TFR e tassazione separata: l'aliquota e la riliquidazione
Come si costruisce il reddito di riferimento da cui dipende l'aliquota del TFR, che cosa fa l'Agenzia con la media del quinquennio e che cosa resta fuori
16/09/2026
16/09/2026
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In sintesi
Il trattamento di fine rapporto non entra nel reddito complessivo dell'anno in cui viene liquidato: sconta la tassazione separata, con un'aliquota costruita su misura sulla storia del rapporto di lavoro (art. 19, DPR 22 dicembre 1986 n. 917). Il datore di lavoro, in veste di sostituto d'imposta, calcola un reddito di riferimento dividendo il TFR imponibile per gli anni di commisurazione e moltiplicando per dodici, ricava da quel reddito l'aliquota e la applica all'imponibile. È un calcolo provvisorio: gli uffici finanziari riliquidano poi l'imposta sull'aliquota media di tassazione dei cinque anni precedenti, iscrivendo a ruolo la differenza o rimborsandola. Restano fuori dall'imponibile le rivalutazioni già colpite dall'imposta sostitutiva e le somme destinate alla previdenza complementare.
Come nasce l'aliquota del TFR
L'articolo 19, comma 1, descrive tre passaggi in sequenza. Prima si toglie dal TFR maturato la parte di rivalutazione già assoggettata a imposta sostitutiva. Poi si divide quanto resta — aumentato delle somme destinate alle forme pensionistiche complementari — per il numero di anni e frazioni di anno presi a base di commisurazione, e si moltiplica per dodici: è il reddito di riferimento, cioè una retribuzione annua figurativa. Infine si calcola l'IRPEF su quel reddito con gli scaglioni dell'articolo 11 e si ricava l'aliquota da applicare all'imponibile del TFR.
Un dipendente cessa dopo cinque anni con un fondo TFR di 15.000 €, di cui 900 € sono rivalutazioni già tassate con l'imposta sostitutiva. L'imponibile è quindi 14.100 €, il reddito di riferimento 33.840 € (14.100 diviso 5, per 12). L'IRPEF su 33.840 € vale 8.367,20 € — 23 per cento fino a 28.000 € e 33 per cento sull'eccedenza — e dà un'aliquota del 24,73 per cento.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Fondo TFR alla cessazione del rapporto | 15.000,00 € |
| Di cui rivalutazioni già assoggettate all'imposta sostitutiva, escluse dall'imponibile | 900,00 € |
| Imposta a tassazione separata, aliquota del 24,73 per cento su 14.100 € di imponibile | -3.486,93 € |
| Netto liquidato al lavoratore | 11.513,07 € |
Due regole correggono il risultato in casi particolari. Per i rapporti a tempo determinato di durata effettiva non superiore a due anni l'imposta si riduce di un importo per ciascun anno, che il testo esprime ancora in lire (120.000, pari a 61,97 € al cambio fisso di 1.936,27 lire per euro) e che va rapportato a mese per i periodi inferiori all'anno e ridotto in proporzione per il part time (art. 19, comma 1-ter). Per il lavoro prestato prima dell'entrata in vigore della legge 29 maggio 1982 n. 297, se il TFR risulta calcolato in misura superiore a una mensilità per ogni anno di commisurazione, l'eccedenza non concorre a determinare l'aliquota (art. 19, comma 3).
Accanto al TFR viaggiano le altre indennità e somme percepite una volta tanto per la cessazione del rapporto, elencate nell'articolo 17, comma 1, lettera a): indennità di preavviso, patti di non concorrenza, somme da transazione o da provvedimento del giudice. Sono imponibili per l'ammontare complessivo al netto dei contributi obbligatori, con l'aliquota determinata come sopra (art. 19, comma 2). Le indennità equipollenti del pubblico impiego hanno invece una riduzione propria, anch'essa scritta in lire: 600.000 per ciascun anno di commisurazione, cioè 309,87 € (art. 19, comma 2-bis). L'Agenzia delle entrate ha esteso la stessa qualificazione alle «misure compensative» che un'autorità pubblica corrisponde ai propri dipendenti: nella risposta a interpello n. 198 del 30 luglio 2025 ha concluso che quelle somme «rientrino tra le indennità equipollenti di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), del Tuir», con tassazione separata secondo il comma 2-bis.
