Bonus mamme 2026: 60 euro al mese pagati dall'INPS a dicembre
Spetta alle madri con due figli (il più piccolo sotto i 10 anni) o tre o più (sotto i 18) e redditi fino a 40.000 euro: fino a 720 euro, fuori dalla busta paga.
17/10/2026
12 min lettura
In sintesi
Per il 2026 le lavoratrici madri con due figli, il più piccolo sotto i dieci anni, o con tre o più figli, il più piccolo sotto i diciotto, ricevono dall'INPS 60 € per ogni mese o frazione di mese di lavoro, fino a dodici mensilità e a 720 € in tutto. Il bonus si chiede all'INPS con una domanda e l'INPS paga tutte le mensilità dell'anno in un'unica soluzione nel mese di dicembre 2026, con accredito sul conto indicato dalla lavoratrice o con bonifico domiciliato. Non è tassato, non sconta contributi e non entra nell'ISEE.
Lo prevede l'art. 1, comma 207, della legge 30 dicembre 2025 n. 199 (legge di bilancio 2026), e le istruzioni sono nella circolare INPS n. 106 del 16 ottobre 2026. È la prosecuzione del bonus 2025 dell'art. 6 del DL 30 giugno 2025 n. 95, che valeva 40 € al mese: i requisiti restano quelli, cambia l'importo, e per quanto la nuova circolare non dice restano validi, se compatibili, i criteri della circolare n. 139 del 28 ottobre 2025.
Le condizioni vanno possedute tutte insieme: oltre ai figli, un lavoro dipendente (escluso il lavoro domestico) oppure autonomo con iscrizione a una gestione previdenziale obbligatoria, a una cassa professionale o alla Gestione separata, e redditi da lavoro 2026 non superiori a 40.000 €. Con tre o più figli il bonus non spetta nei mesi in cui la lavoratrice ha un contratto a tempo indeterminato, apprendistato compreso: per quei mesi c'è invece, se ne ricorrono i requisiti, l'esonero totale della quota IVS a suo carico fino al 31 dicembre 2026, previsto dall'art. 1, comma 180, della legge 30 dicembre 2023 n. 213.
La data da cui si potrà presentare la domanda non è ancora stata fissata: l'INPS la comunicherà con un messaggio.
Lo paga l'INPS, non il datore di lavoro: in busta paga non passa niente
Per chi gestisce le paghe di una PMI la prima cosa da sapere è che cosa non fare. La circolare n. 106/2026 descrive un beneficio che l'INPS riconosce a domanda della lavoratrice e che l'INPS stesso paga: non prevede importi da anticipare in busta paga, recuperi in sede di conguaglio o righe nel flusso UniEmens. Il datore di lavoro vi compare soltanto a proposito del reddito da contare, che per le dipendenti si considera al netto dei contributi obbligatori trattenuti in busta paga.
Il pagamento segue tre regole. Tutte le mensilità spettanti dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 si pagano insieme nel mese di dicembre 2026, con la mensilità di dicembre; eventuali altre tempistiche le comunicherà l'INPS con un successivo messaggio. L'accredito va su un conto dotato di IBAN oppure avviene con bonifico domiciliato, secondo la scelta fatta nella domanda: il servizio propone gli IBAN già registrati presso l'INPS per altre prestazioni (il Sistema Unico di Gestione IBAN, SUGI) o ne accetta uno nuovo, e per un conto in area SEPA fuori dall'Italia serve il modulo MV70, se non è già stato consegnato in passato. Infine la somma non è imponibile né ai fini fiscali né ai fini contributivi e non rileva per la determinazione dell'ISEE.
La misura è a carico dello Stato, nel limite di spesa di 630 milioni di euro per il 2026.
All'ufficio del personale e al commercialista resta un altro compito: aiutare la lavoratrice a capire se rientra, perché due dei requisiti si leggono nei dati delle paghe. Il primo è il tipo di contratto mese per mese, decisivo per chi ha tre figli; il secondo è il reddito da lavoro dell'anno, al netto dei contributi obbligatori.
Figli, lavoro e reddito: le tre condizioni da avere insieme
I figli. Servono due figli con il più piccolo sotto i dieci anni, oppure tre o più figli con il più piccolo sotto i diciotto; contano anche i figli adottati o in affidamento preadottivo. Il requisito deve esserci al 1° gennaio 2026 oppure maturare entro il 31 dicembre 2026, e se matura dopo il 1° gennaio il bonus parte dal mese in cui matura. Con la nascita del secondo figlio, o di uno successivo, nel corso del 2026 il requisito si fissa nel mese della nascita e non si perde né per l'eventuale decesso del bambino né per l'affidamento esclusivo di uno o più figli al padre. Non contano i figli per i quali è cessata la responsabilità genitoriale.
