Rimborso IVA: quando servono il visto e quando la garanzia
Sopra 30.000 € il rimborso passa dal visto di conformità o da una garanzia: chi finisce in quale caso, con i tempi e gli interessi del 2 per cento
06/09/2026
06/09/2026
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In sintesi
Il credito IVA che emerge dalla dichiarazione annuale si chiede a rimborso solo nei casi elencati dall'articolo 30 del DPR 633/1972; l'esecuzione la governa l'articolo 38-bis, che fissa tre mesi dalla presentazione della dichiarazione e interessi del 2 per cento annuo dal novantesimo giorno. Fino a 30.000 € non serve nient'altro. Oltre quella soglia il rimborso passa dal visto di conformità con una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, oppure, nelle situazioni tipizzate dal comma 4, da una garanzia che dura tre anni o fino al termine di decadenza dell'accertamento se questo cade prima. Quale dei due percorsi si apra lo determinano le caratteristiche soggettive del richiedente, elencate dal comma 4.
I presupposti che aprono il rimborso, e la soglia dei 2.582,28 €
L'eccedenza detraibile che risulta dalla dichiarazione si può portare in detrazione l'anno successivo oppure chiedere a rimborso, ma solo al ricorrere di una delle cinque ipotesi elencate per lettera dall'articolo 30 del DPR 633/1972:
| Lettera | Presupposto |
|---|---|
| a) | aliquota media sulle operazioni attive inferiore a quella sugli acquisti e sulle importazioni |
| b) | operazioni non imponibili degli articoli 8, 8-bis e 9 superiori al 25 per cento del totale |
| c) | acquisto o importazione di beni ammortizzabili e di beni e servizi per studi e ricerche |
| d) | operazioni prevalentemente non soggette per effetto degli articoli da 7 a 7-septies |
| e) | condizioni previste dal terzo comma dell'articolo 17, cioè soggetti non residenti identificati in Italia |
Il rimborso in questi casi spetta se l'eccedenza supera «lire cinque milioni»: il testo consolidato non è stato convertito, e la cifra vigente è quella che l'Agenzia delle entrate usa nella prassi e nelle istruzioni dichiarative, 2.582,28 €. Fuori da queste ipotesi resta una sesta via: chi ha chiuso a credito anche le dichiarazioni dei due anni precedenti può chiedere il rimborso dell'eccedenza annuale per un ammontare non superiore al minore fra quelle due eccedenze.
Un avvertimento sulla numerazione dei commi, perché genera confusione vera. Normattiva mostra l'articolo 30 con una prima riga «COMMA SOPPRESSO DAL D.P.R. 14 OTTOBRE 1999, N. 542», quindi l'elenco per lettere compare come terzo blocco; l'Agenzia delle entrate e lo stesso articolo 38-bis lo chiamano invece «comma 2». Le lettere sono le stesse: cambia solo il numero con cui le si cita, e conviene indicare sempre la lettera.
Il rimborso infrannuale con il modello IVA TR segue le stesse lettere, ma con due restrizioni: per la lettera c) gli acquisti di beni ammortizzabili devono superare i due terzi degli acquisti imponibili del periodo, e per la lettera d) le prestazioni verso soggetti passivi non stabiliti devono superare il 50 per cento di tutte le operazioni. Sull'istanza trimestrale il visto di conformità e la sua eventuale integrazione seguono le indicazioni della risoluzione n. 82 del 14 novembre 2018.
Sopra 30.000 €: visto di conformità, autocertificazione o garanzia
- Domanda: Il rimborso chiesto supera 30.000 €?
- no, resta entro la soglia → Il rimborso è eseguito senza visto di conformità e senza garanzia
- sì, supera 30.000 € → Ricorre una delle tre condizioni soggettive del comma 4: attività esercitata da meno di due anni, accertamenti rilevanti nel biennio, cessazione dell'attività?
- Domanda: Ricorre una delle tre condizioni soggettive del comma 4: attività esercitata da meno di due anni, accertamenti rilevanti nel biennio, cessazione dell'attività?