Poi arriva la riliquidazione dell'Agenzia
L'aliquota applicata dal sostituto guarda solo al TFR. La riliquidazione degli uffici finanziari guarda invece alla persona: prende l'aliquota media di tassazione dei cinque anni precedenti a quello in cui è maturato il diritto alla percezione e ricalcola l'imposta su quella base. Chi ha avuto redditi modesti nel quinquennio riceve un rimborso; chi ha avuto redditi alti si vede iscrivere a ruolo la maggiore imposta.
Nell'esempio sopra il sostituto ha trattenuto 3.486,93 €. Se l'aliquota media del quinquennio risulta del 22 per cento, l'imposta definitiva scende a 3.102,00 € e l'Agenzia rimborsa 384,93 €.
Il comma 1-bis governa i quinquenni incompleti, che nella pratica sono frequenti: disoccupazione, aspettativa, primo impiego.
- Domanda: Nei cinque anni precedenti a quello di maturazione il lavoratore ha avuto reddito imponibile?
- sì, in tutti e cinque → L'aliquota media si calcola su tutti e cinque gli anni, come prevede il comma 1
- soltanto in alcuni → L'aliquota media si calcola sui soli anni con reddito imponibile (comma 1-bis)
- in nessuno dei cinque → Si applica l'aliquota del primo scaglione dell'articolo 11, oggi il 23 per cento (comma 1-bis)
- Esito: L'aliquota media si calcola su tutti e cinque gli anni, come prevede il comma 1
- Esito: L'aliquota media si calcola sui soli anni con reddito imponibile (comma 1-bis)
- Esito: Si applica l'aliquota del primo scaglione dell'articolo 11, oggi il 23 per cento (comma 1-bis)
Quando il rapporto si chiude per morte del lavoratore, le somme spettano agli aventi diritto individuati dall'articolo 2122 del codice civile e l'imposta è dovuta da ciascuno in proporzione a quanto percepisce; la quota di imposta sulle successioni proporzionale al credito dichiarato si deduce dall'imponibile (art. 19, comma 5). Il perimetro generale del reddito da cui il TFR si stacca è in Redditi di lavoro dipendente (art. 49 TUIR).
Anticipazioni, fondi pensione e rivalutazioni
Le anticipazioni e gli acconti sul TFR non sfuggono al meccanismo: si tassano con l'aliquota determinata a norma dei commi 1, 2 e 2-bis, calcolata però sull'importo accantonato aumentato delle anticipazioni e degli acconti già erogati, salvo conguaglio alla liquidazione definitiva (art. 19, comma 4). L'aliquota non si costruisce quindi sull'anticipo, ma sul monte complessivo: anticipare non sposta il carico fiscale.
Lo stesso comma 4 chiude una questione ricorrente: le somme e i valori destinati alle forme pensionistiche complementari non si considerano anticipazioni. Il TFR che confluisce in un fondo pensione esce dal circuito dell'articolo 19 e segue le regole della previdenza complementare.
La rivalutazione annua del fondo, infine, è già tassata mentre matura. L'articolo 11, comma 3, del D.Lgs. 18 febbraio 2000 n. 47 assoggetta i redditi derivanti dalle rivalutazioni dei fondi per il trattamento di fine rapporto a un'imposta sostitutiva del 17 per cento, misura fissata dall'articolo 1, comma 623, della legge 23 dicembre 2014 n. 190. L'acconto può essere commisurato al 90 per cento delle rivalutazioni che maturano nell'anno ed è versato entro il 16 dicembre: lo ricorda la risoluzione dell'Agenzia delle entrate n. 68 del 7 dicembre 2023. Le rivalutazioni già colpite da quell'imposta escono dall'imponibile del TFR, e non vanno confuse con il TFR stesso.