Una volta maturato, il requisito vale per tutto l'anno, salvo i periodi di sospensione della responsabilità genitoriale, oppure fino al compimento dei dieci anni del secondo figlio (con due figli) o dei diciotto anni del più piccolo (con tre o più). Negli esempi della circolare il mese del compleanno è ancora pagato: se il più piccolo di due figli compie dieci anni il 15 settembre 2026, il bonus spetta da gennaio a settembre.
Il lavoro. Rientrano le dipendenti pubbliche e private, comprese le lavoratrici intermittenti e quelle in somministrazione, con esclusione del lavoro domestico. Rientrano anche le lavoratrici autonome iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie autonome, alle casse professionali dei D.Lgs. 30 giugno 1994 n. 509 e 10 febbraio 1996 n. 103 o alla Gestione separata. Restano fuori le titolari di cariche sociali e le imprenditrici non iscritte all'assicurazione generale obbligatoria o alle sue forme sostitutive, esclusive ed esonerative.
Il bonus spetta solo per i mesi, o le frazioni di mese, in cui il rapporto di lavoro o l'attività autonoma è in corso, esclusi i periodi di sospensione. Per le iscritte alle gestioni speciali degli autonomi contano i periodi per i quali c'è l'obbligo contributivo legato all'effettivo esercizio dell'attività, per le professioniste i mesi di iscrizione alla cassa nel 2026, per le iscritte alla Gestione separata i periodi di effettiva attività di competenza del 2026.
Il reddito. La somma dei redditi da lavoro, dipendente o autonomo, rilevanti ai fini delle imposte per il 2026 non deve superare 40.000 €. Che cosa entra nel conto lo spiega la sezione che segue.
- Domanda: Nel 2026 ha due figli con il più piccolo sotto i 10 anni, o tre o più con il più piccolo sotto i 18?
- Sì → È dipendente (non domestica) o autonoma iscritta a una gestione obbligatoria, a una cassa professionale o alla Gestione separata?
- No → Il bonus non spetta
- Domanda: È dipendente (non domestica) o autonoma iscritta a una gestione obbligatoria, a una cassa professionale o alla Gestione separata?
- Sì → I redditi da lavoro 2026 restano entro 40.000 euro?
- No → Il bonus non spetta
- Domanda: I redditi da lavoro 2026 restano entro 40.000 euro?
- Sì → Ha tre o più figli e un contratto a tempo indeterminato, apprendistato compreso?
- No → Il bonus non spetta
- Domanda: Ha tre o più figli e un contratto a tempo indeterminato, apprendistato compreso?
- Sì → Niente bonus nei mesi a tempo indeterminato: per quei mesi si valuta l'esonero IVS fino al 31 dicembre 2026
- No → Spetta: 60 euro per ogni mese o frazione di mese di lavoro nel 2026, fino a 720 euro
- Esito: Il bonus non spetta
- Esito: Niente bonus nei mesi a tempo indeterminato: per quei mesi si valuta l'esonero IVS fino al 31 dicembre 2026
- Esito: Spetta: 60 euro per ogni mese o frazione di mese di lavoro nel 2026, fino a 720 euro
Il tetto dei 40.000 euro: che cosa si somma e che cosa resta fuori
Si sommano tutti i redditi da lavoro della lavoratrice, anche quelli esenti o tassati con un regime sostitutivo o agevolato, presi al lordo delle franchigie e delle riduzioni percentuali previste dalle norme fiscali. Entrano anche i redditi che sostituiscono la retribuzione mentre il rapporto è in corso: indennità di maternità, di malattia o di congedo straordinario, trattamenti di integrazione salariale. Non entrano le prestazioni legate alla fine del rapporto, come NASpI e DIS-COLL, né le pensioni, comprese quelle ai superstiti.
Per le dipendenti il reddito si considera al netto dei contributi previdenziali obbligatori trattenuti dal datore di lavoro; i contributi facoltativi, compresi quelli versati per riscatti o ricongiunzioni, invece non si tolgono. Il requisito si dichiara nella domanda quando il reddito 2026 non è ancora chiuso, e conviene stimarlo con i dati delle paghe: le dichiarazioni restano soggette ai controlli anche dopo il pagamento, come si vede nella sezione sulla domanda.
