Codici tributo 3802, 3848, 3847: le addizionali IRPEF in F24
In quale sezione della delega va ciascun codice, quante rate di busta paga assorbono acconto e saldo e quale Comune o Regione incassa davvero
05/09/2026
7 min lettura
In sintesi
I codici 3802, 3848 e 3847 versano le addizionali all'IRPEF trattenute in busta paga dal sostituto d'imposta: il 3802 l'addizionale regionale, il 3848 il saldo dell'addizionale comunale, il 3847 il suo acconto. Non stanno nella stessa sezione del modello F24 — il 3802 va nella sezione Regioni, gli altri due nella sezione «IMU e altri tributi locali» — e nessuno dei tre si compila senza il codice dell'ente destinatario. Le due addizionali hanno regole di rateazione diverse: nove rate mensili da marzo per l'acconto comunale, undici rate a partire dal conguaglio per il saldo comunale e per la regionale (art. 50, comma 4, del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446; art. 1, comma 5, del D.Lgs. 28 settembre 1998, n. 360).
Ogni addizionale finisce nella sezione del proprio ente
L'addizionale regionale e quella comunale hanno lo stesso presupposto — sono dovute se per lo stesso anno risulta dovuta l'IRPEF, al netto delle detrazioni e dei crediti d'imposta — ma finanziano enti diversi, e il modello F24 lo rende visibile nella struttura: ogni sezione ha un campo per l'ente destinatario e ogni tributo va nella sezione del proprio ente.
Il campo dell'ente non è un dettaglio formale. Senza il codice della Regione o il codice catastale del Comune la somma versata non è attribuibile, e la delega non assolve l'obbligo verso l'ente che dovrebbe incassarla. I codici si leggono nelle tabelle pubblicate dall'Agenzia delle entrate: la tabella T0 per le Regioni e le Province autonome, la tabella T4 per i codici catastali dei Comuni.
| Voce | 3802 — addizionale regionale | 3847 — acconto addizionale comunale | 3848 — saldo addizionale comunale |
|---|---|---|---|
| Sezione del modello F24 | Regioni | IMU e altri tributi locali | IMU e altri tributi locali |
| Codice ente da indicare | codice della Regione di domicilio fiscale al 1° gennaio (tabella T0) | codice catastale del Comune di domicilio fiscale al 1° gennaio (tabella T4) | codice catastale del Comune di domicilio fiscale al 1° gennaio (tabella T4) |
| Come si determina l'importo | aliquota della Regione di residenza sul reddito complessivo al netto degli oneri deducibili | 30% dell'addizionale calcolata sul reddito imponibile dell'anno precedente, con aliquota e soglia di esenzione vigenti in quell'anno | addizionale dovuta per l'anno al netto dell'acconto, determinata all'atto delle operazioni di conguaglio |
| Numero massimo di rate in busta paga | undici, dal periodo di paga successivo al conguaglio e non oltre dicembre | nove rate mensili, a partire dal mese di marzo | undici, dal periodo di paga successivo al conguaglio e non oltre dicembre |
| Codice corrispondente nel modello F24 enti pubblici | 381E | 385E | 384E |
| Alla cessazione del rapporto | trattenuta in unica soluzione nel periodo di paga del conguaglio | l'acconto residuo segue le regole della trattenuta in corso | residuo prelevato in unica soluzione |
Le denominazioni ufficiali sono quelle della tabella dei codici tributo dell'Agenzia delle entrate, interrogabile per singolo codice all'indirizzo https://www1.agenziaentrate.gov.it/servizi/codici/ricerca/RicercaTributo.php (consultata il 5 settembre 2026): 3802 «Addizionale regionale all'imposta sul reddito delle persone fisiche sostituti d'imposta», 3847 «Addizionale comunale all'IRPEF trattenuta dal sostituto d'imposta - acconto - ris. n. 368/E del 12/12/2007», 3848 «Addizionale comunale all'IRPEF trattenuta dal sostituto d'imposta - saldo - ris. n. 368/E del 12/12/2007». Tutti e tre hanno come tipo di contribuente il sostituto d'imposta: non li usa chi versa l'addizionale in proprio.
