ZES unica Mezzogiorno: come si ottiene l'autorizzazione unica
Le otto regioni della zona, le competenze dello sportello unico digitale e i termini della conferenza di servizi che sostituisce ogni altro titolo
16/09/2026
15/09/2026
8 min lettura
In sintesi
Dal 1° gennaio 2024 la Zona economica speciale per il Mezzogiorno, la ZES unica, ricomprende i territori di otto regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna (art. 9, comma 2, del DL 19 settembre 2023, n. 124). Chi vuole insediare un'attività industriale, produttiva o logistica presenta un'unica istanza allo sportello unico digitale ZES, il S.U.D. ZES, e ottiene un'autorizzazione unica che sostituisce ogni altro titolo abilitativo necessario a realizzare ed esercitare il progetto (artt. 13, 14 e 15). I termini sono scritti in legge: venti giorni per la richiesta di integrazione documentale, tre giorni lavorativi per indire la conferenza di servizi, trenta giorni per le determinazioni delle amministrazioni, quarantacinque per quelle preposte alla tutela ambientale, paesaggistica, dei beni culturali, della salute e dell'incolumità pubblica. Il vantaggio fiscale corre su un binario distinto, ed è descritto nella scheda Credito d'imposta ZES unica: chi lo prende, e quando si chiede.
Le otto regioni, e perché il credito ne copre dieci
Una zona economica speciale è una zona delimitata del territorio dello Stato in cui l'esercizio di attività economiche e imprenditoriali, sia delle aziende già operative sia di quelle che vi si insedieranno, può beneficiare di speciali condizioni in relazione agli investimenti e alle attività di sviluppo d'impresa (art. 9, comma 1). Dal 1° gennaio 2024 le zone economiche speciali regionali istituite in precedenza sono confluite in una zona sola, estesa a otto regioni (art. 9, comma 2).
Il perimetro della semplificazione amministrativa e quello dell'agevolazione fiscale non coincidono più. Il credito d'imposta dell'art. 16 guarda alle zone assistite della Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027 e, dopo l'art. 1, comma 438, della legge 30 dicembre 2025, n. 199, comprende anche Marche e Umbria, che nella ZES unica non ci sono.
Il caso. Un'impresa realizza uno stabilimento logistico in Puglia con 800.000,00 € di macchinari e impianti nuovi e 700.000,00 € per il capannone e il terreno, quindi 1.500.000,00 € di investimento, ben sopra la soglia minima di 200.000,00 € del credito d'imposta. Essendo in Puglia, il progetto segue il procedimento unico del S.U.D. ZES e accede al credito. Lo stesso investimento realizzato in Umbria darebbe diritto al credito d'imposta ma non all'autorizzazione unica: le autorizzazioni si chiederebbero con le procedure ordinarie, allo sportello unico per le attività produttive del Comune.
Quali procedimenti attrae lo sportello unico digitale
Lo sportello unico digitale ZES è istituito presso la Struttura di missione ZES e vi confluiscono gli sportelli unici digitali già attivati nelle zone economiche speciali preesistenti; nei casi del procedimento unico dell'art. 14 gli sono attribuite anche le funzioni dello sportello unico per le attività produttive disciplinato dal DPR 7 settembre 2010, n. 160 (art. 13, comma 1). Fuori da quei casi il SUAP comunale conserva le proprie competenze.
