Credito d'imposta ZES unica: dalla spesa alla compensazione
Zone assistite di dieci regioni fino al 2028, comunicazione preventiva dal 31 marzo al 30 maggio, riproporzionamento sul plafond e contributo integrativo 2026
16/09/2026
15/09/2026
11 min lettura
In sintesi
Le imprese che acquistano beni strumentali per una struttura produttiva nelle zone assistite della ZES unica del Mezzogiorno hanno diritto a un credito d'imposta (art. 16 del DL 19 settembre 2023, n. 124). La legge di bilancio 2026 lo ha prorogato agli anni 2026, 2027 e 2028 e ha fatto entrare nel perimetro anche le zone assistite di Marche e Umbria (art. 1, comma 438, della legge 30 dicembre 2025, n. 199). Il beneficio non ha un'aliquota unica: è commisurato al costo dei beni secondo le intensità della Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027, entro un tetto di 100 milioni di euro per progetto e un limite di spesa annuale che, se superato dalle domande, riduce proporzionalmente il credito di ciascuno. Due passaggi decidono più di ogni altro se il credito arriva davvero: la comunicazione preventiva all'Agenzia delle entrate, che per il 2026 si presenta dal 31 marzo al 30 maggio, e la comunicazione integrativa dal 3 al 17 gennaio 2027, a pena di decadenza. Il perimetro territoriale e la procedura autorizzativa dei progetti sono descritti nella scheda ZES unica Mezzogiorno: perimetro e sportello unico.
Dove si investe e quali beni contano
Le zone assistite sono quelle individuate dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027: Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna e Molise in deroga all'art. 107, paragrafo 3, lettera a), del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, e Marche, Umbria e Abruzzo in deroga alla lettera c) del medesimo paragrafo (art. 16, comma 1). Il perimetro del credito non coincide più con quello della ZES unica, che l'art. 9, comma 2, del DL 124/2023 circoscrive a otto regioni: Marche e Umbria danno diritto all'agevolazione fiscale ma non alla semplificazione amministrativa dello sportello unico digitale.
Sono agevolabili gli investimenti che fanno parte di un progetto di investimento iniziale come definito dall'art. 2, punti 49, 50 e 51, del regolamento (UE) n. 651/2014: acquisto, anche in locazione finanziaria, di macchinari, impianti e attrezzature nuovi, acquisto di terreni e acquisizione, realizzazione o ampliamento di immobili strumentali (art. 16, comma 2). Il progetto deve valere almeno 200.000,00 € e il credito è commisurato al costo entro 100 milioni di euro per ciascun progetto; per il leasing rileva il costo sostenuto dal locatore per l'acquisto dei beni, al netto delle spese di manutenzione (art. 16, comma 4). Il limite di spesa complessivo è di 1.800 milioni di euro per il 2024, 2.200 per il 2025, 2.300 per il 2026, 1.000 per il 2027 e 750 milioni per il 2028 (art. 16, comma 6).
Restano fuori l'industria siderurgica, carbonifera e della lignite, i trasporti e le relative infrastrutture con l'eccezione del magazzinaggio e del supporto ai trasporti, la produzione, lo stoccaggio, la trasmissione e la distribuzione di energia e le infrastrutture energetiche, la banda larga e i settori creditizio, finanziario e assicurativo; ne sono escluse anche le imprese in liquidazione o scioglimento e quelle in difficoltà ai sensi dell'art. 2, punto 18, del regolamento (UE) n. 651/2014 (art. 16, comma 3).
