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IVAUltimo aggiornamento: 16/09/2026Verificato su Normattiva il 16/09/2026

Percentuale di detrazione IVA: chi applica il pro-rata e chi no

Quando la percentuale sostituisce il criterio dell'utilizzo specifico, quali operazioni restano fuori dal meccanismo e come si evita separando le attività

Ultimo aggiornamento

16/09/2026

Verificato su Normattiva

16/09/2026

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In sintesi

Il pro-rata non è un correttivo da applicare agli acquisti «misti»: è un metodo che sostituisce del tutto il criterio dell'utilizzo specifico. Chi esercita insieme attività che danno luogo a operazioni con diritto a detrazione e attività che danno luogo a operazioni esenti dell'art. 10 non distingue più gli acquisti secondo la loro destinazione, e applica la percentuale dell'art. 19-bis del DPR 26 ottobre 1972 n. 633 a tutta l'imposta assolta a monte nell'anno. Prima di arrivarci, però, va tolta dal conto l'imposta relativa ad acquisti destinati a operazioni escluse dal campo IVA che non danno diritto alla detrazione. Chi fa operazioni esenti in modo occasionale, senza che esse costituiscano un'attività, resta invece sotto la regola ordinaria dell'art. 19, comma 2, e il pro-rata non lo riguarda.

Una sola percentuale su tutta l'imposta dell'anno

Il presupposto sta nell'art. 19, comma 5: due attività, una delle quali dà luogo a operazioni esenti ai sensi dell'art. 10. Quando ricorre, la conseguenza è netta. Nella risposta a interpello n. 2 del 4 gennaio 2021 l'Agenzia delle entrate riassume così il chiarimento della circolare n. 328/E del 24 dicembre 1997 del Ministero delle finanze: i soggetti in quella situazione «non devono procedere ad alcuna distinzione degli acquisti dei beni e dei servizi a seconda della loro destinazione in operazioni imponibili o in operazioni esenti», perché la percentuale si applica a tutta l'imposta assolta a monte e non soltanto a quella relativa ai beni e servizi utilizzati promiscuamente.

Il rapporto del comma 1 dell'art. 19-bis mette al numeratore l'ammontare delle operazioni che danno diritto a detrazione effettuate nell'anno, e al denominatore lo stesso ammontare aumentato delle operazioni esenti dello stesso anno. Al numeratore non ci sono solo le imponibili: ci sono anche le operazioni che l'art. 19, comma 3, sottrae all'indetraibilità, dalle cessioni all'esportazione alle operazioni finanziarie rese a soggetti stabiliti fuori dell'Unione europea.

Operazioni attive dell'annoAmmontare
Cessioni imponibili in Italia (numeratore e denominatore)640.000,00 €
Cessioni all'esportazione non imponibili, art. 8 (numeratore e denominatore)160.000,00 €
Interessi attivi esenti su finanziamenti a società italiane, art. 10 n. 1 (solo denominatore)200.000,00 €
Denominatore del rapporto1.000.000,00 €
Come si compone il rapporto: numeratore, denominatore e percentualeFonte: Elaborazione SamBooks su art. 19, comma 3, e art. 19-bis, comma 1, DPR 633/1972Scarica i dati in CSVScarica il foglio di calcolo

Il numeratore vale quindi 800.000 €, il denominatore 1.000.000 €, e la percentuale è l'80 per cento. L'arrotondamento segue la regola letterale del comma 1: all'unità superiore o inferiore a seconda che la parte decimale superi o meno i cinque decimi. Un rapporto che dà 79,5 per cento si arrotonda perciò al 79 per cento, perché cinque decimi esatti non superano la soglia; 79,6 per cento diventa 80 per cento.

Quali operazioni il comma 2 dell'art. 19-bis tenga fuori dal rapporto, e come si passa dalla percentuale provvisoria a quella definitiva, sono il tema della scheda su esclusioni e conguaglio. Le regole generali sulla nascita e sull'esercizio del diritto stanno invece nella scheda sulla detrazione degli acquisti.

Prima si toglie, poi si applica la percentuale

L'art. 19 contiene tre regole diverse che non si escludono a vicenda: convivono nello stesso periodo d'imposta e vanno applicate in un ordine preciso.

