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Calcolatore

Calcolo del ravvedimento operoso

Hai versato un'imposta in ritardo? Calcola in pochi secondi la sanzione ridotta e gli interessi legali da indicare nell'F24, con i codici tributo corretti. Aggiornato alla riforma delle sanzioni (D.Lgs. 87/2024).

Il giorno in cui paghi l'F24 di ravvedimento.

Guida

Che cos'è il ravvedimento operoso

Il ravvedimento operoso è lo strumento che permette di regolarizzare spontaneamente un versamento di imposte omesso o tardivo pagando una sanzione ridotta, oltre all'imposta dovuta e agli interessi legali. È disciplinato dall'art. 13 del D.Lgs. 472/1997: prima si rimedia, minore è la sanzione.

Si applica ai principali tributi — IVA, IRPEF, IRES, IRAP — e si versa con il modello F24, indicando su righe distinte l'imposta, la sanzione e gli interessi, ciascuna con il proprio codice tributo.

Come si calcola la sanzione ridotta

La sanzione base per omesso o tardivo versamento è del 25% dell'imposta per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024 (era il 30% in precedenza), per effetto della riforma del D.Lgs. 87/2024. Entro 90 giorni la base si dimezza al 12,5%. Su questa base si applica la frazione di riduzione prevista per la fascia di ritardo:

  • Ravvedimento «sprint», entro 14 giorni: 0,0833% per ogni giorno di ritardo.
  • Ravvedimento «breve», entro 30 giorni: 1/10 del 12,5%, cioè l'1,25%.
  • Entro 90 giorni: 1/9 del 12,5%, cioè l'1,3889%.
  • Entro 1 anno: 1/8 del 25%, cioè il 3,125%.
  • Entro 2 anni: 1/7 del 25%; oltre 2 anni: 1/6 del 25%.

Gli interessi legali

Agli interessi legali si aggiunge la sanzione: maturano giorno per giorno, dal giorno successivo alla scadenza fino al giorno del versamento, al tasso legale vigente in ciascun anno. Per il 2026 il tasso legale è l'1,60% (DM MEF del 10 dicembre 2025); per il 2025 era il 2%. Il calcolatore applica automaticamente il tasso corretto, anche per i ritardi a cavallo di due anni.

I codici tributo dell'F24

Nel modello F24, sezione Erario, la sanzione e gli interessi si espongono con codici tributo distinti, abbinati al tributo regolarizzato:

  • IVA: sanzione 8904, interessi 1991.
  • IRPEF: sanzione 8901, interessi 1989.
  • IRES: sanzione 8918, interessi 1990.
  • IRAP: sanzione 8907, interessi 1993.

Esempio pratico

Un'impresa non versa 1.000 € di IVA scaduta il 16 dicembre 2025 e si ravvede il 16 marzo 2026, con 90 giorni di ritardo. La sanzione ridotta è 1/9 del 12,5% = 13,89 €; gli interessi, calcolati al 2% per i giorni del 2025 e all'1,60% per quelli del 2026, sono 4,11 €. Si versa quindi un totale di 1.018,00 €, con i codici tributo 8904 (sanzione) e 1991 (interessi) accanto al tributo IVA.

Domande frequenti

Da quando si contano i giorni di ritardo?

Dal giorno successivo alla scadenza originaria fino al giorno in cui si effettua il versamento di ravvedimento (incluso). È questo numero di giorni a determinare la fascia e quindi la riduzione della sanzione.

Il ravvedimento si può fare anche dopo l'anno?

Sì. Finché la violazione non è stata contestata, il ravvedimento è possibile anche oltre l'anno e oltre i due anni, con frazioni di riduzione via via meno vantaggiose (1/7 e 1/6 della sanzione base).

Posso ravvedere IRPEF, IRES e IRAP, non solo l'IVA?

Sì. Il calcolatore copre IVA, IRPEF, IRES e IRAP e restituisce per ciascun tributo i codici tributo F24 corretti per sanzione e interessi.

Il risultato sostituisce il commercialista?

No. Il calcolo è uno strumento informativo basato sulle regole vigenti; per i casi particolari e per la trasmissione dell'F24 fai sempre riferimento al tuo commercialista o all'Agenzia delle Entrate.

Fallo fare a Sam

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