Tre figli e contratto a tempo indeterminato: al posto del bonus c'è l'esonero IVS
Con due figli il tipo di contratto non conta, e il bonus spetta anche alla dipendente a tempo indeterminato. Con tre o più figli, invece, il bonus non è riconosciuto per i mesi in cui c'è, anche solo per una parte del mese, un rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Queste lavoratrici, infatti, possono accedere fino al 31 dicembre 2026 all'esonero del 100 per cento dei contributi per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti (IVS) per la quota a loro carico, previsto dall'art. 1, comma 180, della legge n. 213/2023.
Da qui discendono quattro conseguenze pratiche. L'apprendistato conta come contratto a tempo indeterminato, come stabilisce l'art. 41, comma 1, del D.Lgs. 15 giugno 2015 n. 81, quindi un'apprendista con tre figli non prende il bonus. Se un contratto a termine viene trasformato a tempo indeterminato, il bonus si ferma dal mese della trasformazione: per una madre di tre figli trasformata a luglio 2026 spetta da gennaio a giugno, e da luglio può accedere all'esonero, se ne ricorrono i requisiti. Una dipendente a tempo indeterminato con due figli che nel 2026 ha il terzo perde il bonus dal mese della nascita. Con tre figli tutti maggiorenni, infine, non spetta né il bonus né l'esonero.
| Voce | Nuovo bonus mamme 2026 | Esonero IVS (art. 1, c. 180, L. 213/2023) |
|---|---|---|
| A chi spetta | Madri con due figli, il più piccolo sotto i 10 anni, o con tre o più figli, il più piccolo sotto i 18 | Madri con almeno tre figli titolari di un rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato |
| Contratto a tempo indeterminato | Con due figli non conta; con tre o più figli il bonus non spetta nei mesi a tempo indeterminato, apprendistato compreso | È il presupposto dell'esonero |
| In che cosa consiste | 60 euro al mese, fino a 720 euro, pagati dall'INPS su domanda | Esonero del 100 per cento dei contributi IVS per la quota a carico della lavoratrice |
| Periodo | I mesi del 2026, pagati in un'unica soluzione a dicembre 2026 | Fino al 31 dicembre 2026 |
| Tre figli tutti maggiorenni | Non spetta | Non spetta |
C'è poi un terzo strumento da non confondere con i primi due: l'esonero contributivo parziale dell'art. 1, comma 219, della legge 30 dicembre 2024 n. 207, la cui decorrenza la legge di bilancio 2026 (art. 1, comma 206) ha spostato al 2027. Il bonus 2026 opera in attesa che quell'esonero diventi operativo, e la circolare n. 106/2026 si limita a ricordarne il rinvio.
Cinque dipendenti madri in una PMI: chi prende il bonus e quanto
Un'azienda metalmeccanica di 42 dipendenti in provincia di Vicenza fa il punto, a ottobre 2026, sulle cinque dipendenti madri, per spiegare a ciascuna se ha senso presentare la domanda e per quali mesi.
Laura, impiegata a tempo indeterminato, ha due figli e il più piccolo compie dieci anni il 14/08/2026: il bonus spetta da gennaio ad agosto, 8 mesi per 60 €, cioè 480 €. Chiara è stata assunta come operaia a tempo determinato dal 16/02/2026 al 31/12/2026 e ha due figli di 4 e 7 anni; a gennaio percepiva la NASpI, che non entra nel conto del reddito. Febbraio conta come frazione di mese, quindi i mesi sono 11 e il bonus è di 660 €.
Sara ha tre figli, il più piccolo di 6 anni, e il suo contratto a termine è stato trasformato a tempo indeterminato dal 01/06/2026: spetta da gennaio a maggio, 5 mesi per 300 €, e da giugno si guarda all'esonero IVS. Elena è apprendista e ha tre figli di 2, 5 e 9 anni: l'apprendistato vale come tempo indeterminato, quindi il bonus non spetta e resta l'esonero IVS, se ne ricorrono i requisiti. Marta, quadro, ha due figli di 3 e 6 anni ma redditi da lavoro 2026 stimati in 43.500 € al netto dei contributi obbligatori: supera i 40.000 € e il bonus non le spetta.