| Voce | S.U.D. ZES | SUAP comunale |
|---|---|---|
| Dove opera | Nei territori delle otto regioni della ZES unica, presso la Struttura di missione ZES | Presso il Comune, su tutto il territorio nazionale |
| Quali procedimenti | Attività economiche e produttive, impianti produttivi, interventi edilizi produttivi e strutture per eventi sportivi o culturali di pubblico spettacolo | I procedimenti per le attività produttive disciplinati dal DPR 160/2010 |
| Rapporto fra i due | Nei casi del procedimento unico dell'art. 14 esercita le funzioni del SUAP; vi confluiscono gli sportelli unici digitali già attivati nelle ZES preesistenti | Conserva le proprie funzioni fuori dai casi del procedimento unico |
| Che cosa produce | Un'autorizzazione unica che sostituisce ogni altro titolo, adottata in conferenza di servizi | I titoli abilitativi previsti dalle singole discipline di settore |
La competenza del S.U.D. ZES copre tre famiglie di procedimenti (art. 13, comma 2): quelli sulle attività economiche e produttive di beni e servizi e sulla realizzazione, ampliamento, cessazione, riattivazione, localizzazione e rilocalizzazione di impianti produttivi; quelli sull'intervento edilizio produttivo, comprese le trasformazioni del territorio a iniziativa privata e gli interventi sugli edifici esistenti; quelli sulla realizzazione, ampliamento e ristrutturazione di strutture dedicate a eventi sportivi o a eventi culturali di pubblico spettacolo.
Il procedimento unico non attrae però tutto ciò che si costruisce nella zona. Restano alle norme di settore gli impianti e le infrastrutture energetiche, le opere che ricadono nella competenza territoriale degli aeroporti, gli investimenti di rilevanza strategica e la disciplina del commercio del D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 114; l'autorizzazione unica riguarda inoltre i progetti non soggetti a segnalazione certificata di inizio attività degli artt. 19 e 19-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241 e per i quali non è previsto il rilascio di un titolo abilitativo (art. 14, comma 1). È esclusa anche la posa in opera di reti di comunicazione elettronica all'interno della ZES unica (art. 15, comma 8-bis).
Una regola spesso trascurata chiude il perimetro: nel procedimento unico non è ammesso il frazionamento per acquisire in tempi diversi i vari titoli abilitativi dello stesso intervento (art. 14, comma 3). Presentare istanze separate per lo stesso progetto non accelera nulla, perché la legge impone la trattazione congiunta.
I provvedimenti conclusivi dei procedimenti sottoposti ad autorizzazione unica confluiscono nel fascicolo informatico d'impresa, che li rende disponibili a tutte le amministrazioni interessate; nelle more della piena operatività del S.U.D. ZES le domande di autorizzazione unica si presentano agli sportelli unici digitali già attivati nelle zone economiche speciali preesistenti (art. 13, comma 3).
Dall'istanza all'autorizzazione unica: i termini
L'istanza si presenta al S.U.D. ZES con la documentazione e gli elaborati progettuali previsti dalle normative di settore, e ha per oggetto tutte le autorizzazioni, intese, concessioni, licenze, pareri, concerti, nulla osta e assensi comunque denominati necessari alla realizzazione e all'esercizio del progetto (art. 15, comma 1). Della presentazione è rilasciata in via telematica una ricevuta che indica i termini entro i quali l'amministrazione deve rispondere e quelli oltre i quali il silenzio equivale ad accoglimento (comma 2).
- Domanda: Il progetto riguarda la posa di reti di comunicazione elettronica dentro la ZES unica?
- sì → Fuori dal procedimento unico: si seguono le regole ordinarie (art. 15, c. 8-bis)
- no → È un intervento soggetto a SCIA o per cui è previsto un titolo abilitativo?
- Esito: Fuori dal procedimento unico: si seguono le regole ordinarie (art. 15, c. 8-bis)
- Domanda: È un intervento soggetto a SCIA o per cui è previsto un titolo abilitativo?
- sì → Restano gli artt. 19 e 19-bis della legge 241/1990: nessuna autorizzazione unica (art. 14, c. 1)
- no → Il progetto è di competenza di un'Autorità di sistema portuale?
- Esito: Restano gli artt. 19 e 19-bis della legge 241/1990: nessuna autorizzazione unica (art. 14, c. 1)
- Domanda: Il progetto è di competenza di un'Autorità di sistema portuale?
- sì → L'Autorità di sistema portuale convoca la conferenza e rilascia l'autorizzazione unica (art. 15, c. 7)
- no → La documentazione allegata all'istanza è completa?
