DL 38/2026 convertito in legge: le misure che toccano le PMI
Ammortamento maggiorato senza il vincolo europeo, concordato preventivo fino al 31 ottobre e bollo del conto corrente a 118 euro dopo la legge 88/2026
16/09/2026
16/09/2026
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In sintesi
Il decreto-legge 27 marzo 2026 n. 38, recante disposizioni urgenti in materia fiscale ed economica, è stato convertito con modificazioni dalla legge 22 maggio 2026 n. 88, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 117 del 22 maggio 2026. Per un'impresa o uno studio il testo che conta è quello coordinato, perché la conversione ha aggiunto articoli che nel decreto del 27 marzo non esistevano. Tre misure hanno effetti immediati sui conti: l'ammortamento maggiorato della legge di bilancio 2026 perde il vincolo che riservava l'agevolazione ai beni prodotti nell'Unione europea o nello Spazio economico europeo (art. 7), il termine per aderire alla proposta di concordato preventivo biennale per il biennio 2026-2027 slitta al 31 ottobre 2026 (art. 7-bis), il bollo annuale sugli estratti conto intestati a soggetti diversi dalle persone fisiche sale da 100,00 € a 118,00 € (art. 12). La nuova disciplina della ritenuta sulle provvigioni, infine, si applica alle somme corrisposte dal 1° maggio 2026 e non più dal 1° marzo (art. 6).
Dal decreto di marzo al testo di maggio: che cosa è cambiato
Un decreto-legge entra in vigore subito ma perde efficacia fin dall'inizio se il Parlamento non lo converte entro sessanta giorni (art. 77 della Costituzione). Il n. 38 è stato convertito il 22 maggio, quattro giorni prima della scadenza, e la conversione è avvenuta «con modificazioni»: una formula che nasconde una differenza rilevante per chi applica la norma, perché il testo coordinato contiene articoli che nella versione originaria non c'erano. Si riconoscono dalla numerazione: gli articoli con il suffisso bis, ter, quater nascono in sede di conversione, e fra questi ci sono alcune delle disposizioni più operative.
- 1° gennaio 2026: Decorrenza retroattiva dell'ammortamento maggiorato — la modifica dell'art. 7 si applica agli investimenti effettuati da questa data (art. 7, comma 3)
- 27 marzo 2026: Emanazione del decreto-legge n. 38 — disposizioni urgenti in materia fiscale ed economica
- 28 marzo 2026: Entrata in vigore del decreto — da qui il bollo di 118,00 € sugli estratti conto emessi ai soggetti diversi dalle persone fisiche (art. 12, comma 2)
- 15 maggio 2026: Termine per la disponibilità dei programmi di calcolo del concordato — art. 7-bis, comma 2, limitatamente al 2026
- 22 maggio 2026: Conversione con modificazioni nella legge n. 88 — Gazzetta Ufficiale n. 117 del 22 maggio 2026; il termine dei sessanta giorni scadeva il 26 maggio
- 31 ottobre 2026: Termine per aderire alla proposta di concordato per il biennio 2026-2027 — art. 7-bis, comma 3, contro il 30 settembre ordinario
Due esempi chiariscono il punto. L'articolo 6, comma 1, sposta dal 1° marzo al 1° maggio 2026 la decorrenza delle nuove regole sulla ritenuta relativa alle provvigioni introdotte dai commi 140 e 141 della L. 30 dicembre 2025 n. 199; i commi 2-bis e 2-ter, aggiunti in conversione, riportano fra i soggetti esclusi dalla ritenuta le agenzie di viaggio e turismo, limitatamente ai compensi percepiti per la vendita, l'emissione, la prenotazione o l'intermediazione dei documenti di viaggio. Chi si fosse fermato al decreto di marzo avrebbe applicato la ritenuta con due mesi di anticipo e a una platea più larga di quella effettiva: il versamento si sarebbe fatto con il codice tributo 1038.
C'è poi una misura che vive solo nel modello F24. L'articolo 8 riconosce per il 2026 un credito d'imposta alle imprese che avevano presentato le comunicazioni previste dall'articolo 38, comma 10, del DL 2 marzo 2024 n. 19 e che hanno ricevuto dal Gestore dei servizi energetici la conferma di ammissibilità tecnica e dell'esaurimento delle risorse. Il credito si usa esclusivamente in compensazione ai sensi dell'articolo 17 del D.Lgs. 9 luglio 1997 n. 241, presentando il modello F24 entro il 31 dicembre 2026 e decorsi cinque giorni dalla comunicazione del GSE; il codice tributo è stato istituito con la risoluzione dell'Agenzia delle entrate n. 14/E del 16 aprile 2026.
Ammortamento maggiorato: cade il vincolo sui beni europei
La legge di bilancio 2026 ha previsto, per i titolari di reddito d'impresa che investono in beni strumentali destinati a strutture produttive in Italia, una maggiorazione del costo di acquisizione valida ai soli fini delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria: 180 per cento per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro, 100 per cento oltre 2,5 e fino a 10 milioni, 50 per cento oltre 10 e fino a 20 milioni, per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 (art. 1, comma 427, L. 199/2025).