Dal 1° gennaio 2027 la disciplina passa nell'articolo 21 del testo unico delle imposte sui redditi allegato al D.Lgs. 19 giugno 2026 n. 117, rubricato «Indennità di fine rapporto e di fine servizio», che riprende l'articolo 19 aggiornando i rinvii alla previdenza complementare al D.Lgs. 5 dicembre 2005 n. 252.
Le domande di chi ci arriva
Se il TFR matura in un anno con aliquota alta, si può chiedere il rimborso quando negli ultimi cinque anni si è pagato meno?
Non serve chiederlo. La riliquidazione sull'aliquota media dei cinque anni precedenti la fanno d'ufficio gli uffici finanziari, che rimborsano l'imposta spettante o iscrivono a ruolo la maggiore imposta dovuta (art. 19, comma 1). Il conteggio del sostituto è provvisorio per costruzione.
Se un lavoratore ha avuto redditi solo in due anni su cinque, come si calcola l'aliquota media del TFR?
L'aliquota media si calcola sui soli anni in cui c'è stato reddito imponibile, quindi su quei due. Se non c'è stato reddito imponibile in nessuno dei cinque anni, si applica l'aliquota del primo scaglione dell'articolo 11, oggi il 23 per cento (art. 19, comma 1-bis).
Se il TFR del dipendente viene versato a un fondo pensione, va trattato come un'anticipazione?
No. Le somme e i valori destinati alle forme pensionistiche complementari non si considerano anticipazioni (art. 19, comma 4): non entrano nel monte su cui si determina l'aliquota e non generano conguaglio alla liquidazione definitiva.
L'imposta sostitutiva già pagata sulle rivalutazioni si paga di nuovo alla liquidazione?
No. Le rivalutazioni già assoggettate all'imposta sostitutiva del 17 per cento si sottraggono dal TFR prima di determinare sia l'imponibile sia il reddito di riferimento (art. 19, comma 1). Restano nel fondo che viene liquidato, ma non vengono tassate una seconda volta.
Riferimenti normativi
- Art. 19, DPR 22 dicembre 1986 n. 917 (TUIR) — tassazione del TFR: reddito di riferimento e riliquidazione (comma 1), quinquennio incompleto (comma 1-bis), rapporti a termine fino a due anni (comma 1-ter), altre indennità di cessazione (comma 2), indennità equipollenti (comma 2-bis), lavoro anteriore alla legge 297/1982 (comma 3), anticipazioni e previdenza complementare (comma 4), aventi diritto ex art. 2122 del codice civile (comma 5)
- Art. 17, comma 1, lettera a), TUIR — elenco delle indennità e somme di cessazione del rapporto assoggettate a tassazione separata
- Art. 11, comma 1, TUIR — scaglioni e aliquote IRPEF applicati al reddito di riferimento
- Art. 11, comma 3, D.Lgs. 18 febbraio 2000 n. 47, nella misura fissata dall'art. 1, comma 623, della legge 23 dicembre 2014 n. 190 — imposta sostitutiva del 17 per cento sulle rivalutazioni del fondo TFR
- Risoluzione dell'Agenzia delle entrate n. 68 del 7 dicembre 2023 — acconto dell'imposta sostitutiva sulla rivalutazione del fondo TFR, commisurabile al 90 per cento delle rivalutazioni dell'anno
- Risposta a interpello dell'Agenzia delle entrate n. 198 del 30 luglio 2025 — misure compensative ai dipendenti ricondotte alle indennità equipollenti dell'art. 17, comma 1, lettera a), con tassazione separata ai sensi dell'art. 19, comma 2-bis
- Art. 21, D.Lgs. 19 giugno 2026 n. 117 (testo unico allegato) — «Indennità di fine rapporto e di fine servizio», in vigore dal 1° gennaio 2027
Disclaimer
Le informazioni in questa scheda hanno scopo informativo e divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista qualificato. Aggiornata al 16 settembre 2026.
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