VoceIndetraibilità specifica (comma 2)Criteri oggettivi (comma 4)Pro-rata generale (comma 5)
Quando operaAcquisti destinati esclusivamente a operazioni esenti o non soggette che non danno diritto a detrazioneBeni e servizi impiegati in parte per operazioni non soggette, per fini privati o estranei all'impresaEsercizio congiunto di un'attività con diritto a detrazione e di un'attività esente ai sensi dell'art. 10
Su quale imposta agisceSull'imposta di quei singoli acquistiSulla quota dell'imposta imputabile all'utilizzo che non dà diritto a detrazioneSu tutta l'imposta assolta a monte nell'anno, dopo i due passaggi precedenti
Come si quantificaPer intero: nessuna detrazione su quegli acquistiCon criteri oggettivi, coerenti con la natura dei beni e dei serviziCon la percentuale dell'art. 19-bis, calcolata sulle operazioni dell'anno
Ordine di applicazionePrimoSecondoTerzo, sull'importo residuo
Tre regole dell'articolo 19 a confronto, e in che ordine si applicanoFonte: Elaborazione SamBooks su art. 19, commi 2, 4 e 5, DPR 633/1972 e circolare n. 328/E del 24 dicembre 1997Scarica i dati in CSV

L'ordine lo hanno fissato la circolare n. 328/E del 24 dicembre 1997 e la risoluzione n. 100/E del 25 luglio 2005, e la risposta a interpello n. 2 del 4 gennaio 2021 lo ha applicato a una società che concedeva finanziamenti a controllate italiane, europee ed extraeuropee. Chi detrae con il pro-rata e svolge anche operazioni escluse deve prima sottrarre dall'imposta sugli acquisti quella afferente ai beni e servizi impiegati in quelle operazioni, e solo sull'importo residuo applicare la percentuale.

Tornando ai numeri della tabella: se l'IVA assolta sugli acquisti dell'anno è 55.000 €, e 6.000 € di questa riguardano servizi destinati esclusivamente ai finanziamenti verso società stabilite in altri Stati membri (operazioni fuori campo per difetto di territorialità che, se fossero effettuate in Italia, sarebbero esenti e quindi non darebbero diritto a detrazione), quei 6.000 € restano indetraibili per intero. La percentuale dell'80 per cento si applica ai 49.000 € residui e produce 39.200 € di imposta detraibile.

Le esenti che non abbassano la percentuale

Non tutte le operazioni senza addebito d'imposta pesano allo stesso modo sul rapporto, e la distinzione non passa per l'etichetta in fattura.

Le operazioni elencate nell'art. 19, comma 3, non subiscono l'indetraibilità del comma 2 e quindi stanno al numeratore come le imponibili: fra le altre, esportazioni, operazioni assimilate e servizi internazionali, cessioni intracomunitarie, operazioni dei numeri da 1) a 4) dell'art. 10 verso soggetti stabiliti fuori dell'Unione o relative a beni destinati a essere esportati, cessioni di oro da investimento da parte di chi lo produce o trasforma, operazioni non soggette per effetto del primo comma dell'art. 74.

Le operazioni fuori campo diverse da queste non entrano nel rapporto né al numeratore né al denominatore, e l'imposta sugli acquisti a esse specificamente destinati è indetraibile per intero. Le operazioni esenti dell'art. 10 vanno al solo denominatore, e sono quelle che fanno scendere la percentuale.

Un caso a sé sono il lotto, le lotterie, i concorsi pronostici e le scommesse dei numeri 6) e 7) dell'art. 10. L'ultimo periodo dell'art. 19, comma 5, esclude espressamente quelle operazioni, e le relative prestazioni di mandato, mediazione e intermediazione, dal meccanismo del pro-rata; in parallelo la lettera e-bis) del comma 3 le sottrae all'indetraibilità del comma 2. Chi gestisce una ricevitoria non vede quindi la propria percentuale erosa da quei corrispettivi. Il quadro delle singole fattispecie esenti sta nella scheda sulle operazioni esenti.

Separare le attività invece di subire il pro-rata

L'art. 36 stabilisce che nei confronti di chi esercita più attività l'imposta si applica unitariamente, con riferimento al volume d'affari complessivo. Il terzo comma consente però di optare per l'applicazione separata dell'imposta relativamente ad attività effettivamente distinte e obiettivamente autonome, e l'opzione cambia il quadro: ciascuna attività determina la propria detrazione, e quella imponibile smette di essere penalizzata dall'esente. Il prezzo è una gestione contabile doppia e un vincolo di durata. La convenienza va calcolata caso per caso, e i requisiti sono nella scheda sulla contabilità separata.

