Reddito enti non commerciali: art. 143-144 TUIR
Determinazione del reddito degli enti non commerciali (art. 143-144 TUIR): quattro categorie reddituali, contabilità separata e pro-rata sulle spese promiscue
31/05/2026
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In sintesi
L'art. 143 del D.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917 (TUIR) stabilisce che il reddito complessivo degli enti non commerciali — gli enti pubblici e privati diversi dalle società che non hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciale (art. 73, comma 1, lett. c) — è formato dai redditi fondiari, di capitale, d'impresa e diversi, ovunque prodotti, esclusi quelli esenti o soggetti a ritenuta a titolo d'imposta o a imposta sostitutiva. Manca, rispetto alle persone fisiche, la categoria del lavoro. L'art. 144 disciplina la determinazione: ciascuna categoria si calcola distintamente con le regole del Titolo I, l'attività commerciale richiede contabilità separata e le spese promiscue sono deducibili pro-rata.
Quando si applica
La disciplina riguarda gli enti non commerciali residenti ex art. 73, comma 1, lett. c) del TUIR: associazioni non riconosciute, fondazioni, comitati, enti ecclesiastici, enti privati che svolgono in via prevalente attività non commerciale. La qualifica fiscale di «ente non commerciale» è una categoria generale dell'imposizione diretta e va tenuta distinta dagli Enti del Terzo Settore (ETS) iscritti al RUNTS, soggetti al regime speciale del D.Lgs. 117/2017 (artt. 79-80 per le imposte dirette): un ente può essere fiscalmente non commerciale senza essere un ETS, e gli artt. 143-144 TUIR si applicano agli enti non commerciali che non rientrano (o non hanno optato per) le regole del Codice del Terzo Settore.
Sul piano oggettivo, l'art. 143, comma 1 precisa che non si considerano commerciali le prestazioni di servizi non rientranti nell'art. 2195 c.c. rese in conformità alle finalità istituzionali, senza specifica organizzazione e verso corrispettivi che non eccedono i costi di diretta imputazione. Restano fuori dal reddito anche le entrate del comma 3.
Come si applica nella pratica
Il reddito complessivo è determinato sommando le quattro categorie reddituali (art. 143, comma 2, che rinvia all'art. 8). Ogni categoria si calcola distintamente in base al risultato di tutti i cespiti che vi rientrano (art. 144, comma 1).
| Categoria reddituale | Regola di determinazione | Fonte |
|---|---|---|
| Fondiari | Rendite catastali / canoni; immobili storico-artistici → reddito medio ordinario art. 37, c. 1 ridotto del 50% | Art. 144, c. 1 |
| Capitale | Regole Titolo I, salvo ritenute a titolo d'imposta che escludono dal reddito | Artt. 143, c. 1 e 144, c. 1 |
| Impresa | Solo se vi è attività commerciale, con contabilità separata | Art. 144, cc. 1-2 |
| Diversi | Regole del Titolo I | Art. 144, c. 1 |
Per l'attività commerciale è obbligatoria la contabilità separata (art. 144, comma 2). Gli enti soggetti alla contabilità pubblica ne sono esonerati se osservano le modalità della contabilità pubblica obbligatoria (comma 6).
Le spese e i componenti negativi promiscui — relativi a beni e servizi adibiti sia all'attività commerciale sia ad altre attività — sono deducibili pro-rata (art. 144, comma 4) secondo la formula:
quota deducibile = costo promiscuo × (ricavi e proventi del reddito d'impresa / ammontare complessivo di tutti i ricavi e proventi)
Per gli immobili a uso promiscuo è deducibile la rendita catastale o il canone (anche di leasing) nella stessa proporzione.
Non concorrono in ogni caso a formare il reddito (art. 143, comma 3): a) i fondi da raccolte pubbliche occasionali in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione; b) i contributi delle Amministrazioni pubbliche per attività convenzionate o in regime di accreditamento a finalità sociali. Le regole di accesso alla contabilità semplificata (art. 18 D.P.R. 600/1973: ricavi fino a 500.000 € per i servizi e 800.000 € per le altre attività) aprono inoltre la strada al regime forfetario degli enti non commerciali.