- sì, almeno una → Garanzia obbligatoria per tre anni dall'esecuzione del rimborso (commi 4 e 5)
- no, nessuna → Il contribuente appone il visto di conformità e allega la dichiarazione sostitutiva di atto notorio?
- Domanda: Il contribuente appone il visto di conformità e allega la dichiarazione sostitutiva di atto notorio?
- sì → Rimborso eseguito sulla base del visto e dell'autocertificazione (comma 3)
- no → Senza visto o senza autocertificazione il rimborso torna alla garanzia (comma 4, lett. c)
- Esito: Il rimborso è eseguito senza visto di conformità e senza garanzia
- Esito: Garanzia obbligatoria per tre anni dall'esecuzione del rimborso (commi 4 e 5)
- Esito: Rimborso eseguito sulla base del visto e dell'autocertificazione (comma 3)
- Esito: Senza visto o senza autocertificazione il rimborso torna alla garanzia (comma 4, lett. c)
Superata la soglia, la regola ordinaria è il visto di conformità, o in alternativa la sottoscrizione dell'organo di controllo, apposto sulla dichiarazione da cui emerge il credito. Alla dichiarazione va allegata una dichiarazione sostitutiva di atto notorio che attesti quanto elencato dalle lettere a), b) e c) del comma 3:
- il patrimonio netto non è diminuito di oltre il 40 per cento rispetto alle risultanze contabili dell'ultimo periodo d'imposta, la consistenza degli immobili non si è ridotta di oltre il 40 per cento per cessioni fuori dalla normale gestione, e l'attività non è cessata né si è ridotta per cessioni di azienda o di rami d'azienda;
- per le società di capitali non quotate, nell'anno precedente non sono state cedute azioni o quote per un ammontare superiore al 50 per cento del capitale sociale;
- i versamenti dei contributi previdenziali e assicurativi sono stati eseguiti.
La garanzia prende il posto del visto quando ricorre una delle ipotesi del comma 4:
- l'impresa è esercitata da meno di due anni, salvo che si tratti di una start-up innovativa dell'articolo 25 del DL 18 ottobre 2012 n. 179;
- nei due anni precedenti sono stati notificati avvisi di accertamento o di rettifica da cui risulta, per ciascun anno, uno scostamento superiore al 10 per cento degli importi dichiarati fino a 150.000 €, al 5 per cento fra 150.000 € e 1.500.000 €, all'1 per cento oltre 1.500.000 € o comunque a 150.000 €;
- la dichiarazione o l'istanza è stata presentata senza visto di conformità o senza la dichiarazione sostitutiva di atto notorio;
- il rimborso dell'eccedenza è chiesto alla cessazione dell'attività.
La garanzia può essere una cauzione in titoli di Stato, una fideiussione bancaria o una polizza fideiussoria; per le piccole e medie imprese la rilasciano anche i consorzi di garanzia collettiva fidi. Dura tre anni dall'esecuzione del rimborso o, se questo periodo è più breve, fino al termine di decadenza dell'accertamento.
Il rapporto fra i due strumenti è esplicito nel comma 6: chi presta la garanzia non deve apporre il visto. Vale anche il percorso inverso, e la risposta a interpello n. 292 del 2020 lo conferma nel caso concreto di un contribuente al quale l'ufficio aveva già chiesto la fideiussione: sanata la posizione che lo rendeva «a rischio», l'apposizione del visto in una dichiarazione integrativa è bastata a evitare la garanzia. Sul visto in sé si rimanda alla scheda sul visto di conformità nelle dichiarazioni.
