termine percomunicare, non per completarel'investimento8Dal giorno 10 del mese successivo allatrasmissione dei datiIl credito diventa compensabile in F24con i servizi telematici dell'Agenziadelle entrateil Ministero trasmette l'elenco entro ilquinto giorno lavorativo di ciascun mese;l'importo è visibile nel cassetto fiscale
  1. 11 novembre 2025: Il Ministero comunica l'esaurimento delle risorse della misura — le comunicazioni continuano a essere acquisite: contano in caso di nuova disponibilità di fondi, nell'ordine cronologico di trasmissione
  2. Entro il 31 dicembre 2025: Ordine accettato dal venditore e acconto di almeno il 20% del costo — condizione per portare in agevolazione gli investimenti ultimati entro il 30 giugno 2026 (art. 1, comma 446, L. 207/2024)
  3. Entro il 31 gennaio 2026: Comunicazione preventiva sulla piattaforma del Gestore dei servizi energetici — l'ordine cronologico di invio decide la prenotazione delle risorse
  4. Entro trenta giorni dalla comunicazione preventiva: Conferma del pagamento dell'acconto del 20% — per le imprese in lista d'attesa avvisate dal GSE di una nuova disponibilità, entro il 15 settembre 2026
  5. Entro il 31 marzo 2026: Comunicazione di completamento per gli investimenti ultimati al 31 dicembre 2025 — il termine originario era il 31 gennaio 2026, esteso dal decreto direttoriale del 28 gennaio 2026
  6. 31 luglio 2026: Il decreto direttoriale di proroga sposta il termine del completamento — fino a quel giorno gli investimenti ultimati al 30 giugno 2026 andavano comunicati entro il 31 luglio 2026
  7. Entro il 15 settembre 2026: Completamento degli investimenti ultimati al 30 giugno 2026; conferma e completamento delle imprese avvisate dal GSE — per le imprese avvisate dal GSE vale anche se l'investimento è stato ultimato entro il 31 dicembre 2025. È il termine per comunicare, non per completare l'investimento
  8. Dal giorno 10 del mese successivo alla trasmissione dei dati: Il credito diventa compensabile in F24 con i servizi telematici dell'Agenzia delle entrate — il Ministero trasmette l'elenco entro il quinto giorno lavorativo di ciascun mese; l'importo è visibile nel cassetto fiscale
Dalla prenotazione all'F24: i termini del credito 4.0 sugli investimenti 2025Fonte: Elaborazione SamBooks su art. 1, commi da 446 a 448, L. 207/2024, decreti direttoriali MIMIT del 15 maggio 2025, del 28 gennaio 2026 e del 31 luglio 2026, risoluzione AdE n. 41/E dell'11 giugno 2025 e pagina della misura riletta il 18 ottobre 2026

La sequenza delle comunicazioni è fissata dall'art. 2 del decreto direttoriale del 15 maggio 2025: la comunicazione preventiva entro il 31 gennaio 2026, che prenota le risorse in ordine cronologico di invio; la conferma del pagamento dell'acconto del 20% entro trenta giorni dalla preventiva; la comunicazione di completamento a investimento ultimato. I termini di quest'ultima sono cambiati due volte nel 2026, come si vede nella sezione che segue. Un termine mancato non è un ritardo: il mancato invio delle comunicazioni nei termini comporta il mancato perfezionamento della procedura, il Ministero non trasmette il nominativo all'Agenzia delle entrate e il credito non diventa compensabile.

Le proroghe del 2026: chi ha potuto comunicare fino al 15 settembre

Il termine della comunicazione di completamento sta nell'art. 2, comma 4, del decreto direttoriale del 15 maggio 2025, e nel 2026 è stato spostato due volte. Nella versione originaria la comunicazione andava inviata entro il 31 gennaio 2026 per gli investimenti ultimati al 31 dicembre 2025 ed entro il 31 luglio 2026 per quelli ultimati al 30 giugno 2026. Il decreto direttoriale del 28 gennaio 2026 ha esteso il primo termine al 31 marzo 2026 e ha fissato al 31 luglio 2026 il secondo. Il decreto direttoriale del 31 luglio 2026, pubblicato sul sito del Ministero lo stesso giorno, riscrive il comma 4: resta il 31 marzo 2026 per gli investimenti ultimati al 31 dicembre 2025, mentre per quelli ultimati al 30 giugno 2026 la comunicazione di completamento si invia entro il 15 settembre 2026.

