Ritenute non operate e versamenti irregolari: le sanzioni
Il venti per cento su ciò che il sostituto non ha trattenuto, da 100 a 500 euro sul versamento non imputabile, 100 euro sull'F24 a saldo zero dimenticato
16/09/2026
16/09/2026
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In sintesi
Chi non esegue, in tutto o in parte, le ritenute alla fonte paga una sanzione pari al venti per cento dell'ammontare non trattenuto (articolo 14 del D.Lgs. 18 dicembre 1997 n. 471). Il documento di versamento privo degli elementi che identificano chi paga e imputano la somma costa da 100 € a 500 €, e l'omessa presentazione del modello F24 con i dati della compensazione eseguita costa 100 €, ridotti a 50 € se il ritardo non supera cinque giorni lavorativi (articolo 15, commi 1 e 2-bis). L'articolo 10 dello stesso decreto, il primo dei tre per numerazione, non riguarda il contribuente ma banche, assicurazioni e intermediari che non rispondono alle richieste dell'amministrazione.
Restano fuori da questa pagina le altre violazioni della stessa sequenza, ciascuna con una scheda propria: le comunicazioni omesse e gli elenchi Intrastat dell'articolo 11, le sanzioni accessorie dell'articolo 12 e l'omesso versamento dell'articolo 13.
Chi non trattiene la ritenuta paga il venti per cento
L'articolo 14 è formato da un comma solo e colpisce un fatto preciso: la ritenuta che andava operata non è stata operata. La base di calcolo non è il compenso lordo, è l'ammontare non trattenuto, cioè la ritenuta stessa. La sanzione è proporzionale e non conosce minimi o massimi edittali.
Va tenuta distinta dall'omesso versamento. L'articolo 14 punisce il momento della trattenuta; quando la ritenuta è stata regolarmente operata e non è stata versata all'erario, la violazione è quella dell'articolo 13 e la misura cambia. Resta ferma, in entrambi i casi, l'obbligazione tributaria del sostituto, che l'articolo 64 del DPR 29 settembre 1973 n. 600 pone a suo carico in luogo di altri.
| Compenso professionale corrisposto nel 2025 | Ritenuta del 20% non operata |
|---|---|
| Aprile, compenso di 4.000 € | 800,00 € |
| Luglio, compenso di 5.000 € | 1.000,00 € |
| Ottobre, compenso di 3.000 € | 600,00 € |
| Ammontare non trattenuto nell'anno | 2.400,00 € |
Il caso: una S.a.s. di servizi corrisponde nel 2025 tre compensi professionali senza applicare la ritenuta d'acconto del venti per cento, per errore del gestionale. I compensi sono di 4.000 €, 5.000 € e 3.000 €, quindi le ritenute non trattenute valgono 800 €, 1.000 € e 600 €, in totale 2.400 €. La sanzione dell'articolo 14 è il venti per cento di quel totale, cioè 480 €, e si aggiunge al recupero della ritenuta non operata. Se invece la società avesse trattenuto le somme e non le avesse versate, la contestazione sarebbe partita dall'articolo 13 con misure diverse.
Quando il modello di versamento non dice chi ha pagato
L'articolo 15, comma 1, riguarda i versamenti diretti eseguiti con un documento che non contiene gli elementi necessari per identificare il soggetto che li esegue e per imputare la somma versata. La sanzione va da 100 € a 500 €. È una violazione che non presuppone un'imposta non pagata: il denaro è arrivato, ma non è collegabile a una posizione fiscale, e finisce in sospeso finché qualcuno non lo riconcilia.