Le date che contano: tre mesi, novanta giorni, tre anni
- Giorno 0: Presentazione della dichiarazione IVA annuale con la richiesta di rimborso — la dichiarazione si presenta fra il 1° febbraio e il 30 aprile dell'anno successivo (art. 8, c. 1, DPR 322/1998)
- Dal novantesimo giorno successivo: Cominciano a maturare gli interessi del 2 per cento annuo sulle somme da rimborsare — non si computa il periodo fra la notifica della richiesta di documenti e la loro consegna, quando supera quindici giorni (art. 38-bis, c. 1)
- Entro tre mesi dalla presentazione: Termine entro cui l'ufficio esegue il rimborso — art. 38-bis, c. 1; il termine riguarda l'esecuzione, non l'istruttoria documentale
- Tre anni dall'esecuzione del rimborso: Durata della garanzia, quando è dovuta — o il minor periodo mancante al termine di decadenza dell'accertamento (art. 38-bis, c. 5)
- Entro sessanta giorni dall'avviso: Restituzione delle somme risultate indebitamente rimborsate dopo un avviso di rettifica o di accertamento — con interessi del 2 per cento annuo dalla data del rimborso, salvo prestare la garanzia del comma 5 fino alla definitività dell'accertamento (art. 38-bis, c. 9)
I tre mesi decorrono dalla presentazione della dichiarazione e riguardano l'esecuzione del rimborso, non l'istruttoria: se l'ufficio chiede documenti, il periodo fra la notifica della richiesta e la consegna non si computa ai fini degli interessi quando supera quindici giorni. L'esecuzione si ferma del tutto, fino alla definizione del procedimento penale, quando nel periodo del rimborso sia stato constatato uno dei reati degli articoli 2 e 8 del D.Lgs. 10 marzo 2000 n. 74, e la sospensione opera fino a concorrenza dell'imposta indicata nelle fatture illecitamente emesse o utilizzate.
Chi non vuole attendere il rimborso può usare il credito in compensazione: la scelta va misurata sui limiti e sui blocchi della compensazione in F24, che seguono regole proprie.
Il conto: aliquota media al 12,4 per cento e un credito da 43.600 €
| Voce | IVA dell'anno |
|---|---|
| IVA sulle operazioni attive al 10 per cento (400.000 € di imponibile) | 40.000,00 € |
| IVA sulle operazioni attive al 22 per cento (100.000 € di imponibile) | 22.000,00 € |
| IVA detraibile su acquisti e importazioni al 22 per cento (480.000 € di imponibile) | -105.600,00 € |
| Eccedenza detraibile chiesta a rimborso | -43.600,00 € |
Una società vende nel 2026 prodotti soggetti all'aliquota del 10 per cento per 400.000 € di imponibile e servizi al 22 per cento per 100.000 €: l'IVA sulle operazioni attive è 62.000 € su 500.000 € di imponibile, cioè un'aliquota media del 12,4 per cento. Gli acquisti e le importazioni con imposta detraibile valgono 480.000 € di imponibile, tutti al 22 per cento, per 105.600 € di imposta. L'eccedenza detraibile a fine anno è 43.600 €.
Il presupposto della lettera a) non si verifica confrontando le due medie così come sono. L'articolo 3, comma 6, del DL 28 giugno 1995 n. 250, convertito dalla legge 8 agosto 1995 n. 349, chiede che l'aliquota media su tutti gli acquisti e su tutte le importazioni superi quella mediamente applicata su tutte le operazioni effettuate, maggiorata del 10 per cento, e precisa che nel calcolo non si tiene conto degli acquisti, delle importazioni e delle cessioni di beni ammortizzabili. Qui il 12,4 per cento diventa 13,64 e resta sotto il 22 per cento degli acquisti, quindi il rimborso spetta; nell'esempio non figurano beni ammortizzabili da escludere, e se ce ne fossero andrebbero tolti da entrambi i termini del confronto.
Chi esercita più attività in contabilità separata ai sensi dell'articolo 36 non somma tutto. La risposta a interpello n. 861 del 23 dicembre 2021 richiama la circolare n. 81/E, parte 2, del 14 marzo 1995 e le istruzioni al modello IVA TR: il rigo dell'aliquota media si compila facendo esclusivo riferimento alle operazioni dell'attività prevalentemente esercitata, ed è nell'ambito di quell'attività che il presupposto deve risultare verificato.
Poiché 43.600 € supera 30.000 €, la società deve far apporre il visto di conformità sulla dichiarazione e allegare la dichiarazione sostitutiva di atto notorio, oppure prestare la garanzia triennale. Se avesse iniziato l'attività da meno di due anni, la garanzia sarebbe l'unica strada.
Le domande di chi ci arriva
Quanto tempo ha l'Agenzia per rimborsare l'IVA chiesta in dichiarazione annuale?