La seconda novità del decreto riguarda chi era rimasto in lista d'attesa dopo l'esaurimento dei fondi. Le comunicazioni trasmesse quando le risorse non c'erano si intendono comunque inviate e, se si libera una nuova disponibilità, il Gestore dei servizi energetici ne dà comunicazione alle imprese nell'ordine cronologico delle preventive (art. 2, comma 9, del decreto del 15 maggio 2025). Il decreto del 31 luglio 2026 aggiunge a quel comma un periodo: per perfezionare la procedura l'impresa invia la conferma dell'acconto e la comunicazione di completamento entro il 15 settembre 2026, «anche per gli investimenti ultimati entro il 31 dicembre 2025 in deroga ai termini di cui al comma 4». La motivazione del decreto è esplicita: consentire il perfezionamento della procedura «anche alle imprese che hanno ricevuto da parte del GSE la comunicazione di nuova disponibilità di risorse». La pagina della misura sul sito del Ministero e il comunicato del 31 luglio 2026 leggono la regola nello stesso modo: le imprese in lista d'attesa che ricevono l'avviso del GSE inviano conferma e completamento entro il 15 settembre 2026. Il periodo non nomina la lista d'attesa e dice soltanto che l'impresa invia i modelli: limitarlo alle imprese avvisate è la lettura del Ministero.

Le date della legge non si sono mosse. Il decreto del 31 luglio 2026 modifica soltanto i termini delle comunicazioni: l'investimento doveva comunque essere ultimato entro il 30 giugno 2026, con ordine accettato dal venditore e acconto di almeno il 20% pagato entro il 31 dicembre 2025 (art. 1, comma 446, della L. 207/2024). Oggi anche il 15 settembre 2026 è alle spalle, e la pagina della misura, riletta il 18 ottobre 2026, non riporta provvedimenti successivi al decreto del 31 luglio 2026: chi non ha inviato in tempo la comunicazione di completamento non ha una norma che gli riapra la finestra.

Per chi ha comunicato in tempo, la proroga sposta in avanti anche la compensazione. Si riprenda l'investimento da 3.000.000 € della tabella, con ordine e acconto al 31 dicembre 2025, e lo si immagini ultimato e interconnesso nel maggio 2026, con la comunicazione di completamento inviata il 10/09/2026. Il nominativo entra nell'elenco che il Ministero trasmette all'Agenzia delle entrate entro il quinto giorno lavorativo di ottobre, cioè entro il 07/10/2026; la prima quota annuale di 183.333,33 € è compensabile in F24 dal 10/11/2026, con il codice tributo 7077 e il 2026 nel campo «anno di riferimento», perché è l'anno di completamento dell'investimento. La quota del 2026 che non trova capienza nei versamenti di novembre e dicembre non si perde e si riporta agli anni successivi, come si vede nella sezione seguente.

Quando il credito diventa spendibile in F24, e con quale codice

La catena è nota e va rispettata in ordine. Il Ministero trasmette all'Agenzia delle entrate, entro il quinto giorno lavorativo di ciascun mese, l'elenco delle imprese ammesse a fruire dell'agevolazione nel mese precedente, sulla base delle sole comunicazioni di completamento. Da lì il credito è utilizzabile in compensazione con il modello F24 presentato esclusivamente attraverso i servizi telematici dell'Agenzia, a partire dal giorno 10 del mese successivo alla trasmissione dei dati. L'importo complessivo è visibile nel cassetto fiscale, e una compensazione che eccede quanto trasmesso per quel beneficiario comporta lo scarto del versamento.

I codici tributo non sono intercambiabili. Per gli investimenti del 2025 rientranti nel comma 1057-bis secondo la disciplina dei commi da 446 a 448 si usa il 7077, istituito con la risoluzione dell'Agenzia delle entrate n. 41/E dell'11 giugno 2025, valorizzando il campo «anno di riferimento» con l'anno di completamento degli investimenti. Per gli investimenti per i quali al 31 dicembre 2024 risultavano l'accettazione dell'ordine e il pagamento dell'acconto di almeno il 20% resta invece il 6936, istituito con la risoluzione n. 3/E del 13 gennaio 2021 e ridenominato con la risoluzione n. 45/E del 26 luglio 2023.