| Dipendente e contratto | Figli e situazione nel 2026 | Redditi da lavoro 2026 stimati, al netto dei contributi obbligatori | Mesi spettanti | Bonus pagato dall'INPS a dicembre 2026 |
|---|---|---|---|---|
| Laura, impiegata a tempo indeterminato | Due figli, il più piccolo compie 10 anni il 14/08/2026 | 27.800,00 € | 8 | 480,00 € |
| Chiara, operaia a tempo determinato dal 16/02/2026 | Due figli di 4 e 7 anni; febbraio conta come frazione di mese | 24.600,00 € | 11 | 660,00 € |
| Sara, tempo determinato trasformato dal 01/06/2026 | Tre figli, il più piccolo di 6 anni: bonus fino a maggio | 29.400,00 € | 5 | 300,00 € |
| Elena, apprendista | Tre figli di 2, 5 e 9 anni: apprendistato vale come tempo indeterminato | 19.900,00 € | 0 | 0,00 € |
| Marta, quadro a tempo indeterminato | Due figli di 3 e 6 anni, redditi da lavoro oltre 40.000 euro | 43.500,00 € | 0 | 0,00 € |
| Bonus complessivo delle cinque dipendenti | 1.440,00 € |
Le tre domande utili valgono in tutto 1.440 €, che l'INPS, se le accoglie, pagherà nel dicembre 2026 direttamente a Laura, Chiara e Sara, ciascuna sul proprio conto. L'azienda non anticipa, non recupera e non versa nulla: il suo contributo è dare alle dipendenti i dati che servono per la domanda, cioè i mesi di contratto, la data della trasformazione e il reddito al netto dei contributi. Sara chiederà soltanto le mensilità da gennaio a maggio, perché con tre figli deve dichiarare di non avere un contratto a tempo indeterminato nei mesi richiesti.
La domanda: canali, dichiarazioni e che cosa succede dopo
La domanda si presenta in tre modi: sul sito www.inps.it con un'identità digitale (SPID di almeno livello 2, CIE di livello 3, CNS o eIDAS), tramite il Contact Center Multicanale al numero verde 803.164, gratuito da rete fissa, o al numero 06 164.164 da cellulare, a pagamento, oppure tramite un istituto di patronato. Per una lavoratrice minorenne o incapace di agire la presenta il genitore che esercita la responsabilità genitoriale, il tutore o il curatore, ma i requisiti si verificano su di lei; il genitore può registrare online la delega a proprio nome, come spiega il messaggio INPS n. 171 del 13 gennaio 2022.
Nella domanda la lavoratrice dichiara, ai sensi del DPR 28 dicembre 2000 n. 445, di possedere insieme tutti i requisiti per le mensilità che chiede: il numero e l'età dei figli, il tipo di lavoro e redditi da lavoro 2026 non superiori a 40.000 €; con tre o più figli, se dipendente, dichiara anche di non avere un contratto a tempo indeterminato nei mesi richiesti. Per ogni figlio indica i dati anagrafici, la data di nascita (o, per i figli adottati o in affidamento preadottivo, la data di ingresso nel nucleo familiare) e il codice fiscale, se attribuito. Senza codice fiscale va allegata la documentazione che prova la filiazione e l'esistenza in vita dei figli: per le cittadine di un Paese dell'Unione europea il certificato o documento pubblico previsto dal regolamento (UE) 2016/1191, per quelle di un Paese che aderisce alla Convenzione dell'Aja un documento apostillato, per gli altri Paesi un documento legalizzato.
L'INPS controlla i requisiti con verifiche automatiche sui dati che già possiede: la genitorialità, il numero dei figli e, mese per mese, la presenza di un rapporto di lavoro o di un'attività autonoma utile. L'esito è un provvedimento di accoglimento, di accoglimento parziale per alcune mensilità o di rigetto. Contro il rigetto o l'accoglimento parziale la lavoratrice può chiedere il riesame, solo per via telematica ed entro il termine indicato nel provvedimento.
Le dichiarazioni e i documenti restano soggetti ai controlli del DPR n. 445/2000 anche dopo il pagamento. Una dichiarazione mendace comporta le sanzioni amministrative e penali, la decadenza dal beneficio ai sensi degli artt. 75 e 76 dello stesso decreto, il recupero del bonus e la segnalazione alla Procura della Repubblica.
- 1° gennaio 2026: Data a cui si guarda il requisito dei figli — Se matura dopo, il bonus parte dal mese in cui matura.