Esempi pratici
Esempio 1 — Associazione culturale con quota commerciale
Un'associazione culturale incassa 60.000,00 € di quote e contributi istituzionali e gestisce un bar sociale aperto ai non soci che produce ricavi commerciali per 25.000,00 €. Solo il bar genera reddito d'impresa, da determinare con contabilità separata; le quote associative restano fuori dal reddito d'impresa. L'energia elettrica della sede, usata sia per le attività istituzionali sia per il bar, è un costo promiscuo: con ricavi commerciali pari a 25.000,00 € su 85.000,00 € totali, è deducibile per il 29,41% (25.000 / 85.000).
Esempio 2 — Fondazione con immobile storico locato
Una fondazione possiede un immobile vincolato di interesse storico-artistico locato a terzi non in regime d'impresa. Il reddito fondiario si determina sul reddito medio ordinario (art. 37, comma 1) ridotto del 50% ai sensi dell'art. 144, comma 1, e concorre alla categoria dei redditi fondiari del reddito complessivo, indipendentemente dall'eventuale attività commerciale dell'ente.
Esempio 3 — Raccolta pubblica di fondi occasionale
Un comitato organizza, in occasione del Natale, una vendita di beni di modico valore raccogliendo 12.000,00 € a sostegno di un progetto sociale. Trattandosi di raccolta pubblica occasionale in concomitanza di una ricorrenza (art. 143, comma 3, lett. a), i fondi non concorrono alla formazione del reddito, a prescindere dalla qualifica commerciale o meno dell'ente.
Errori comuni e come evitarli
- Confondere ente non commerciale e ETS: l'ente non commerciale è una categoria fiscale generale (art. 73, c. 1, lett. c); l'ETS è chi è iscritto al RUNTS e applica il D.Lgs. 117/2017. Verificare sempre quale regime si applica prima di determinare il reddito.
- Cercare una categoria «lavoro»: il reddito complessivo dell'ente è formato solo da fondiari, capitale, impresa e diversi (art. 143, c. 1). Imputare alla categoria sbagliata componenti di altra natura falsa il calcolo.
- Omettere la contabilità separata: l'attività commerciale impone contabilità separata (art. 144, c. 2); senza, i costi commerciali non sono correttamente isolabili e la deduzione pro-rata diventa indifendibile in sede di controllo.
- Dedurre per intero le spese promiscue: i costi a uso promiscuo vanno deducibili solo nella quota corrispondente al rapporto ricavi commerciali / ricavi totali (art. 144, c. 4), non integralmente.
- Tassare le raccolte pubbliche occasionali: i fondi da raccolte occasionali e i contributi pubblici per attività convenzionate non concorrono al reddito (art. 143, c. 3); includerli genera un'imposizione indebita.
- Includere redditi a ritenuta a titolo d'imposta: i redditi soggetti a ritenuta a titolo d'imposta o a imposta sostitutiva sono esclusi dal reddito complessivo (art. 143, c. 1); sommarli comporta una doppia imposizione.
Riferimenti normativi
- D.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917 (TUIR), art. 143 — Reddito complessivo degli enti non commerciali (commi 1, 2 e 3).
- D.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917 (TUIR), art. 144 — Determinazione dei redditi (categorie distinte, contabilità separata, deduzione pro-rata delle spese promiscue).
- D.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917 (TUIR), art. 73, comma 1, lett. c — Soggetti passivi IRES: enti non commerciali residenti.
- D.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917 (TUIR), art. 8 — Determinazione del reddito complessivo.
- D.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917 (TUIR), art. 37, comma 1 — Reddito medio ordinario dei fabbricati.
- D.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917 (TUIR), art. 90 — Proventi immobiliari delle imprese.
- D.P.R. 29 settembre 1973 n. 600, art. 18 — Contabilità semplificata delle imprese minori (soglie 500.000 / 800.000 €).
- D.Lgs. 3 luglio 2017 n. 117 (Codice del Terzo Settore), artt. 79-80 — Regime fiscale ETS imposte dirette.
Risorse correlate
- Soggetti passivi IRES e residenza (art. 73 TUIR)
- Enti associativi e decommercializzazione (art. 148 TUIR)
- Regime forfetario degli enti non commerciali (art. 145 TUIR)
- Regime fiscale imposte dirette degli ETS (artt. 79-80 D.Lgs. 117/2017)
Disclaimer
Le informazioni in questa scheda hanno scopo informativo e divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista qualificato. Aggiornata al 2026-05-31.
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