Tre mesi dalla presentazione della dichiarazione. Sulle somme rimborsate maturano interessi del 2 per cento annuo, ma solo dal novantesimo giorno successivo alla dichiarazione: fra il novantesimo giorno e il compimento dei tre mesi c'è quindi una finestra in cui gli interessi già corrono e il termine non è ancora scaduto. Le altre scadenze sono raccolte nella sezione «Le date che contano».
Ho iniziato l'attività da meno di due anni: mi chiedono per forza la fideiussione?
Sì, se il rimborso supera 30.000 €: è la prima delle ipotesi del comma 4, e il visto di conformità non la sostituisce. Restano fuori le start-up innovative iscritte ai sensi dell'articolo 25 del DL 18 ottobre 2012 n. 179, per le quali vale il percorso ordinario del visto. L'elenco completo è nella sezione «Sopra 30.000 €».
Se presento la garanzia devo comunque far apporre il visto di conformità?
No. Il comma 6 dice che il visto non è obbligatorio quando è prestata la garanzia del comma 5. Vale anche il percorso inverso, come nella risposta a interpello n. 292 del 2020: chi ottiene di rientrare fra i contribuenti non «a rischio» può apporre il visto ed evitare la fideiussione. Il diagramma della sezione «Sopra 30.000 €» mostra i due rami.
Ho un credito IVA da tre dichiarazioni consecutive: posso chiedere il rimborso?
Sì, anche fuori dalle cinque lettere: se le dichiarazioni dei due anni precedenti chiudono entrambe a credito, il rimborso dell'eccedenza annuale si può chiedere per un importo non superiore al minore fra quelle due eccedenze. È un tetto, e la sezione «I presupposti che aprono il rimborso» spiega come si combina con la soglia dei 2.582,28 €.
Riferimenti normativi
- DPR 26 ottobre 1972 n. 633, art. 38-bis, comma 1: esecuzione entro tre mesi e interessi del 2 per cento annuo dal novantesimo giorno.
- DPR 26 ottobre 1972 n. 633, art. 38-bis, comma 2: rimborso infrannuale, con le soglie dei due terzi e del 50 per cento.
- DPR 26 ottobre 1972 n. 633, art. 38-bis, commi 3 e 4: visto di conformità con dichiarazione sostitutiva, e i quattro casi di garanzia obbligatoria oltre 30.000 €.
- DPR 26 ottobre 1972 n. 633, art. 38-bis, commi 5, 6 e 9: durata e forme della garanzia, alternatività con il visto, restituzione entro sessanta giorni delle somme indebitamente rimborsate.
- DPR 26 ottobre 1972 n. 633, art. 30: eccedenza detraibile, lettere a-e dei presupposti e limite dell'eccedenza minore del biennio.
- Art. 8, comma 1, DPR 22 luglio 1998 n. 322: presentazione della dichiarazione IVA fra il 1° febbraio e il 30 aprile.
- Art. 3, comma 6, DL 28 giugno 1995 n. 250, convertito dalla legge 8 agosto 1995 n. 349: maggiorazione del 10 per cento nel confronto fra aliquote medie ed esclusione degli acquisti, delle importazioni e delle cessioni di beni ammortizzabili dal calcolo (norma non fra le fonti collegate a questa scheda, citata per estremi).
- Artt. 2 e 8, D.Lgs. 10 marzo 2000 n. 74: reati che sospendono l'esecuzione del rimborso.
- Agenzia delle entrate, risposta a interpello n. 292 del 2020: visto in dichiarazione integrativa al posto della garanzia.
- Agenzia delle entrate, risposta a interpello n. 861 del 23 dicembre 2021: con più attività in contabilità separata l'aliquota media si calcola sulle sole operazioni dell'attività prevalentemente esercitata, richiamando la circolare n. 81/E, parte 2, del 14 marzo 1995.
- Agenzia delle entrate, risoluzione n. 82 del 14 novembre 2018: modello IVA TR e visto di conformità sull'istanza infrannuale.
Disclaimer
Le informazioni in questa scheda hanno scopo informativo e divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista qualificato. Aggiornata al 6 settembre 2026.
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