- 16 ottobre 2026: Circolare INPS n. 106: requisiti, misura e domanda
- Data da comunicare: Apertura del servizio per le domande — L'INPS la comunicherà con un messaggio; domanda online, tramite Contact Center o patronato.
- Dicembre 2026: Pagamento in un'unica soluzione di tutte le mensilità 2026 — Insieme alla mensilità di dicembre; eventuali altre tempistiche saranno comunicate con un messaggio.
- 31 dicembre 2026: Ultimo giorno per maturare il requisito dei figli — È anche il termine dell'esonero IVS delle madri con tre o più figli a tempo indeterminato.
- Dal 2027: Decorrenza dell'esonero contributivo parziale dell'art. 1, c. 219, L. 207/2024
Le domande di chi ci arriva
Il bonus mamme 2026 arriva in busta paga?
No. Lo paga l'INPS, su domanda della lavoratrice, con accredito sul conto indicato o con bonifico domiciliato, e tutte le mensilità del 2026 arrivano insieme nel mese di dicembre 2026. La circolare non prevede anticipi né recuperi da parte del datore di lavoro: il dettaglio è nella sezione sul pagamento.
Sul bonus mamme 2026 si pagano le tasse, e fa alzare l'ISEE?
No in tutti e due i casi. Secondo l'art. 1, comma 207, della legge di bilancio 2026, come riporta la circolare INPS n. 106/2026, il bonus non è imponibile né ai fini fiscali né ai fini contributivi e non rileva per la determinazione dell'ISEE.
Ho tre figli e un contratto a tempo indeterminato: posso chiedere il bonus mamme?
No per i mesi in cui il contratto a tempo indeterminato c'è, anche solo in parte, e l'apprendistato conta come tempo indeterminato. Al suo posto c'è, se ne ricorrono i requisiti, l'esonero del 100 per cento della quota IVS a carico della lavoratrice fino al 31 dicembre 2026. Con due figli il contratto a tempo indeterminato non esclude il bonus.
Fino a che età dei figli spetta il bonus mamme?
Con due figli fino al mese in cui il più piccolo compie dieci anni, con tre o più fino al mese in cui il più piccolo compie diciotto anni. Nell'esempio della circolare il compleanno cade il 15 settembre e il bonus spetta da gennaio a settembre 2026. Con tre figli tutti maggiorenni non spetta.
Da quando si può presentare la domanda del bonus mamme 2026?
La data non è ancora fissata: l'INPS la comunicherà con un messaggio. La domanda si presenta sul sito inps.it con SPID di almeno livello 2, CIE di livello 3, CNS o eIDAS, oppure tramite il Contact Center (803.164 da rete fissa, 06 164.164 da cellulare) o un patronato.
Riferimenti normativi
- Art. 1, comma 207, della legge 30 dicembre 2025 n. 199 (legge di bilancio 2026): nuovo bonus mamme per il 2026, 60 euro al mese fino a 720 euro, non imponibile e irrilevante per l'ISEE, limite di spesa di 630 milioni di euro.
- Art. 1, comma 206, della legge n. 199/2025: rinvio al 2027 dell'esonero contributivo parziale dell'art. 1, comma 219, della legge 30 dicembre 2024 n. 207.
- Art. 6 del DL 30 giugno 2025 n. 95, convertito con modificazioni dalla legge 8 agosto 2025 n. 118: bonus mamme per il 2025.
- Art. 1, comma 180, della legge 30 dicembre 2023 n. 213: esonero della quota IVS a carico delle lavoratrici madri con almeno tre figli e contratto a tempo indeterminato, fino al 31 dicembre 2026.
- Art. 41, comma 1, del D.Lgs. 15 giugno 2015 n. 81: l'apprendistato è un contratto di lavoro a tempo indeterminato.
- Artt. 75 e 76 del DPR 28 dicembre 2000 n. 445: decadenza e sanzioni per le dichiarazioni mendaci.
- Circolare INPS n. 106 del 16 ottobre 2026: requisiti, misura, domanda, regime fiscale e istruzioni contabili del nuovo bonus mamme 2026.
- Circolare INPS n. 139 del 28 ottobre 2025: istruzioni sul bonus mamme 2025, i cui criteri restano validi se compatibili.
- Messaggio INPS n. 171 del 13 gennaio 2022: delega online del genitore per il figlio minore.
Disclaimer
Le informazioni in questa scheda hanno scopo informativo e divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista qualificato. Aggiornata al 17 ottobre 2026.
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