Resta valida anche la strada opposta per chi svolge quasi soltanto operazioni esenti: rinunciare del tutto alla detrazione in cambio della dispensa dagli adempimenti dell'art. 36-bis. E se la percentuale si muove dopo l'acquisto di un bene ammortizzabile, entra in gioco la rettifica della detrazione.

Le domande di chi ci arriva

Se faccio qualche operazione esente soltanto ogni tanto, devo applicare il pro-rata?

No. Il pro-rata presuppone che le operazioni esenti costituiscano un'attività esercitata insieme a quella con diritto a detrazione (art. 19, comma 5). Un'operazione esente isolata comporta solo l'indetraibilità dell'imposta sugli acquisti a essa afferenti, secondo il comma 2.

Come si calcola esattamente la percentuale di detrazione IVA quando ho sia operazioni imponibili che esenti?

Al numeratore vanno le operazioni dell'anno che danno diritto a detrazione, comprese quelle assimilate dall'art. 19, comma 3; al denominatore lo stesso importo aumentato delle operazioni esenti dell'anno (art. 19-bis, comma 1). L'esempio numerico è nella sezione «Una sola percentuale su tutta l'imposta dell'anno».

Come devo arrotondare la percentuale di detrazione IVA se ottengo dei decimali?

All'unità superiore o inferiore a seconda che la parte decimale superi o meno i cinque decimi. Cinque decimi esatti non superano la soglia: 79,5 per cento si arrotonda a 79, non a 80.

Le esportazioni e le operazioni fuori campo abbassano la percentuale di detrazione?

Le esportazioni no: l'art. 19, comma 3, le assimila alle imponibili e stanno al numeratore. Le operazioni fuori campo diverse da quelle elencate in quel comma non entrano affatto nel rapporto, ma l'IVA degli acquisti a esse destinati va tolta prima di applicare la percentuale.

Chi gestisce ricevitorie del lotto o scommesse applica il pro-rata?

No per quelle operazioni: l'ultimo periodo dell'art. 19, comma 5, esclude dal meccanismo il lotto, le lotterie, i concorsi pronostici e le scommesse dei numeri 6) e 7) dell'art. 10, insieme ai relativi mandati e intermediazioni.

Riferimenti normativi

  • DPR 26 ottobre 1972 n. 633, art. 19-bis, c. 1 — rapporto e arrotondamento della percentuale di detrazione
  • DPR 26 ottobre 1972 n. 633, art. 19-bis, c. 2 — operazioni che non concorrono al calcolo del rapporto
  • DPR 26 ottobre 1972 n. 633, art. 19, c. 2 — indetraibilità dell'imposta afferente a operazioni esenti o non soggette
  • DPR 26 ottobre 1972 n. 633, art. 19, c. 3 — operazioni sottratte all'indetraibilità, incluse quelle dell'art. 74, primo comma
  • DPR 26 ottobre 1972 n. 633, art. 19, c. 4 — criteri oggettivi per beni e servizi a utilizzo parziale
  • DPR 26 ottobre 1972 n. 633, art. 19, c. 5 — presupposto del pro-rata ed esclusione del lotto e delle scommesse
  • DPR 26 ottobre 1972 n. 633, art. 36 — esercizio di più attività e opzione per l'applicazione separata
  • D.Lgs. 19 gennaio 2026 n. 10, art. 57 — testo unico IVA, corrispondente dell'art. 19-bis dal 1° gennaio 2027
  • Ministero delle finanze, circolare n. 328/E del 24 dicembre 1997 — pro-rata su tutta l'imposta assolta a monte e criteri di imputazione dell'imposta indetraibile
  • Agenzia delle entrate, risoluzione n. 100/E del 25 luglio 2005 — criteri oggettivi di imputazione dell'imposta indetraibile
  • Agenzia delle entrate, risposta a interpello n. 2 del 4 gennaio 2021 — ordine di applicazione dei commi 2, 4 e 5 dell'art. 19

Disclaimer

Le informazioni in questa scheda hanno scopo informativo e divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista qualificato. Aggiornata al 16 settembre 2026.

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