La produzione primaria agricola, la pesca e l'acquacoltura hanno una disciplina dedicata, con una dotazione autonoma e finestre temporali diverse.
| Voce | Art. 16: imprese in generale | Art. 16-bis: agricoltura, pesca e acquacoltura |
|---|---|---|
| Anni agevolati | Dal 2024 al 2028 | 2024, 2025 e 2026 |
| Investimento minimo per progetto | 200.000 € | 50.000 € |
| Regioni in deroga all'art. 107, par. 3, lett. c), TFUE | Marche, Umbria e Abruzzo | Solo Abruzzo |
| Limite di spesa | 1.800 milioni di euro nel 2024, 2.200 nel 2025, 2.300 nel 2026, 1.000 nel 2027 e 750 nel 2028 | 40 milioni di euro nel 2024 e 50 milioni per ciascuno degli anni 2025 e 2026 |
| Chiusura della finestra degli investimenti | 31 dicembre di ciascun anno dal 2026 al 2028 | 15 novembre di ciascun anno |
Il tetto della componente immobiliare
Il valore dei terreni e degli immobili non può superare il 50 per cento del valore complessivo dell'investimento agevolato (art. 16, comma 2). La formulazione sembra semplice e in pratica non lo è, perché il limite si misura sull'investimento agevolato, non sulla spesa sostenuta.
L'Agenzia delle entrate lo ha chiarito con la risposta a interpello n. 183 del 2025, che legge insieme l'art. 16, comma 2, e l'art. 3, comma 5, del decreto ministeriale 17 maggio 2024: la componente immobiliare agevolata non può superare quella non immobiliare, e un progetto costituito soltanto da spesa immobiliare non è agevolabile, perché manca del tutto la componente in altri beni strumentali.
Il caso è quello esaminato nell'interpello. Un'impresa amplia lo stabilimento in cui già opera acquistando macchinari, impianti e attrezzature per 270.000,00 € e l'immobile strumentale, fino a quel momento condotto in locazione, per 600.000,00 €: la spesa complessiva è di 870.000,00 €.
| Componente del progetto | Importo | Effetto sul credito |
|---|---|---|
| Macchinari e attrezzature nuovi (componente non immobiliare) | 270.000,00 € | interamente agevolabile |
| Immobile strumentale: costo sostenuto | 600.000,00 € | agevolabile solo fino a pareggiare la componente non immobiliare |
| Quota agevolabile della componente immobiliare | 270.000,00 € | pari al 50% dell'investimento agevolato |
| Spesa immobiliare eccedente il limite | 330.000,00 € | resta fuori dall'agevolazione |
| Investimento agevolato ai fini del credito ZES unica | 540.000,00 € |
La componente immobiliare entra nell'agevolazione solo fino a 270.000,00 €, cioè fino a pareggiare quella non immobiliare: l'investimento agevolato si ferma a 540.000,00 € e 330.000,00 € di spesa immobiliare restano fuori. Ribaltando i termini, per portare in agevolazione l'intero immobile servirebbero almeno 600.000,00 € di macchinari.
Le finestre di comunicazione, anno per anno
Il credito non si prende in dichiarazione: si prenota. Per il 2026 gli operatori economici comunicano all'Agenzia delle entrate, dal 31 marzo al 30 maggio 2026, l'ammontare delle spese ammissibili sostenute dal 1° gennaio 2026 e di quelle che prevedono di sostenere entro il 31 dicembre 2026; a pena di decadenza, chi ha presentato quella comunicazione invia poi, dal 3 al 17 gennaio 2027, una comunicazione integrativa che attesta l'avvenuta realizzazione degli investimenti (art. 1, comma 439, della legge 199/2025). Le stesse due finestre si ripetono per il 2027 e per il 2028. I modelli sono stati approvati con il provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate del 30 gennaio 2026, n. 3882 (art. 1, comma 440).
