Criteri di valutazione del bilancio: art. 2426 c.c.
I criteri civilistici dell'art. 2426 per valutare immobilizzazioni, rimanenze, crediti, debiti e derivati: costo, ammortamento, costo ammortizzato e fair value
01/06/2026
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I criteri civilistici per valutare immobilizzazioni, rimanenze, crediti, debiti e strumenti finanziari: costo, ammortamento, costo ammortizzato e fair value.
In sintesi
L'art. 2426 del Codice Civile detta i criteri di valutazione delle voci di bilancio: le immobilizzazioni si iscrivono al costo di acquisto o di produzione (n. 1), ammortizzato sistematicamente in funzione della residua possibilità di utilizzazione (n. 2) e svalutato in caso di perdita durevole di valore (n. 3). Crediti e debiti si valutano con il criterio del costo ammortizzato, tenendo conto del fattore temporale (n. 8); le rimanenze al minore tra costo e valore di mercato (n. 9), con costo determinabile a media ponderata, FIFO o LIFO (n. 10).
Regole specifiche valgono per le partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto (n. 4), per i costi di impianto, ampliamento e sviluppo, ammortizzabili in non più di cinque anni quelli di impianto e ampliamento (n. 5), per l'avviamento (n. 6) e per gli strumenti finanziari derivati, iscritti al fair value (n. 11-bis).
Quando si applica
I criteri dell'art. 2426 si applicano alla valutazione delle voci nel bilancio in forma ordinaria. Le società che redigono il bilancio in forma abbreviata possono, in deroga, iscrivere i titoli al costo di acquisto, i crediti al valore di presumibile realizzo e i debiti al valore nominale, semplificando il costo ammortizzato; le micro-imprese non applicano la valutazione al fair value dei derivati (n. 11-bis).
Le definizioni di strumento finanziario, fair value, costo ammortizzato e attività/passività monetarie si traggono dai principi contabili internazionali adottati dall'Unione europea. I criteri operano in stretto collegamento con i principi di redazione dell'art. 2423-bis (prudenza, competenza, continuità) e con i principi contabili nazionali OIC che ne specificano l'applicazione.
Come si applica nella pratica
A ciascuna categoria di voci corrisponde un criterio di valutazione specifico.
| Voce | Criterio (art. 2426, c. 1) |
|---|---|
| Immobilizzazioni materiali e immateriali | Costo di acquisto o di produzione (n. 1), ammortizzato (n. 2), svalutato per perdita durevole (n. 3) |
| Avviamento | Costo sostenuto, ammortizzato secondo la vita utile o, se non stimabile, in non più di dieci anni (n. 6) |
| Costi di impianto e ampliamento | Capitalizzabili e ammortizzati in non più di cinque anni (n. 5) |
| Partecipazioni in controllate e collegate | Costo o metodo del patrimonio netto (n. 4) |
| Crediti e debiti | Costo ammortizzato con attualizzazione (n. 8) |
| Rimanenze | Minore tra costo e valore di mercato (n. 9); costo a media, FIFO o LIFO (n. 10) |
| Lavori in corso su ordinazione | Corrispettivi contrattuali maturati con ragionevole certezza (n. 11) |
| Strumenti finanziari derivati | Fair value, con variazioni a conto economico o a riserva di patrimonio netto (n. 11-bis) |
Il minor valore di mercato attribuito a rimanenze e immobilizzazioni non può essere mantenuto negli esercizi successivi se ne sono venuti meno i motivi (salvo l'avviamento, per il quale non è ammesso il ripristino).
Esempi pratici
Esempio 1 — Ammortamento di un macchinario
Una S.r.l. acquista un macchinario per 100.000,00 € con vita utile stimata in dieci anni. Il costo si ammortizza sistematicamente (n. 2): la quota annua è di 10.000,00 €, in relazione alla residua possibilità di utilizzazione del bene.
Esempio 2 — Svalutazione di rimanenze
A magazzino vi sono prodotti finiti iscritti al costo di 40.000,00 €, il cui valore di mercato a fine esercizio è sceso a 34.000,00 €. Per il n. 9 le rimanenze si valutano al minore tra costo e mercato: vanno iscritte a 34.000,00 €, rilevando una svalutazione di 6.000,00 €.
Esempio 3 — Avviamento da acquisizione
Acquisendo un ramo d'azienda, una società iscrive un avviamento di 90.000,00 €. Non potendo stimarne attendibilmente la vita utile, lo ammortizza in dieci anni (n. 6), con quota annua di 9.000,00 €, e ne dà conto nella nota integrativa.
Errori comuni e come evitarli
- Iscrivere le immobilizzazioni a un valore diverso dal costo: usare valori di stima o di mercato all'iscrizione iniziale. Il criterio base è il costo di acquisto o di produzione.
- Ripristinare il valore dell'avviamento: rivalutare l'avviamento dopo una svalutazione. Il ripristino è espressamente escluso per l'avviamento.
- Ammortizzare i costi di impianto oltre cinque anni: superare il limite massimo di cinque anni previsto per i costi di impianto e ampliamento.
- Trascurare il costo ammortizzato: valutare crediti e debiti al solo valore nominale anche quando l'effetto del fattore temporale è rilevante, fuori dalle semplificazioni del bilancio abbreviato.
- Mantenere svalutazioni non più giustificate: conservare il minor valore di rimanenze o immobilizzazioni quando sono venuti meno i motivi della rettifica.
Riferimenti normativi
- Codice Civile, art. 2426, comma 1 — Criteri di valutazione (costo, ammortamento, costo ammortizzato, fair value).
- Codice Civile, art. 2423-bis, comma 1 — Principi di redazione del bilancio (prudenza e competenza).
- Codice Civile, art. 2427 — Indicazioni della nota integrativa sui criteri applicati.
Risorse correlate
- Principi di redazione del bilancio (art. 2423-bis c.c.)
- OIC 16 — Immobilizzazioni materiali
- OIC 24 — Immobilizzazioni immateriali
- OIC 13 — Rimanenze
Disclaimer
Le informazioni in questa scheda hanno scopo informativo e divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista qualificato. Aggiornata al 2026-06-01.
Disclaimer. Informazione di supporto, NON sostituisce parere professionista qualificato. Aggiornata al 01/06/2026.