Chi l'addizionale comunale la versa in autotassazione — perché non ha un sostituto, o perché la chiude con la propria dichiarazione — usa infatti due codici diversi, istituiti dalla stessa risoluzione n. 368/E del 12 dicembre 2007: 3843 «Addizionale comunale all'IRPEF - autotassazione - acconto» e 3844 «Addizionale comunale all'IRPEF - autotassazione - saldo», entrambi con tipo di contribuente «contribuente per imposte proprie». Confondere il 3847 con il 3843 non è un errore di forma: sposta il versamento su una posizione che non è quella del contribuente.
Anche la sanzione da ravvedimento ha un codice proprio quando l'addizionale è quella trattenuta dal sostituto. Per l'addizionale comunale sui redditi di lavoro dipendente, assimilati e assistenza fiscale è il 8952 — «Sanzione per ravvedimento addizionale comunale Irpef trattenuta dai sostituti d'imposta - redditi di lavoro dipendente, assimilati e assistenza fiscale» — istituito dalla risoluzione dell'Agenzia delle entrate n. 18/E del 28 aprile 2023, che lo colloca nella sezione «IMU e altri tributi locali» con il codice catastale del Comune, il mese di riferimento e l'anno. Per l'addizionale regionale gli omologhi sono l'8950 (lavoro dipendente e assimilati) e l'8951 (redditi diversi), nella sezione Regioni.
Le tre righe convivono di norma nella stessa delega mensile, insieme alla ritenuta IRPEF versata con il codice tributo 1001: il sostituto chiude in un unico modello tutto ciò che ha trattenuto nel mese.
Da 495 euro di regionale e 396 di comunale alle rate del cedolino
Un datore di lavoro trattiene a un dipendente l'addizionale regionale dovuta per l'anno chiuso, pari a 495,00 €, e la ripartisce nel numero massimo di undici rate: 45,00 € al mese. Per lo stesso dipendente l'addizionale comunale dell'anno in corso vale 396,00 €: l'acconto è il 30%, cioè 118,80 €, ripartito nel numero massimo di nove rate mensili da marzo, quindi 13,20 € al mese. Il saldo, 277,20 €, sarà trattenuto in undici rate da 25,20 € dopo il conguaglio dell'anno successivo.
Nel mese in cui coesistono la rata di regionale e la rata di acconto comunale, la delega si presenta così:
| Sezione del modello F24 | Codice tributo e causale | Codice ente | Importi a debito versati | Importi a credito compensati |
|---|---|---|---|---|
| Erario | 1001 — ritenute IRPEF su redditi di lavoro dipendente del mese | non previsto | 4.250,00 € | 0,00 € |
| Regioni | 3802 — rata dell'addizionale regionale all'IRPEF (una delle undici) | codice della Regione, tabella T0 | 45,00 € | 0,00 € |
| IMU e altri tributi locali | 3847 — rata dell'acconto dell'addizionale comunale (una delle nove) | codice catastale del Comune, tabella T4 | 13,20 € | 0,00 € |
| Totale della delega, da versare entro il giorno 16 del mese successivo | 4.308,20 € | 0,00 € |
Il versamento segue le ritenute: l'art. 50, comma 5, del D.Lgs. 446/1997 dispone che l'addizionale regionale sia versata «con le modalità e nei termini previsti per il versamento delle ritenute e del saldo dell'imposta sul reddito delle persone fisiche», e la stessa logica governa la comunale, che l'art. 1, comma 4, del D.Lgs. 360/1998 colloca «in acconto e a saldo unitamente al saldo dell'imposta sul reddito delle persone fisiche».
