Salta al contenuto
AdempimentiUltimo aggiornamento: 30/05/2026

Reato omesso versamento ritenute art. 10-bis D.Lgs. 74/00

Reato di omesso versamento di ritenute ex art. 10-bis D.Lgs. 74/2000: soglia 150.000 euro, reclusione 6 mesi-2 anni e rapporto con la rateazione del debito

Ultimo aggiornamento

30/05/2026

Tempo di lettura

4 min lettura

Scarica PDF

In sintesi

L'art. 10-bis del D.Lgs. 10 marzo 2000 n. 74 punisce con la reclusione da sei mesi a due anni il sostituto d'imposta che non versa, entro il 31 dicembre dell'anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione annuale di sostituto, le ritenute risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituiti per un ammontare superiore a 150.000 euro per ciascun periodo d'imposta, se il debito tributario non è in corso di estinzione mediante rateazione ai sensi dell'art. 3-bis del D.Lgs. 462/1997. In caso di decadenza dal beneficio della rateazione, il colpevole è punito se l'ammontare del debito residuo supera 50.000 euro. È un reato a soglia, collegato al rapporto con la riscossione.

Quando si applica

La fattispecie sanziona penalmente l'omesso versamento delle ritenute oltre la soglia, valorizzando il legame con la rateazione del debito. Il reato richiede:

  • la qualifica di sostituto d'imposta (datore di lavoro, committente, ente che opera ritenute alla fonte);
  • ritenute risultanti dalla certificazione rilasciata ai sostituiti (la Certificazione Unica) per un ammontare superiore a 150.000 euro per ciascun periodo d'imposta;
  • l'omesso versamento entro il 31 dicembre dell'anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione annuale (modello 770);
  • la condizione che il debito non sia in corso di estinzione tramite rateazione ex art. 3-bis del D.Lgs. 462/1997.

Il legame con la riscossione è oggi centrale: se è in corso una rateazione regolare il fatto non è punibile; in caso di decadenza dalla dilazione (art. 15-ter DPR 602/1973) la punibilità riemerge solo se il debito residuo supera 50.000 euro. La disciplina recepisce gli interventi del D.Lgs. 87/2024 sul rapporto tra reato e rateazione.

Come si applica nella pratica

L'omesso versamento delle ritenute attraversa due piani: quello amministrativo (sanzione dell'art. 13 D.Lgs. 471/1997) e quello penale, che scatta solo oltre la soglia e in assenza di rateazione in corso. La verifica della soglia va condotta per ciascun periodo d'imposta.

ProfiloDisciplina (comma 1)
Soggetto attivosostituto d'imposta
Oggettoritenute risultanti dalla certificazione ai sostituiti
Soglia di punibilitàsuperiore a 150.000 € per ciascun periodo d'imposta
Termine31 dicembre dell'anno successivo alla presentazione della dichiarazione
Penareclusione da 6 mesi a 2 anni
Esimentedebito in corso di estinzione mediante rateazione (art. 3-bis D.Lgs. 462/1997)
Decadenza dalla rateazionepunibilità se debito residuo superiore a 50.000 €

La distinzione tra sanzione amministrativa e reato penale è netta: l'omesso versamento sotto soglia, o coperto da rateazione, resta nel perimetro delle sanzioni amministrative per omesso versamento ex art. 13 D.Lgs. 471/1997, mentre l'art. 10-bis opera sul piano penale. L'accertamento del reato spetta al giudice penale. Per i delitti del D.Lgs. 74/2000 può rilevare la causa di non punibilità per estinzione del debito ex art. 13. La figura va tenuta distinta dall'omesso versamento IVA dell'art. 10-ter, che ha soglia e termini propri.

Esempi pratici

Esempio 1 — Superamento della soglia

Una società, sostituto d'imposta, omette il versamento di ritenute certificate per 180.000,00 € relative a un periodo d'imposta, senza alcuna rateazione in corso, oltre il 31 dicembre dell'anno successivo alla dichiarazione: si configura il reato dell'art. 10-bis (soglia di 150.000 € superata).

Esempio 2 — Sotto soglia

Le ritenute non versate ammontano a 120.000,00 € per il periodo d'imposta. Non essendo superata la soglia di 150.000 €, il fatto non è penalmente rilevante, ferma restando la sanzione amministrativa per omesso versamento.

Esempio 3 — Rateazione e decadenza

Il sostituto avvia la rateazione ex art. 3-bis D.Lgs. 462/1997: finché la dilazione è in corso il fatto non è punibile. Se decade dal beneficio e il debito residuo è pari a 70.000,00 €, la punibilità riemerge perché supera la soglia di 50.000 €.

Errori comuni e come evitarli

  • Confondere la soglia con quella dell'IVA: per le ritenute la soglia è superiore a 150.000 € (art. 10-bis); per l'IVA opera l'autonoma soglia dell'art. 10-ter.
  • Trascurare la rateazione in corso: se il debito è in corso di estinzione mediante rateazione regolare ex art. 3-bis D.Lgs. 462/1997 il fatto non è punibile.
  • Dimenticare la soglia residua post-decadenza: dopo la decadenza dalla rateazione la punibilità scatta solo se il debito residuo supera 50.000 €.
  • Sbagliare il termine: il versamento rileva fino al 31 dicembre dell'anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione annuale di sostituto.
  • Sovrapporre piano penale e amministrativo: l'art. 10-bis non assorbe la sanzione amministrativa per omesso versamento, che segue regole proprie.

Riferimenti normativi

  • D.Lgs. 10 marzo 2000 n. 74, art. 10-bis — Omesso versamento di ritenute: reclusione 6 mesi-2 anni, soglia 150.000 €, esimente rateazione, soglia residua 50.000 € in caso di decadenza.
  • D.Lgs. 10 marzo 2000 n. 74, art. 10-ter — Omesso versamento dell'IVA (raffronto).
  • D.Lgs. 10 marzo 2000 n. 74, art. 13 — Causa di non punibilità per estinzione del debito tributario.
  • D.Lgs. 18 dicembre 1997 n. 471, art. 13 — Sanzioni amministrative per omesso versamento dei tributi.

Risorse correlate

Disclaimer

Le informazioni in questa scheda hanno scopo informativo e divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista qualificato. Aggiornata al 2026-05-30.

Disclaimer. Informazione di supporto, NON sostituisce parere professionista qualificato. Aggiornata al 30/05/2026.