Restano gli obblighi documentali del comma 1062, che non sono formalità: le fatture e gli altri documenti di acquisto devono contenere l'espresso riferimento alle disposizioni dei commi da 1054 a 1058-bis, e per i beni 4.0 serve una perizia asseverata di un ingegnere o di un perito industriale, o un attestato di conformità di un ente accreditato, sulle caratteristiche tecniche e sull'interconnessione. Per i beni di costo unitario non superiore a 300.000 € la perizia può essere sostituita da una dichiarazione del legale rappresentante. Se entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di entrata in funzione, ovvero a quello di avvenuta interconnessione, il bene è ceduto a titolo oneroso o destinato a una struttura produttiva all'estero, il credito si riduce e il maggior importo già compensato va riversato senza sanzioni né interessi entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi (comma 1060).

Su tre punti che la norma lascia aperti conviene leggere la circolare dell'Agenzia delle entrate n. 9/E del 23 luglio 2021, che raccoglie le risposte a quesiti sui commi da 1051 a 1063. L'interconnessione può intervenire anche in un anno successivo a quello di effettuazione dell'investimento e di entrata in funzione del bene, perché né il comma 1062 né le disposizioni agevolative fissano un termine espresso, e valgono le indicazioni già date in tema di iperammortamento con la circolare n. 4/E del 2017 e la risoluzione n. 27/E del 9 aprile 2018 (§ 5.4). La ripartizione in tre quote annuali non è una decadenza: la quota non utilizzata in un anno resta spendibile oltre il terzo (§ 5.2). E il furto del bene agevolato non fa scattare la rideterminazione del comma 1060, perché quella norma antielusiva guarda alla volontarietà con cui il beneficiario estromette il bene (§ 7.2).

Dal 2026 la leva cambia: non più un credito, ma un ammortamento maggiorato

Chi programma investimenti oggi non deve cercare una proroga del credito 4.0, perché non c'è. Per i titolari di reddito d'impresa che investono in beni strumentali destinati a strutture produttive in Italia, l'art. 1, comma 427, della L. 30 dicembre 2025 n. 199 maggiora il costo di acquisizione, ai soli fini della determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria, del 180% fino a 2,5 milioni, del 100% oltre 2,5 e fino a 10 milioni e del 50% oltre 10 e fino a 20 milioni, per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Quali beni rientrino lo stabilisce il comma 429, a cui il comma 427 rinvia.

Il cambio di leva ha effetti contabili e finanziari opposti a quelli del credito. La maggiorazione riduce il reddito imponibile lungo il piano di ammortamento, quindi il beneficio arriva più lentamente e vale quanto l'aliquota d'imposta dell'impresa; il credito, invece, entrava in F24 in tre anni a prescindere dal risultato d'esercizio. Nel confronto fra due esercizi contigui questo è il primo elemento da mettere sul tavolo. Il dettaglio della nuova misura è nella scheda Iperammortamento 2026.

Le domande di chi ci arriva

Ma il credito d'imposta per gli investimenti 2025 è stato confermato?

Sì, ma solo per i beni materiali dell'allegato A e dentro un tetto: l'art. 1, comma 446, della L. 207/2024 lo riconosce per gli investimenti dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025, o entro il 30 giugno 2026 con ordine e acconto del 20% al 31 dicembre 2025, nel limite di 2.200 milioni di euro. Il Ministero ha dichiarato esaurite le risorse l'11 novembre 2025.

Ho ultimato l'investimento a maggio 2026: entro quando andava comunicato il completamento?

Entro il 15 settembre 2026. Il decreto direttoriale del 31 luglio 2026 ha spostato a quella data il termine, che prima era il 31 luglio 2026, e ha dato la stessa scadenza alle imprese in lista d'attesa avvisate dal Gestore dei servizi energetici. Il termine è scaduto: senza la comunicazione la procedura non si perfeziona e il credito non arriva in F24. Le date e un esempio di compensazione sono nella sezione sulle proroghe del 2026.

Le tre quote partono dall'entrata in funzione o dall'interconnessione?

Dall'interconnessione, per tutti gli investimenti dei commi da 1056 a 1058-bis (comma 1059). L'entrata in funzione rileva solo per i beni non 4.0 dei commi 1054 e 1055. Se l'interconnessione avviene in un periodo d'imposta successivo all'entrata in funzione, si può comunque iniziare a fruire della parte spettante come bene ordinario.