- Esito: L'Autorità di sistema portuale convoca la conferenza e rilascia l'autorizzazione unica (art. 15, c. 7)
- Domanda: La documentazione allegata all'istanza è completa?
- sì → La Struttura di missione ZES indice la conferenza di servizi entro tre giorni lavorativi
- no → Integrazione entro venti giorni, sospensione fino a trenta: senza, la domanda si intende respinta
- Esito: Integrazione entro venti giorni, sospensione fino a trenta: senza, la domanda si intende respinta
- Esito: La Struttura di missione ZES indice la conferenza di servizi entro tre giorni lavorativi
Su richiesta delle amministrazioni competenti e previa verifica della completezza, entro venti giorni dal ricevimento dell'istanza il S.U.D. ZES può chiedere documentazione integrativa; per adempiere, il proponente può chiedere la sospensione del procedimento per un massimo di trenta giorni, e la domanda si intende respinta se la documentazione non arriva entro il termine (comma 3).
- Giorno 0: Istanza al S.U.D. ZES con documentazione ed elaborati progettuali — è rilasciata una ricevuta telematica che indica i termini di risposta e i casi in cui il silenzio equivale ad accoglimento
- Entro 20 giorni dal ricevimento: Eventuale richiesta di documentazione integrativa — arriva su richiesta delle amministrazioni competenti, previa verifica della completezza documentale
- Fino a 30 giorni: Sospensione del procedimento chiesta dal proponente per adempiere — se la documentazione non è trasmessa entro il termine, la domanda si intende respinta
- Entro 3 giorni lavorativi dalla documentazione completa: La Struttura di missione ZES indice la conferenza di servizi semplificata
- Entro 30 giorni, 45 per alcune amministrazioni: Determinazioni di competenza delle amministrazioni coinvolte — quarantacinque giorni per le amministrazioni preposte a tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, beni culturali, salute o incolumità pubblica
- Entro i 30 giorni successivi: Riunione telematica e determinazione motivata conclusiva della conferenza — sostituisce ogni altra autorizzazione, approvazione e parere, e comprende la valutazione di impatto ambientale
Entro tre giorni lavorativi dalla ricezione della documentazione la Struttura di missione ZES indice la conferenza di servizi semplificata dell'art. 14-bis della legge 241/1990. Le amministrazioni coinvolte rilasciano le determinazioni entro il termine perentorio di trenta giorni, che sale a quarantacinque per quelle preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, dei beni culturali, della salute o dell'incolumità pubblica, fatti salvi i maggiori termini del diritto dell'Unione europea. Scaduto quel termine, l'amministrazione procedente ha altri trenta giorni per tenere una riunione telematica di tutte le amministrazioni coinvolte e redigere senza ritardo la determinazione motivata conclusiva (comma 4).
La determinazione conclusiva sostituisce ogni altra autorizzazione, approvazione e parere comunque denominati, consente la realizzazione di tutte le opere, prestazioni e attività previste nel progetto e, ove necessario, costituisce variante allo strumento urbanistico e comporta la dichiarazione di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità. Comprende inoltre, con indicazione esplicita, la valutazione di impatto ambientale e i titoli abilitativi per la realizzazione e l'esercizio del progetto (comma 5). I progetti relativi ai settori individuati dal Piano strategico della ZES unica sono già qualificati di pubblica utilità, indifferibili e urgenti dalla legge (art. 14, comma 2).
Quando la conferenza la indice un'altra amministrazione
Se il progetto è sottoposto a valutazione di impatto ambientale di competenza regionale e trova applicazione l'art. 27-bis del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, la conferenza di servizi è indetta dall'autorità competente per la valutazione, e alla conferenza partecipa sempre il rappresentante della Struttura di missione ZES. Anche in quel caso la determinazione conclusiva costituisce, ove necessario, variante urbanistica e comporta la dichiarazione di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità (art. 15, comma 6).
