Conto economico: struttura e contenuto art. 2425 c.c.
Lo schema scalare del conto economico ex art. 2425 c.c., dalle quattro aree di gestione al risultato d'esercizio, e le regole di iscrizione di ricavi e costi
01/06/2026
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Lo schema scalare del conto economico civilistico, dalle quattro aree di gestione fino al risultato d'esercizio, e le regole di iscrizione di ricavi e costi.
In sintesi
L'art. 2425 del Codice Civile stabilisce lo schema obbligatorio del conto economico, redatto in forma scalare e articolato in aree: A) valore della produzione, B) costi della produzione, C) proventi e oneri finanziari e D) rettifiche di valore di attività e passività finanziarie. La differenza tra valore e costi della produzione (A − B) misura il risultato della gestione caratteristica; sommando algebricamente le aree C e D si ottiene il risultato prima delle imposte, da cui si detraggono le imposte sul reddito (voce 20) per arrivare all'utile o perdita dell'esercizio (voce 21).
Dal 2016 (D.Lgs. 139/2015) è stata eliminata l'area straordinaria: proventi e oneri un tempo straordinari confluiscono ora nelle voci ordinarie. L'art. 2425-bis completa la disciplina fissando le regole di iscrizione di ricavi, proventi, costi e oneri.
Quando si applica
Lo schema dell'art. 2425 si applica al conto economico di tutte le società di capitali che redigono il bilancio in forma ordinaria. Le società in forma abbreviata e le micro-imprese possono raggruppare alcune voci precedute da numeri arabi, ma la struttura per aree resta invariata.
L'art. 2425-bis si applica a ogni rilevazione di componenti positivi e negativi di reddito: impone l'iscrizione al netto di resi, sconti, abbuoni e premi e delle imposte direttamente connesse alla vendita, la conversione al cambio corrente delle operazioni in valuta e la ripartizione per competenza dei proventi e oneri di operazioni di compravendita con obbligo di retrocessione a termine.
Come si applica nella pratica
Il conto economico si legge dall'alto verso il basso, sommando algebricamente le aree fino al risultato netto.
| Area (art. 2425, c. 1) | Contenuto |
|---|---|
| A) Valore della produzione (1-5) | Ricavi di vendite e prestazioni, variazioni delle rimanenze di prodotti, lavori interni, altri ricavi e contributi in conto esercizio |
| B) Costi della produzione (6-14) | Materie prime, servizi, godimento beni di terzi, personale, ammortamenti e svalutazioni, variazioni rimanenze, accantonamenti, oneri diversi |
| Differenza A − B | Risultato della gestione caratteristica |
| C) Proventi e oneri finanziari (15-17-bis) | Proventi da partecipazioni, altri proventi finanziari, interessi e oneri finanziari, utili e perdite su cambi |
| D) Rettifiche di valore (18-19) | Rivalutazioni e svalutazioni di partecipazioni, immobilizzazioni finanziarie, titoli e strumenti derivati |
| Risultato prima delle imposte | A − B ± C ± D |
| 20) Imposte sul reddito | Correnti, differite e anticipate |
| 21) Utile (perdita) dell'esercizio | Risultato netto finale |
I ricavi e i costi vanno iscritti al netto di resi, sconti, abbuoni, premi e delle imposte direttamente connesse alla vendita (art. 2425-bis): l'IVA, in quanto imposta sul valore aggiunto neutrale per il soggetto passivo, non transita dal conto economico.
Esempi pratici
Esempio 1 — Ricavo al netto di sconti
Una S.r.l. fattura merci per 10.000,00 € e riconosce al cliente uno sconto incondizionato di 500,00 €. Alla voce A.1 "Ricavi delle vendite e delle prestazioni" si iscrivono 9.500,00 €, cioè il ricavo al netto dello sconto, come impone l'art. 2425-bis. L'IVA non concorre al valore della produzione.
Esempio 2 — Risultato per aree
Una società presenta valore della produzione 500.000,00 € e costi della produzione 460.000,00 €: la differenza A − B è 40.000,00 €. Oneri finanziari netti per 8.000,00 € (area C) riducono il risultato prima delle imposte a 32.000,00 €. Con imposte correnti per 9.000,00 € (voce 20), l'utile d'esercizio (voce 21) è 23.000,00 €.
Esempio 3 — Operazione in valuta
La società acquista merci per 12.000 dollari quando il cambio è 1,20 USD/EUR. Il costo va rilevato al cambio corrente alla data dell'operazione (art. 2425-bis), pari a 10.000,00 €. Le differenze di cambio successive sono iscritte tra gli utili e le perdite su cambi (voce 17-bis).
Errori comuni e come evitarli
- Iscrivere ricavi al lordo: contabilizzare le vendite senza dedurre resi, sconti e abbuoni. L'art. 2425-bis impone l'importo netto.
- Cercare l'area straordinaria: classificare componenti come "straordinari" in una sezione E che dal 2016 non esiste più; vanno collocati nelle voci ordinarie con eventuale informativa in nota integrativa.
- Far transitare l'IVA dal conto economico: includere l'imposta sul valore aggiunto tra ricavi o costi. L'IVA è neutrale e non concorre al risultato.
- Confondere le aree finanziaria e di rettifica: collocare interessi e oneri finanziari (area C) tra le rettifiche di valore (area D) o viceversa.
- Omettere la separazione delle imposte: indicare un dato cumulativo senza distinguere imposte correnti, differite e anticipate, come richiede la voce 20.
Riferimenti normativi
- Codice Civile, art. 2425, comma 1 — Contenuto del conto economico (schema scalare per aree).
- Codice Civile, art. 2425-bis, comma 1 — Iscrizione dei ricavi, proventi, costi ed oneri (importo netto, operazioni in valuta).
- Codice Civile, art. 2423-ter, comma 1 — Struttura dello stato patrimoniale e del conto economico.
Risorse correlate
- Stato patrimoniale: struttura e contenuto (art. 2424 c.c.)
- OIC 12 — Composizione e schemi del bilancio d'esercizio
- OIC 34 — Ricavi
- Criteri di valutazione civilistici (art. 2426 c.c.)
Disclaimer
Le informazioni in questa scheda hanno scopo informativo e divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista qualificato. Aggiornata al 2026-06-01.
Disclaimer. Informazione di supporto, NON sostituisce parere professionista qualificato. Aggiornata al 01/06/2026.