- Dal 1° gennaio 2026: Decorre il periodo delle spese ammissibili per l'anno — gli investimenti del triennio si realizzano dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028
- Dal 31 marzo al 30 maggio 2026: Comunicazione preventiva delle spese sostenute e di quelle previste entro il 31 dicembre 2026
- Dal 15 aprile al 15 maggio 2026: Comunicazione per il contributo integrativo del 14,6189 per cento — riservata a chi aveva presentato l'integrativa fra il 18 novembre e il 2 dicembre 2025 e non ha ottenuto il credito Transizione 5.0
- Entro il 31 dicembre 2026: Realizzazione degli investimenti indicati nella comunicazione preventiva
- Dal 3 al 17 gennaio 2027: Comunicazione integrativa, a pena di decadenza dall'agevolazione
- Entro dieci giorni dalla scadenza: Provvedimento dell'Agenzia delle entrate con la percentuale di riproporzionamento — è il rapporto fra limite di spesa e crediti complessivamente richiesti; vale il 100 per cento se le domande restano sotto il plafond
L'importo che si potrà davvero compensare non è quello richiesto. Entro dieci giorni dalla scadenza del termine delle comunicazioni integrative l'Agenzia rende nota, con un secondo provvedimento, la percentuale data dal rapporto fra il limite di spesa e l'ammontare complessivo dei crediti indicati nelle comunicazioni integrative; l'ammontare massimo fruibile da ciascun beneficiario è il credito risultante dalla propria comunicazione integrativa moltiplicato per quella percentuale (art. 1, comma 441, della legge 199/2025, che riprende l'art. 5, comma 4, del decreto ministeriale 17 maggio 2024 richiamato dal comma 443). Che la percentuale valga il 100 per cento quando le richieste restano sotto il limite di spesa è detto espressamente per il credito agricolo dall'art. 16-bis, comma 2-ter.
Fra le due comunicazioni può cambiare anche la misura dell'aiuto. Nella risposta a interpello n. 168 del 2025 l'Agenzia delle entrate ha affermato che la dimensione dell'impresa rilevante per determinare la corretta misura dell'aiuto si verifica al momento dell'invio della comunicazione integrativa, indipendentemente da quanto dichiarato nella comunicazione originaria: un'impresa che nel frattempo, con l'approvazione del bilancio, passa da media a grande porta quella nuova qualifica nella comunicazione integrativa. Per quanto non previsto dai commi da 438 a 442 resta applicabile il decreto ministeriale 17 maggio 2024 (art. 1, comma 443).
Un leasing consegnato prima della comunicazione
Il provvedimento n. 3882/2026 ammette nella comunicazione preventiva anche le spese sostenute dal 1° gennaio dell'anno, e nello stesso tempo richiede il rispetto del principio di incentivazione dell'art. 6 del regolamento (UE) n. 651/2014, secondo cui l'aiuto ha effetto d'incentivazione se la domanda è presentata prima dell'avvio dei lavori. Le due indicazioni sembrano confliggere per chi ha già firmato un contratto nei primi mesi dell'anno.
La risposta a interpello n. 169 del 2026 ha sciolto il punto su un caso di locazione finanziaria con contratto stipulato e bene consegnato a febbraio 2026, quindi prima dell'apertura della finestra del 31 marzo. L'Agenzia delle entrate ha richiamato il paragrafo 4 dell'art. 6 del regolamento, che per le agevolazioni fiscali considera soddisfatto l'effetto d'incentivazione quando la misura attribuisce un diritto in base a criteri oggettivi, senza poteri discrezionali dell'amministrazione, ed è entrata in vigore prima dell'avvio dei lavori. Poiché il credito ZES unica è concesso nei limiti delle risorse su criteri oggettivi e la disciplina per il triennio 2026-2028 è stata reiterata senza soluzione di continuità dall'art. 1, comma 438, lettera b), della legge 199/2025, l'investimento avviato dopo l'entrata in vigore di quella disciplina rispetta il principio di incentivazione: l'impresa può quindi presentare sia la comunicazione preventiva sia quella integrativa.
Resta fermo il criterio con cui si individua il momento dell'investimento, che per il leasing segue le regole di competenza degli artt. 109, commi 1 e 2, e 110 del TUIR. Sono invece esclusi i progetti avviati prima dell'entrata in vigore della misura, dove per avvio si intende il primo impegno giuridicamente vincolante a ordinare i beni o qualsiasi altro impegno che renda irreversibile l'investimento.