Il comma 2 aggiunge un passaggio procedurale che spiega come l'ufficio venga a saperlo: il concessionario per la riscossione è tenuto a comunicare l'infrazione all'ufficio o all'ente impositore. Il comma 2-ter è stato abrogato dal D.Lgs. 14 giugno 2024 n. 87 con effetto sulle violazioni commesse dal 1° settembre 2024.
| Voce | Versamento non imputabile (comma 1) | F24 a saldo zero omesso (comma 2-bis) |
|---|---|---|
| Che cosa manca | Gli elementi per identificare chi esegue il versamento e per imputare la somma versata | L'intero modello contenente i dati della compensazione eseguita |
| Misura della sanzione | Da 100 € a 500 € | 100 €, ridotta a 50 € se il ritardo non supera cinque giorni lavorativi |
| Come emerge | Il concessionario per la riscossione comunica l'infrazione all'ufficio o all'ente impositore | Dal mancato invio telematico della delega entro il termine del versamento |
L'F24 a saldo zero presentato in ritardo
Quando il debito è integralmente compensato da un credito, il modello F24 va presentato lo stesso, e la sua omissione è punita dal comma 2-bis con 100 €, che scendono a 50 € se il ritardo non supera cinque giorni lavorativi. La ragione è che la compensazione non opera da sola: nasce da una scelta del contribuente, e quella scelta si manifesta presentando la delega.
L'Agenzia delle entrate ha precisato la portata della sanatoria nella risposta a interpello n. 297 del 18 aprile 2023, che riguarda proprio il comma 2-bis. Il principio generale è favorevole: la delega a saldo zero può essere presentata anche tardivamente, e «tale presentazione sana l'iniziale omissione se il credito speso in compensazione […] è ancora esistente ed utilizzabile a quella data». La condizione, però, è stringente, e nel caso esaminato ha portato a un esito sfavorevole: il contribuente aveva compensato crediti edilizi la cui finestra di utilizzo scadeva il 31 dicembre 2022 e aveva presentato l'F24 il 16 gennaio 2023, quando quei crediti non erano più spendibili. L'Agenzia ha confermato la correttezza dello scarto della delega e ha osservato che, in quella situazione, resta l'omesso versamento originario, da ravvedere con le sanzioni proprie di quella violazione.
Sullo stesso modello a saldo zero l'Agenzia si era già pronunciata con la circolare n. 11/E del 15 maggio 2019, escludendolo dalla definizione agevolata delle irregolarità formali: il modello, vi si legge, «è necessario per assolvere all'obbligo di pagamento dei tributi e dei contributi, anche quando l'obbligazione è adempiuta mediante la compensazione». Non è quindi un adempimento di sola forma.
Le richieste che l'ufficio rivolge a banche e assicurazioni
L'articolo 10 è spesso letto come la sanzione per il questionario non riscontrato. Non lo è. La rubrica parla di violazione degli obblighi degli operatori finanziari, e il comma 1 richiama le richieste formulate ai sensi dell'articolo 32, primo comma, numero 7, del DPR 600/1973 e dell'articolo 51, secondo comma, numero 7, del DPR 633/1972: sono le indagini finanziarie rivolte a banche, a Poste italiane, agli intermediari finanziari. Il comma 2 estende la stessa misura alle società e agli enti di assicurazione, a chi effettua istituzionalmente riscossioni e pagamenti per conto di terzi e a chi svolge gestione e intermediazione finanziaria, anche in forma fiduciaria.
La sanzione va da 1.500 € a 15.000 € e si applica sia all'omissione sia alla trasmissione di documenti non veritieri o incompleti; la trasmissione non eseguita nel termine prescritto si considera omessa. Se però la trasmissione avviene nei quindici giorni successivi, la sanzione è ridotta alla metà. Il comma 4 individua l'ufficio competente a irrogarla in quello del domicilio fiscale del contribuente cui la richiesta si riferisce, non dell'operatore. Il comma 3 è stato abrogato dal D.Lgs. 87/2024, sempre con effetto sulle violazioni commesse dal 1° settembre 2024.
Il questionario inviato all'impresa, invece, ricade nell'articolo 11, comma 1, lettera b), dello stesso decreto, con sanzione da 250 € a 2.000 €: è la stessa lettura che l'Agenzia delle entrate adotta nella circolare n. 11/E del 2019 quando elenca «l'omessa restituzione dei questionari inviati dall'Agenzia» fra le violazioni definibili in via agevolata.
Le domande di chi ci arriva
Quanto costa non aver applicato la ritenuta d'acconto a un professionista?
