Bilancio d'esercizio: chiarezza e rappresentazione veritiera
La clausola generale dell'art. 2423 del codice civile, e i tre rimedi previsti quando le regole di legge non bastano: informazione, irrilevanza, deroga
16/09/2026
16/09/2026
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In sintesi
L'art. 2423 del codice civile contiene la clausola generale del bilancio d'esercizio: dice da quali documenti è composto, a quale risultato deve arrivare la sua lettura e che cosa fare quando le regole puntuali non ci arrivano. Tutto il resto della disciplina sta negli articoli che seguono, ed è trattato qui in schede separate: i principi di redazione dell'art. 2423-bis, la struttura degli schemi dell'art. 2423-ter, il contenuto dello stato patrimoniale e del conto economico, i criteri di valutazione dell'art. 2426 e la nota integrativa dell'art. 2427.
Quello che resta all'art. 2423, e che nessuno degli altri articoli ripete, è la gerarchia fra la regola e il risultato. Quando l'applicazione letterale delle disposizioni non produce una rappresentazione veritiera e corretta, il codice non lascia scegliere: prescrive tre rimedi, in ordine crescente di invasività, e l'ultimo è un obbligo, non una facoltà.
Il perimetro attuale del bilancio civilistico viene dalla riforma del D.Lgs. 18 agosto 2015 n. 139, che all'art. 12 dispone: «Le disposizioni del presente decreto entrano in vigore dal 1° gennaio 2016 e si applicano ai bilanci relativi agli esercizi finanziari aventi inizio a partire da quella data». Coerentemente, l'edizione vigente di OIC 12 «si applica ai bilanci con esercizio avente inizio a partire dal 1° gennaio 2016 o da data successiva» (paragrafo 152).
Due obblighi distinti nello stesso comma
Il secondo comma dell'art. 2423 richiede che il bilancio «deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico dell'esercizio». La formula ne contiene due, e confonderle porta a giustificare una carenza con l'altra.
La chiarezza riguarda la forma: schemi rispettati, voci al loro posto, informazioni leggibili senza ricostruzioni. La rappresentazione veritiera e corretta riguarda la sostanza: le valutazioni devono essere fondate e l'insieme deve restituire la situazione reale della società. Un bilancio formalmente ineccepibile ma costruito su stime insostenibili viola il secondo obbligo, e la regolarità degli schemi non lo salva. OIC 11, che riporta il comma 2 alla lettera al paragrafo 6, colloca proprio qui la funzione dei principi contabili nazionali: fornire la «necessaria declinazione pratica» di norme di carattere generale, come quelle sulla rilevanza e sulla sostanza economica, che il codice enuncia senza dettagliare (OIC 11, paragrafo 2).
Il primo comma elenca i documenti che gli amministratori devono redigere: stato patrimoniale, conto economico, rendiconto finanziario e nota integrativa. Il sesto comma fissa l'unità di misura: il bilancio va redatto in unità di euro senza cifre decimali, con l'eccezione della nota integrativa, che può essere redatta in migliaia di euro.
Dall'informazione complementare alla deroga obbligatoria
I commi 3, 4 e 5 affrontano lo stesso problema da tre angoli diversi, e non sono alternative fra cui scegliere liberamente: ognuno ha il proprio presupposto.
- Domanda: Le informazioni richieste da specifiche disposizioni di legge bastano a dare una rappresentazione veritiera e corretta?
- no, non bastano → Comma 3: si forniscono in nota integrativa le informazioni complementari necessarie allo scopo
- sì, bastano → L'osservanza dell'obbligo di rilevazione, valutazione, presentazione o informativa ha effetti rilevanti su quella rappresentazione?
- Domanda: L'osservanza dell'obbligo di rilevazione, valutazione, presentazione o informativa ha effetti rilevanti su quella rappresentazione?
- no, gli effetti sono irrilevanti → Comma 4: l'obbligo non va rispettato; restano fermi gli obblighi di regolare tenuta delle scritture e la nota integrativa illustra i criteri
- sì, gli effetti sono rilevanti → In un caso eccezionale, l'applicazione di una disposizione degli articoli seguenti è incompatibile con la rappresentazione veritiera e corretta?
- Domanda: In un caso eccezionale, l'applicazione di una disposizione degli articoli seguenti è incompatibile con la rappresentazione veritiera e corretta?
- sì, è incompatibile → Comma 5: la disposizione non si applica; la nota integrativa motiva la deroga e gli utili che ne derivano vanno a riserva non distribuibile
- no, è compatibile → Si applicano le disposizioni ordinarie, senza integrazioni né deroghe
- Esito: Comma 3: si forniscono in nota integrativa le informazioni complementari necessarie allo scopo
- Esito: Comma 4: l'obbligo non va rispettato; restano fermi gli obblighi di regolare tenuta delle scritture e la nota integrativa illustra i criteri
- Esito: Comma 5: la disposizione non si applica; la nota integrativa motiva la deroga e gli utili che ne derivano vanno a riserva non distribuibile
- Esito: Si applicano le disposizioni ordinarie, senza integrazioni né deroghe
Il comma 3 opera per aggiunta. Se le informazioni richieste da specifiche disposizioni di legge non bastano a dare una rappresentazione veritiera e corretta, «si devono fornire le informazioni complementari necessarie allo scopo»: lo schema resta quello, i criteri restano quelli, aumenta il corredo informativo.