Come si usa il credito, e quando va restituito
Il credito si utilizza esclusivamente in compensazione ai sensi dell'art. 17 del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241, con modello F24 presentato attraverso i servizi telematici dell'Agenzia delle entrate, e si indica nelle dichiarazioni dei redditi fino al termine dell'utilizzo. Il codice tributo è 7034 per il credito dell'art. 16, istituito con la risoluzione n. 39/E del 22 luglio 2024, e 7035 per quello agricolo dell'art. 16-bis, istituito con la risoluzione n. 6/E del 24 gennaio 2025: si espone nella sezione «Erario», colonna «importi a credito compensati», indicando come anno di riferimento quello in cui i costi sono stati sostenuti. L'ammontare fruibile si legge nel cassetto fiscale, e in fase di elaborazione dell'F24 l'Agenzia delle entrate verifica che il credito compensato non superi quel massimo. Il credito è concesso nel rispetto del regolamento (UE) n. 651/2014, e in particolare dell'art. 14 sugli aiuti a finalità regionale agli investimenti; è cumulabile con aiuti de minimis e con altri aiuti di Stato sugli stessi costi, purché il cumulo non superi l'intensità o l'importo di aiuto più elevati consentiti dalle discipline europee di riferimento (art. 16, comma 5). Sul rapporto con il credito d'imposta Transizione 5.0 la risposta a interpello n. 168 del 2025 non si è pronunciata nel merito, osservando che le disposizioni sul divieto di doppio finanziamento non costituiscono il presupposto per sciogliere dubbi sull'interpretazione di norme tributarie, e ha rinviato ai chiarimenti generali della circolare della Ragioneria generale dello Stato n. 33 del 31 dicembre 2021.
Due vincoli temporali reggono il beneficio nel tempo. Se i beni non entrano in funzione entro il secondo periodo d'imposta successivo a quello di acquisizione o ultimazione, il credito è rideterminato escludendo il costo dei beni rimasti fermi; se entro il quinto periodo d'imposta successivo all'entrata in funzione i beni sono dismessi, ceduti a terzi, destinati a finalità estranee all'impresa o spostati in strutture produttive diverse, il credito è rideterminato di nuovo (art. 16, comma 4). L'impresa deve inoltre mantenere l'attività nell'area agevolata per almeno cinque anni dopo il completamento dell'investimento, a pena di revoca (art. 16, comma 5).
Per il solo 2026 esiste un contributo aggiuntivo, anch'esso sotto forma di credito d'imposta. Spetta alle imprese che fra il 18 novembre e il 2 dicembre 2025 hanno presentato validamente la comunicazione integrativa prevista per il credito ZES dall'art. 1, comma 486, della legge 30 dicembre 2024, n. 207 e che non hanno ottenuto il riconoscimento del credito Transizione 5.0 dell'art. 38 del DL 2 marzo 2024, n. 19; la misura è il 14,6189 per cento del credito richiesto con quella comunicazione (art. 1, comma 448, della legge 199/2025). Si chiede con una comunicazione telematica dal 15 aprile al 15 maggio 2026, corredata della dichiarazione sostitutiva di non aver ottenuto il credito Transizione 5.0 (comma 449), e si compensa con modello F24 dal 26 maggio al 31 dicembre 2026 (comma 451).
| Voce | Importo |
|---|---|
| Credito ZES richiesto con la comunicazione integrativa del 2025 | 350.000,00 € |
| Contributo integrativo, pari al 14,6189% del credito richiesto | 51.166,15 € |
| Importo compensabile in F24 fra il 26 maggio e il 31 dicembre 2026 | 51.166,15 € |
Al verificarsi delle ipotesi di rideterminazione dell'art. 16, comma 4, anche il contributo integrativo è rideterminato in proporzione, e l'importo indebitamente utilizzato va restituito entro il termine del saldo delle imposte sui redditi del periodo in cui l'evento si verifica (comma 450).
