Marchi collettivi e certificazione 2025: promozione estero
Marchi collettivi e di certificazione 2025: contributo MIMIT pari al 70% delle spese ai titolari del marchio per promuoverlo all'estero
22/06/2026
4 min lettura
In sintesi
La Promozione dei marchi collettivi e di certificazione 2025 è l'intervento del MIMIT che sostiene le attività di promozione all'estero dei marchi collettivi e di certificazione, nella forma di un contributo a fondo perduto pari al 70% delle spese ammissibili. La misura si rivolge ai soggetti titolari di marchi collettivi o di certificazione già registrati al momento della domanda. Lo sportello di questa edizione si è chiuso il 30 gennaio 2026: si tratta quindi di una finestra non più aperta, ma di una linea di intervento che il MIMIT ripropone periodicamente con nuovi bandi. Chi è interessato deve presidiare le pubblicazioni ufficiali per cogliere la riapertura.
Quando si applica
La misura è pensata per valorizzare sui mercati esteri i marchi che rappresentano una collettività di imprese o che attestano caratteristiche e qualità di prodotti e servizi.
Sul piano soggettivo i destinatari tipici sono i soggetti titolari del marchio collettivo o di certificazione: consorzi, associazioni di categoria, enti e organismi che gestiscono questi segni distintivi a beneficio delle imprese aderenti. Il requisito oggettivo essenziale è che il marchio sia già registrato al momento della presentazione della domanda: non sono ammessi marchi in corso di registrazione o semplicemente depositati.
Casistiche concrete:
- un consorzio di tutela che vuole far conoscere all'estero il proprio marchio collettivo a garanzia dell'origine e della qualità;
- un'associazione di produttori che promuove un marchio di certificazione su una fiera internazionale di settore;
- un ente titolare di un marchio di certificazione che intende rafforzarne la riconoscibilità presso buyer e distributori esteri.
Restano fuori dal perimetro i singoli marchi d'impresa individuali, che trovano sostegno in altre linee dedicate alla tutela e valorizzazione della proprietà industriale.
Come si applica nella pratica
La forma dell'aiuto è un contributo a fondo perduto concesso nella misura del 70% delle spese valutate ammissibili. Le spese agevolabili riguardano in via generale le attività di promozione internazionale del marchio: la tipologia puntuale di costi ammessi, i massimali per beneficiario e gli eventuali limiti per singola voce sono definiti dal bando ufficiale, da consultare nei valori esatti.
| Elemento | Contenuto |
|---|---|
| Tipo di aiuto | Contributo a fondo perduto |
| Intensità | 70% delle spese ammissibili |
| Oggetto | Promozione all'estero del marchio |
| Requisito chiave | Marchio collettivo/di certificazione già registrato |
| Stato sportello | Chiuso il 30 gennaio 2026 |
La procedura segue le regole fissate dal bando: domande presentate nella finestra prevista, con istruttoria sulle spese e sui progetti di promozione. I massimali per domanda, le percentuali per singola voce, l'eventuale regime di aiuto applicabile (de minimis o altro) e le regole di cumulo con altre agevolazioni vanno verificati nel testo del bando, perché non sono parametri da assumere a priori. Per la presentazione e la rendicontazione occorre fare riferimento alla modulistica e alle piattaforme indicate dal Ministero nel provvedimento attuativo.
Esempi pratici
Esempio 1 — Consorzio di tutela su fiera internazionale
Un consorzio titolare di un marchio collettivo, già registrato, sostiene spese di promozione su una fiera estera per 40.000,00 €. Con un'intensità del 70% il contributo teorico sarebbe pari a 28.000,00 €, fermo restando il rispetto dei massimali e delle voci ammissibili fissati dal bando.
Esempio 2 — Associazione con campagna di comunicazione estera
Un'associazione di produttori titolare di un marchio di certificazione pianifica una campagna di comunicazione all'estero da 60.000,00 € di spese ammissibili. Il contributo al 70% ammonterebbe a 42.000,00 €, ma resta soggetto al tetto massimo per beneficiario eventualmente previsto dal provvedimento.
Esempio 3 — Domanda fuori finestra (sportello chiuso)
Un ente decide a febbraio 2026 di chiedere il contributo, ma lo sportello di questa edizione si è chiuso il 30 gennaio 2026: la domanda non è più presentabile. La scelta corretta è preparare il progetto e la documentazione del marchio per essere pronti alla riapertura di un'eventuale nuova edizione del bando.
Errori comuni e come evitarli
- Presentare con marchio non ancora registrato: il requisito è che il marchio collettivo o di certificazione sia già registrato al momento della domanda; un deposito in corso non basta.
- Confondere il marchio collettivo con il marchio individuale d'impresa: questa linea sostiene solo marchi collettivi e di certificazione, non i singoli marchi d'impresa.
- Dare per scontata l'intensità su ogni voce: il 70% si applica alle spese valutate ammissibili; non tutte le spese sostenute sono necessariamente ammesse.
- Ignorare massimali e regime di aiuto: il tetto per beneficiario e il regime (es. de minimis) li fissa il bando; non vanno assunti, ma letti.
- Considerare la misura sempre aperta: lo sportello di questa edizione è chiuso dal 30 gennaio 2026; le finestre si riaprono solo con nuovi bandi.
Riferimenti normativi
- Scheda incentivo MIMIT — Promozione dei marchi collettivi e di certificazione 2025 (Bando Marchi Collettivi 2025), con termine di presentazione delle domande chiuso il 30 gennaio 2026.
- I decreti direttoriali di apertura, le regole di ammissibilità e i massimali sono richiamati nel bando ufficiale pubblicato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy: consultare il testo per gli importi e i parametri puntuali.
Risorse correlate
Disclaimer
Le informazioni in questa scheda hanno scopo informativo e divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista qualificato. Aggiornata al 2026-06-22.
Disclaimer. Informazione di supporto, NON sostituisce parere professionista qualificato. Aggiornata al 22/06/2026.