Nove rate per l'acconto comunale, undici per il saldo e per la regionale
Le due addizionali si comportano diversamente perché una guarda all'anno chiuso e l'altra anticipa quello in corso.
L'addizionale regionale è determinata dal sostituto «all'atto di effettuazione delle operazioni di conguaglio» e il relativo importo «è trattenuto in un numero massimo di undici rate, a partire dal periodo di paga successivo a quello in cui le stesse sono effettuate e non oltre quello relativamente al quale le ritenute sono versate nel mese di dicembre». Non ha acconto: si versa in unica soluzione per l'anno chiuso, frazionata solo nella trattenuta.
L'addizionale comunale ha invece due tempi. L'acconto è pari al 30% dell'addizionale ottenuta applicando le aliquote al reddito imponibile dell'anno precedente, e — punto che sfugge spesso — ai fini del calcolo dell'acconto «l'aliquota [...] e la soglia di esenzione [...] sono assunte nella misura vigente nell'anno precedente»: una delibera comunale che alza l'aliquota a maggio non tocca l'acconto di quell'anno, solo il saldo. Il sostituto lo trattiene «in un numero massimo di nove rate mensili, effettuate a partire dal mese di marzo». Il saldo è determinato all'atto del conguaglio e trattenuto in un massimo di undici rate, con lo stesso limite di dicembre valido per la regionale.
- 1° gennaio: Il domicilio fiscale a questa data individua la Regione e il Comune destinatari dell'addizionale dell'anno — art. 50, comma 5, D.Lgs. 446/1997 e art. 1, comma 4, D.Lgs. 360/1998; un trasferimento successivo non sposta l'ente destinatario
- Da marzo, per un massimo di nove rate mensili: Trattenuta dell'acconto dell'addizionale comunale dell'anno in corso, pari al 30% calcolato sull'imponibile dell'anno precedente — art. 1, commi 4 e 5, D.Lgs. 360/1998; aliquota e soglia di esenzione sono quelle vigenti nell'anno precedente
- Entro il 28 febbraio dell'anno successivo: Operazioni di conguaglio: il sostituto determina l'addizionale regionale e il saldo di quella comunale dovuti per l'anno chiuso — art. 23, comma 3, D.P.R. 600/1973 per il termine del conguaglio; art. 50, comma 4, D.Lgs. 446/1997 e art. 1, comma 5, D.Lgs. 360/1998
- Dal periodo di paga successivo al conguaglio, non oltre dicembre: Trattenuta dell'addizionale regionale e del saldo comunale, in un massimo di undici rate ciascuno — il limite è il periodo di paga per il quale le ritenute sono versate nel mese di dicembre
- Giorno 16 del mese successivo a ciascuna trattenuta: Versamento con F24 delle rate trattenute, con i codici 3802, 3847 e 3848 nelle rispettive sezioni — art. 50, comma 5, D.Lgs. 446/1997: modalità e termini sono quelli del versamento delle ritenute
- Alla cessazione del rapporto di lavoro: L'addizionale residua è prelevata in unica soluzione nel periodo di paga in cui si svolgono le operazioni di conguaglio — art. 50, comma 4, D.Lgs. 446/1997 e art. 1, comma 5, D.Lgs. 360/1998
In caso di cessazione del rapporto entrambe le addizionali residue sono prelevate in unica soluzione, nel periodo di paga in cui si svolgono le operazioni di conguaglio: è la ragione per cui l'ultima busta paga di un dipendente che si dimette è quasi sempre più pesante del previsto.
Quello che il sostituto certifica nella CU, e con quale codice
Le istruzioni della Certificazione Unica 2026 dell'Agenzia delle entrate chiudono il cerchio fra la delega e la certificazione, perché indicano per ciascun punto della CU i codici tributo con cui la somma dev'essere stata versata. Le addizionali regionali si riportano se versate con i codici 3802 e 381E; l'acconto dell'addizionale comunale con i codici 3847 e 385E; il saldo, e l'addizionale comunale trattenuta a titolo d'imposta, con i codici 3848 e 384E. I codici che terminano con la lettera E appartengono al modello «F24 enti pubblici», usato dalle amministrazioni.