Se l'investimento è sotto i 300.000 €, posso evitare la perizia asseverata?

Sì. Per i beni di costo unitario di acquisizione non superiore a 300.000 € l'onere documentale del comma 1062 si adempie con una dichiarazione resa dal legale rappresentante, al posto della perizia asseverata o dell'attestato di conformità. Resta obbligatorio il riferimento normativo espresso su fatture e documenti di acquisto.

Cosa succede al credito se vendo il bene agevolato prima che siano passati due anni?

Il credito si riduce escludendo dalla base di calcolo il costo di quel bene, e il maggior importo già compensato va riversato senza sanzioni né interessi entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi dell'esercizio in cui si verifica la cessione o la delocalizzazione (comma 1060). Il periodo di sorveglianza arriva al 31 dicembre del secondo anno successivo all'entrata in funzione, ovvero a quello dell'avvenuta interconnessione.

Riferimenti normativi

  • L. 30 dicembre 2020 n. 178, art. 1, comma 1051 — ambito soggettivo e decorrenza dal 16 novembre 2020, con rinvio ai commi da 1052 a 1058-bis.
  • L. 178/2020, art. 1, c. 1057-bis — beni materiali dell'allegato A: 20% fino a 2,5 milioni, 10% fino a 10 milioni, 5% fino a 20 milioni.
  • L. 178/2020, art. 1, c. 1058-bis — ultima finestra dei beni immateriali dell'allegato B al 15%, entro 1 milione di euro di costi ammissibili.
  • L. 178/2020, art. 1, c. 1059 — tre quote annuali dall'interconnessione, irrilevanza ai fini del reddito e dell'IRAP, regola di cumulo entro il costo sostenuto.
  • L. 178/2020, art. 1, c. 1060 e c. 1062 — riversamento per cessione o delocalizzazione; riferimento normativo in fattura, perizia asseverata e soglia dei 300.000 €.
  • L. 30 dicembre 2024 n. 207, art. 1, commi da 445 a 448 — chiusura dell'allegato B, riapertura dell'allegato A per il 2025 nel limite di 2.200 milioni di euro, comunicazione telematica al Ministero e fruizione in ordine cronologico.
  • L. 30 dicembre 2025 n. 199, art. 1, c. 427 — maggiorazione del costo ammortizzabile per gli investimenti dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.
  • Agenzia delle entrate, circolare n. 9/E del 23 luglio 2021 — risposte a quesiti sui commi da 1051 a 1063.
  • Agenzia delle entrate, risoluzione n. 41/E dell'11 giugno 2025 — codice tributo 7077 e regole di trasmissione fra Ministero e Agenzia; risoluzione n. 45/E del 26 luglio 2023 — ridenominazione del codice tributo 6936.
  • Decreto direttoriale del Ministero delle imprese e del made in Italy del 31 luglio 2026 — proroga al 15 settembre 2026 della comunicazione di completamento per gli investimenti ultimati al 30 giugno 2026 e stesso termine per conferma e completamento delle imprese avvisate dal GSE di una nuova disponibilità di risorse.
  • Decreti direttoriali del Ministero delle imprese e del made in Italy del 15 maggio 2025 (modalità attuative, modello e termini delle comunicazioni), del 16 giugno 2025 (apertura della piattaforma sul portale del Gestore dei servizi energetici) e del 28 gennaio 2026 (proroga al 31 marzo 2026 della comunicazione di completamento per gli investimenti ultimati al 31 dicembre 2025).
  • Comunicati del Ministero delle imprese e del made in Italy «Transizione 4.0: esaurite le risorse disponibili per la misura», dell'11 novembre 2025, e «Transizione 4.0: Mimit, prorogati al 15 settembre i termini per le comunicazioni di completamento degli investimenti», insieme alla pagina della misura: sono le fonti delle date operative, consultate l'8 settembre 2026; la pagina della misura è stata riletta il 18 ottobre 2026.

I decreti direttoriali del 2025 e del 28 gennaio 2026 e i comunicati non sono fra le fonti collegate alla scheda, perciò se ne indicano data e oggetto per esteso.

Disclaimer

Le informazioni in questa scheda hanno scopo informativo e divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista qualificato. Aggiornata al 18 ottobre 2026.

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