Lo stesso comma prevede una via d'uscita quando le amministrazioni si dividono. Se valutazioni contrastanti hanno condotto a un diniego di autorizzazione, il coordinatore della Struttura di missione ZES può chiedere al Ministro competente il deferimento della questione al Consiglio dei ministri; la Presidenza del Consiglio indice entro dieci giorni dalla richiesta una riunione preliminare con le amministrazioni che hanno espresso le valutazioni contrastanti, per cercare una soluzione condivisa che sostituisca in tutto o in parte il diniego.
I progetti di competenza delle Autorità di sistema portuale seguono le stesse regole con un'amministrazione procedente diversa. Per i progetti di iniziativa privata la Struttura di missione ZES trasmette istanza e documentazione all'Autorità di sistema portuale competente, che convoca la conferenza di servizi e rilascia l'autorizzazione unica; per quelli di iniziativa pubblica l'Autorità acquisisce direttamente l'istanza e la documentazione. In entrambi i casi alla conferenza partecipa sempre un rappresentante della Struttura di missione ZES (art. 15, comma 7).
Le domande di chi ci arriva
Quali regioni fanno parte della ZES unica del Mezzogiorno?
Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna, dal 1° gennaio 2024 (art. 9, comma 2). Marche e Umbria danno diritto al credito d'imposta per gli investimenti dal 2026, ma non fanno parte della zona e quindi non accedono allo sportello unico digitale.
Il S.U.D. ZES sostituisce lo sportello unico comunale per le attività produttive?
Solo nei casi del procedimento unico dell'art. 14: in quelli gli sono attribuite le funzioni del SUAP del DPR 160/2010, e vi confluiscono gli sportelli unici digitali già attivi nelle zone economiche speciali preesistenti (art. 13, comma 1). Fuori da quei casi il SUAP comunale resta competente.
Quanto dura la procedura per ottenere l'autorizzazione unica?
Dalla ricezione della documentazione completa: tre giorni lavorativi per indire la conferenza di servizi, trenta giorni per le determinazioni delle amministrazioni (quarantacinque per ambiente, paesaggio, beni culturali, salute e incolumità pubblica) e altri trenta per la riunione telematica e la determinazione conclusiva.
Che cosa succede se non si trasmettono i documenti integrativi richiesti?
La domanda si intende respinta. La richiesta può arrivare entro venti giorni dal ricevimento dell'istanza e il proponente può chiedere una sospensione del procedimento fino a trenta giorni per adempiere (art. 15, comma 3).
La valutazione di impatto ambientale è compresa nell'autorizzazione unica?
Sì: la determinazione motivata di conclusione della conferenza comprende, con indicazione esplicita, la valutazione di impatto ambientale e i titoli abilitativi per la realizzazione e l'esercizio del progetto (art. 15, comma 5). Quando la valutazione è di competenza regionale la conferenza è indetta dall'autorità competente, con la Struttura di missione ZES sempre presente.
Riferimenti normativi
- art. 9, commi 1 e 2, del DL 19 settembre 2023, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2023, n. 162 (nozione di zona economica speciale e istituzione della ZES unica dal 1° gennaio 2024)
- art. 13, commi 1, 2 e 3, del DL 19 settembre 2023, n. 124 (sportello unico digitale ZES, competenze, rapporto con il SUAP e fascicolo informatico d'impresa)
- art. 14, commi 1, 2 e 3, del DL 19 settembre 2023, n. 124 (procedimento unico, esclusioni, pubblica utilità dei progetti del Piano strategico, divieto di frazionamento)
- art. 15, commi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7 e 8-bis, del DL 19 settembre 2023, n. 124 (istanza, ricevuta telematica, integrazione documentale, conferenza di servizi, effetti dell'autorizzazione unica, valutazione ambientale regionale, Autorità di sistema portuale, reti di comunicazione elettronica)
- art. 14-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241 (conferenza di servizi semplificata)
- art. 27-bis del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 (provvedimento autorizzatorio unico regionale)
- art. 1, comma 438, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 (estensione del credito d'imposta alle zone assistite di Marche e Umbria)
Disclaimer
Le informazioni in questa scheda hanno scopo informativo e divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista qualificato. Aggiornata al 16 settembre 2026.
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