La conseguenza pratica riguarda la quadratura di fine anno: se una rata è stata versata con il codice sbagliato — tipicamente il saldo comunale esposto come acconto — la CU non torna con l'F24, e la correzione richiede di intervenire sul versamento, non sulla certificazione.
Il domicilio fiscale al 1° gennaio decide chi incassa
L'addizionale regionale «è versata [...] alla regione in cui il contribuente ha il domicilio fiscale alla data del 1° gennaio dell'anno cui si riferisce l'addizionale stessa». La comunale è «dovuta alla provincia e al comune nel quale il contribuente ha il domicilio fiscale alla data del 1° gennaio dell'anno cui si riferisce l'addizionale stessa, per le parti spettanti».
Un trasferimento di residenza a febbraio, quindi, non sposta l'ente destinatario dell'addizionale di quell'anno: il codice ente da indicare nell'F24 resta quello del Comune e della Regione al 1° gennaio. È l'errore più costoso da correggere, perché il versamento è già affluito a un ente diverso da quello competente.
Sulla misura del prelievo il margine dei Comuni è delimitato: la variazione dell'aliquota di compartecipazione «non può eccedere complessivamente 0,8 punti percentuali», e con lo stesso regolamento il Comune può stabilire una soglia di esenzione in ragione del possesso di specifici requisiti reddituali. L'aliquota dell'addizionale regionale è invece quella fissata dalla Regione in cui il contribuente ha la residenza, applicata al reddito complessivo determinato ai fini IRPEF al netto degli oneri deducibili.
Riferimenti normativi
- Art. 50, commi 1, 2, 4 e 5, del D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446: istituzione dell'addizionale regionale all'IRPEF, determinazione con l'aliquota della Regione di residenza, trattenuta in un massimo di undici rate dal conguaglio, versamento alla Regione del domicilio fiscale al 1° gennaio.
- Art. 1, commi 3, 3-bis, 4 e 5, del D.Lgs. 28 settembre 1998, n. 360: variazione dell'aliquota comunale entro 0,8 punti percentuali, soglia di esenzione, acconto del 30% con aliquota e soglia dell'anno precedente, nove rate mensili da marzo per l'acconto e undici per il saldo.
- Certificazione Unica 2026, istruzioni dell'Agenzia delle entrate: codici tributo 3802 e 381E per l'addizionale regionale, 3847 e 385E per l'acconto dell'addizionale comunale, 3848 e 384E per il saldo.
- Tabella dei codici tributo dell'Agenzia delle entrate, ricerca per singolo codice tributo (
https://www1.agenziaentrate.gov.it/servizi/codici/ricerca/RicercaTributo.php, consultata il 5 settembre 2026): denominazioni ufficiali di 3802, 3847 e 3848 per il sostituto d'imposta, e di 3843 e 3844 per l'addizionale comunale in autotassazione, tutti riferiti alla risoluzione n. 368/E del 12 dicembre 2007. - Risoluzione dell'Agenzia delle entrate n. 18/E del 28 aprile 2023: tabelle T0 (codici delle Regioni e delle Province autonome) e T4 (codici catastali dei Comuni) per la valorizzazione del codice ente, e istituzione dei codici sanzione per il ravvedimento sulle addizionali trattenute dal sostituto — 8950 e 8951 nella sezione Regioni, 8952 e 8953 nella sezione «IMU e altri tributi locali».
- Art. 11 del TUIR (D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917): aliquote e scaglioni IRPEF su cui si innesta il presupposto delle addizionali. Sulla base di calcolo: base imponibile IRPEF.
Disclaimer
Le informazioni in questa scheda hanno scopo informativo e divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista qualificato. Aggiornata al 5 settembre 2026.
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