Il comma 4 opera per sottrazione, ed è la porta d'ingresso della rilevanza nel codice civile. Gli obblighi di rilevazione, valutazione, presentazione e informativa non vanno rispettati quando la loro osservanza «abbia effetti irrilevanti al fine di dare una rappresentazione veritiera e corretta». Due limiti accompagnano la deroga: restano fermi gli obblighi di regolare tenuta delle scritture contabili, e la nota integrativa illustra i criteri con cui la disposizione è stata applicata. Come si quantifica la rilevanza, fra elementi qualitativi e quantitativi, lo spiega OIC 11 ai paragrafi 36-38, ripreso nella scheda sui postulati del bilancio.
Il comma 5 opera per disapplicazione, ed è il rimedio più forte. In casi eccezionali, quando l'applicazione di una disposizione degli articoli seguenti è incompatibile con la rappresentazione veritiera e corretta, «la disposizione non deve essere applicata». Il verbo non è concessivo: la deroga è dovuta. In cambio, la norma impone tre adempimenti — motivazione nella nota integrativa, indicazione dell'influenza sulla rappresentazione, e vincolo di indisponibilità sugli utili che ne derivano, da iscrivere «in una riserva non distribuibile se non in misura corrispondente al valore recuperato».
| Voce | Importo |
|---|---|
| Valore dell'elemento patrimoniale secondo la disposizione disapplicata | 120.000,00 € |
| Maggior valore necessario alla rappresentazione veritiera e corretta | 75.000,00 € |
| Riserva non distribuibile da costituire sull'utile derivante dalla deroga | 75.000,00 € |
| Valore iscritto in bilancio applicando la deroga | 195.000,00 € |
Il vincolo si misura sull'effetto, non sull'intera posta. Una società che, applicando la disposizione ordinaria, iscriverebbe un elemento patrimoniale a 120.000,00 € e che, disapplicandola in un caso eccezionale, lo iscrive a 195.000,00 €, porta a conto economico un utile di 75.000,00 € che non nasce da uno scambio con terzi. Quei 75.000,00 € restano indisponibili fino a quando il valore non viene recuperato, e la nota integrativa deve dire perché la disposizione è stata disapplicata e quanto pesa la scelta sul patrimonio netto e sul risultato.
Le domande di chi ci arriva
Che cosa significa che il bilancio deve essere veritiero e corretto?
Significa che l'insieme dei documenti deve restituire la situazione patrimoniale e finanziaria reale della società e il risultato economico dell'esercizio, non solo rispettare gli schemi. È un obbligo distinto da quello di chiarezza, enunciato nello stesso comma 2 dell'art. 2423 e illustrato nella sezione sui due obblighi.
Si possono aggiungere informazioni non richieste dalla legge?
Non solo si possono: quando quelle previste non bastano a dare una rappresentazione veritiera e corretta, il comma 3 dell'art. 2423 impone di fornire le informazioni complementari necessarie allo scopo. È il primo dei tre rimedi, e il meno invasivo, perché non tocca né gli schemi né i criteri di valutazione.
È possibile non applicare una disposizione di legge nella redazione del bilancio?
Sì, e in casi eccezionali è obbligatorio: se l'applicazione di una disposizione degli articoli seguenti è incompatibile con la rappresentazione veritiera e corretta, il comma 5 dell'art. 2423 stabilisce che la disposizione non deve essere applicata. La nota integrativa motiva la deroga e ne indica l'influenza.
Che fine fanno gli utili che derivano da una deroga?
Vanno iscritti in una riserva non distribuibile, e lo restano finché il valore non è recuperato. Nell'esempio della sezione precedente la deroga genera 75.000,00 € di utile: è quella cifra a essere vincolata, non l'intero valore della posta iscritta in bilancio.
Un obbligo di legge si può disapplicare perché l'effetto è minimo?
Sì, per il comma 4 dell'art. 2423, quando l'osservanza dell'obbligo ha effetti irrilevanti ai fini della rappresentazione veritiera e corretta. Restano però fermi gli obblighi di regolare tenuta delle scritture contabili, e la nota integrativa deve illustrare i criteri con cui la disposizione è stata applicata.
Riferimenti normativi
- Codice civile, art. 2423, comma 1 — stato patrimoniale, conto economico, rendiconto finanziario e nota integrativa
- Codice civile, art. 2423, comma 2 — chiarezza e rappresentazione veritiera e corretta
- Codice civile, art. 2423, comma 3 — informazioni complementari
- Codice civile, art. 2423, comma 4 — obblighi con effetti irrilevanti e illustrazione dei criteri in nota integrativa
- Codice civile, art. 2423, comma 5 — deroga obbligatoria nei casi eccezionali e riserva non distribuibile
- Codice civile, art. 2423, comma 6 — unità di euro senza cifre decimali, nota integrativa in migliaia
- OIC 11 «Bilancio d'esercizio: finalità e postulati», paragrafi 2, 6 e 36-38 — ruolo dei principi contabili nazionali e quantificazione della rilevanza
- D.Lgs. 18 agosto 2015 n. 139, art. 12 — decorrenza della riforma contabile dai bilanci degli esercizi iniziati dal 1° gennaio 2016
- OIC 12, paragrafo 152 — ambito di applicazione dell'edizione vigente: bilanci con esercizio iniziato dal 1° gennaio 2016
Disclaimer
Le informazioni in questa scheda hanno scopo informativo e divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista qualificato. Aggiornata al 16 settembre 2026.
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