Le domande di chi ci arriva
Fino a quando vale il credito d'imposta ZES unica e quali regioni copre?
Fino al 2028, per gli investimenti realizzati dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028. Le zone assistite sono quelle di Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna, Molise, Abruzzo e, dal 2026, anche Marche e Umbria (art. 16, comma 1, e art. 1, comma 438, della legge 199/2025).
Quanta parte dell'investimento può riguardare terreni e immobili?
Non più della metà dell'investimento agevolato: la componente immobiliare agevolata non può superare quella in macchinari, impianti e attrezzature, e un progetto solo immobiliare resta fuori (risposta a interpello n. 183 del 2025). Il conto è nella sezione sul tetto della componente immobiliare.
L'investimento fatto a gennaio, prima della comunicazione, è ancora agevolabile?
Sì. La risposta a interpello n. 169 del 2026 ha confermato che per le agevolazioni fiscali concesse su criteri oggettivi il principio di incentivazione è rispettato se la misura era già in vigore all'avvio dei lavori, e la comunicazione preventiva ammette le spese sostenute dal 1° gennaio.
Perché il credito effettivamente utilizzabile è inferiore a quello richiesto?
Perché il beneficio è riconosciuto entro un limite di spesa annuale: se le richieste lo superano, l'Agenzia delle entrate rende nota una percentuale di riproporzionamento e il massimo fruibile è il credito risultante dalla comunicazione integrativa moltiplicato per quella percentuale (art. 1, comma 441, della legge 199/2025).
Con quale codice tributo si compensa il credito ZES unica in F24?
Con il codice 7034 per il credito dell'art. 16 e con il 7035 per quello agricolo dell'art. 16-bis, esposti nella sezione «Erario» fra gli importi a credito compensati, con anno di riferimento pari a quello in cui i costi sono stati sostenuti (risoluzioni n. 39/E del 2024 e n. 6/E del 2025).
Riferimenti normativi
- art. 16, commi 1, 2, 3, 4, 5 e 6, del DL 19 settembre 2023, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2023, n. 162 (perimetro territoriale, beni agevolabili, settori esclusi, soglie e limiti di spesa, cumulo e vincoli)
- art. 16-bis, commi 1, 2 e 2-ter, del DL 19 settembre 2023, n. 124 (credito per la produzione primaria agricola, la pesca e l'acquacoltura)
- art. 1, commi 438, 439, 440, 441 e 443, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 (proroga 2026-2028, ingresso di Marche e Umbria, finestre di comunicazione, riproporzionamento, rinvio al DM 17 maggio 2024)
- art. 1, commi 448, 449, 450 e 451, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 (contributo integrativo del 14,6189 per cento per il 2026)
- regolamento (UE) n. 651/2014, artt. 2, 6 e 14 (progetto di investimento iniziale, principio di incentivazione, aiuti a finalità regionale)
- risposta a interpello dell'Agenzia delle entrate n. 183 del 2025 (criterio di calcolo del limite del 50 per cento sulla componente immobiliare)
- risposta a interpello dell'Agenzia delle entrate n. 168 del 2025 (dimensione d'impresa rilevante e divieto di doppio finanziamento)
- risposta a interpello dell'Agenzia delle entrate n. 169 del 2026 (leasing e principio di incentivazione)
- risoluzione dell'Agenzia delle entrate n. 39/E del 22 luglio 2024 (codice tributo 7034)
- risoluzione dell'Agenzia delle entrate n. 6/E del 24 gennaio 2025 (codice tributo 7035)
- provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate del 30 gennaio 2026, n. 3882 (modelli di comunicazione preventiva e integrativa 2026-2028)
Disclaimer
Le informazioni in questa scheda hanno scopo informativo e divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista qualificato. Aggiornata al 16 settembre 2026.
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