La sanzione è il venti per cento dell'ammontare non trattenuto, cioè della ritenuta che andava operata e non del compenso lordo (articolo 14 del D.Lgs. 471/1997). Su ritenute non operate per 2.400 € nell'anno la sanzione è quindi 480 €, oltre al recupero della ritenuta.
L'F24 a saldo zero va presentato anche se non si versa nulla?
Sì. La compensazione non è automatica: si manifesta presentando la delega, e l'omissione è punita con 100 €, ridotti a 50 € se il ritardo non supera cinque giorni lavorativi (articolo 15, comma 2-bis). La presentazione tardiva sana l'omissione solo se il credito compensato è ancora utilizzabile in quella data.
Il modello di versamento compilato male comporta una sanzione autonoma?
Sì, da 100 € a 500 €, quando mancano gli elementi per identificare chi esegue il versamento e per imputare la somma (articolo 15, comma 1). Il concessionario per la riscossione comunica l'infrazione all'ufficio o all'ente impositore, che procede all'irrogazione.
Chi non risponde a un questionario dell'Agenzia rientra nell'articolo 10?
No. L'articolo 10 riguarda le richieste rivolte a banche, assicurazioni e intermediari finanziari nell'ambito delle indagini finanziarie, con sanzione da 1.500 € a 15.000 €. Il questionario inviato al contribuente ricade nell'articolo 11, comma 1, lettera b), con sanzione da 250 € a 2.000 €.
Rispondere in ritardo alle indagini finanziarie riduce la sanzione?
La trasmissione non eseguita nel termine prescritto si considera omessa, ma se avviene nei quindici giorni successivi la sanzione dell'articolo 10, comma 1, è ridotta alla metà. La riduzione riguarda solo quell'articolo e non si estende alle misure dell'articolo 15.
Riferimenti normativi
- Articolo 14 del D.Lgs. 18 dicembre 1997 n. 471: ritenute alla fonte non eseguite, venti per cento dell'ammontare non trattenuto.
- Articolo 15, commi 1 e 2, del D.Lgs. 471/1997: documenti di versamento incompleti, da 100 € a 500 €, e comunicazione dell'infrazione da parte del concessionario.
- Articolo 15, comma 2-bis, del D.Lgs. 471/1997: omessa presentazione del modello con i dati della compensazione, 100 € o 50 €.
- Articolo 10, commi 1, 2 e 4, del D.Lgs. 471/1997: obblighi degli operatori finanziari, da 1.500 € a 15.000 €, con riduzione alla metà entro quindici giorni.
- Articolo 32, primo comma, numero 7, del DPR 29 settembre 1973 n. 600 e articolo 51, secondo comma, numero 7, del DPR 26 ottobre 1972 n. 633: richieste agli operatori finanziari.
- Articolo 17 del D.Lgs. 9 luglio 1997 n. 241: versamento unitario e compensazione dei crediti.
- Articolo 64 del DPR 600/1973: obbligazione del sostituto d'imposta.
- Risposta a interpello dell'Agenzia delle entrate n. 297 del 18 aprile 2023: la delega a saldo zero tardiva sana l'omissione solo se il credito compensato è ancora utilizzabile.
- Circolare dell'Agenzia delle entrate n. 11/E del 15 maggio 2019: l'omessa presentazione dell'F24 a saldo zero non è una violazione formale definibile.
- Le misure ridotte e le abrogazioni introdotte dal D.Lgs. 14 giugno 2024 n. 87 si applicano alle violazioni commesse dal 1° settembre 2024 (articolo 5 del decreto).
- Il testo unico delle sanzioni tributarie amministrative e penali (D.Lgs. 5 novembre 2024 n. 173) riprende queste disposizioni agli articoli 35, 39 e 40; gli articoli 10, 14 e 15 del D.Lgs. 471/1997 restano applicabili fino al 31 dicembre 2026.
Disclaimer
Le informazioni in questa scheda hanno scopo informativo e divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista qualificato. Aggiornata al 16 settembre 2026.
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