Nella formulazione originaria il beneficio spettava solo per beni «prodotti in uno degli Stati membri dell'Unione europea o in Stati aderenti all'Accordo sullo Spazio economico europeo». L'articolo 7 del DL 38/2026 sopprime quelle parole, e il comma 3 dello stesso articolo estende la modifica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026: il vincolo geografico, quindi, non ha mai operato in concreto.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Costo di acquisizione del bene strumentale nuovo | 640.000,00 € |
| Maggiorazione del 180%, valida per le quote di ammortamento e i canoni di leasing | 1.152.000,00 € |
| Costo fiscalmente ammortizzabile | 1.792.000,00 € |
Su un macchinario nuovo da 640.000 € prodotto in Asia, il costo fiscalmente ammortizzabile passa da 640.000 € a 1.792.000 €, perché la maggiorazione del 180 per cento vale 1.152.000 € distribuiti lungo il piano di ammortamento. Restano fermi i paletti del comma 428, che esclude le imprese in liquidazione volontaria o sottoposte a procedura concorsuale senza continuità e subordina il beneficio al rispetto delle norme sulla sicurezza del lavoro e alla regolarità dei versamenti contributivi, e l'obbligo di trasmettere comunicazioni e certificazioni tramite la piattaforma del GSE (comma 430).
Concordato preventivo: una scadenza e due tetti nuovi
L'articolo 7-bis, che nel decreto di marzo non esisteva, interviene su due piani. Il comma 3 differisce al 31 ottobre 2026 il termine per aderire alla proposta di concordato per il biennio 2026-2027, o all'ultimo giorno del decimo mese successivo alla chiusura del periodo d'imposta per i soggetti con esercizio non solare: il termine ordinario dell'articolo 9, comma 3, del D.Lgs. 12 febbraio 2024 n. 13 è il 30 settembre, quindi il rinvio vale un mese pieno. Il comma 2 aggiunge che per il 2026 i programmi informatici per il calcolo della proposta dovevano essere resi disponibili entro il 15 maggio 2026.
Il comma 1 tocca invece la sostanza della proposta. L'articolo 9, comma 3-bis, del D.Lgs. 13/2024 stabilisce che il reddito concordato non può eccedere il reddito dichiarato nell'anno precedente, rettificato, oltre una certa misura: 10 per cento con punteggio ISA pari a 10, 15 per cento fra 9 e 10, 25 per cento fra 8 e 9. Il tetto, però, si fermava lì: per chi aveva un punteggio inferiore a 8 non esisteva alcun limite. L'articolo 7-bis lo estende verso il basso, con il 30 per cento per i contribuenti che presentano un livello di affidabilità fiscale pari o superiore a 6 ma inferiore a 8 e il 35 per cento per quelli fra 1 e 6. Resta la valvola del comma 3-ter: se la proposta, tenuto conto del tetto, risulta inferiore ai valori di riferimento settoriali della metodologia, il limite non si applica.
Bollo del conto corrente: da 100,00 a 118,00 euro
L'articolo 13, comma 2-bis, della tariffa parte prima allegata al DPR 26 ottobre 1972 n. 642 fissa l'imposta di bollo annuale sugli estratti conto bancari e postali e sui rendiconti dei libretti di risparmio: 34,20 € se il cliente è una persona fisica, con esenzione quando il valore medio di giacenza non supera 5.000 €, e una misura più alta per i clienti diversi dalle persone fisiche. È su quest'ultima che interviene l'articolo 12 del DL 38/2026, sostituendo «euro 100,00» con «euro 118,00». La disposizione si applica agli estratti conto e ai rendiconti emessi dalla data di entrata in vigore del decreto, cioè dal 28 marzo 2026 (art. 12, comma 2).
Il rincaro è di 18,00 € per rapporto all'anno: una società con tre conti correnti passa da 300,00 € a 354,00 €. L'imposta non è dovuta una volta sola per cliente ma per ogni esemplare di estratto conto, ed è rapportata al periodo rendicontato quando la banca invia i documenti più volte all'anno. Vale la pena notare come è scritta la norma: lo stesso articolo 12 sostituisce l'importo anche all'articolo 9, comma 3, lettera b), della tariffa parte I dell'allegato 3 al testo unico dei tributi indiretti, il D.Lgs. 1° agosto 2025 n. 123, che si applicherà dal 1° gennaio 2027. La cifra nuova è già scritta in entrambi i testi, e il passaggio al testo unico non la rimetterà in discussione.
Le domande di chi ci arriva
Entro quando devo decidere se aderire al concordato preventivo biennale?
Entro il 31 ottobre 2026 per il biennio 2026-2027, oppure entro l'ultimo giorno del decimo mese successivo alla chiusura del periodo d'imposta se l'esercizio non coincide con l'anno solare (art. 7-bis, comma 3, del DL 38/2026). È un mese in più rispetto al 30 settembre previsto in via ordinaria dall'articolo 9, comma 3, del D.Lgs. 13/2024.
Posso usare l'ammortamento maggiorato se il macchinario non è prodotto in Europa?
Sì. L'articolo 7 del DL 38/2026 ha soppresso le parole che limitavano l'agevolazione ai beni prodotti nell'Unione europea o nello Spazio economico europeo, e la modifica si applica agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026. La misura della maggiorazione e gli scaglioni sono nella sezione «Ammortamento maggiorato».
Quanto paga di bollo il conto corrente della società?
118,00 € all'anno per ogni estratto conto, contro i 100,00 € precedenti, per effetto dell'articolo 12 del DL 38/2026. Il nuovo importo vale per gli estratti conto e i rendiconti emessi dal 28 marzo 2026; per i clienti persone fisiche il bollo resta di 34,20 €, con esenzione sotto 5.000 € di giacenza media.
Da quando si applica la nuova ritenuta sulle provvigioni?
Alle provvigioni corrisposte dal 1° maggio 2026, e non dal 1° marzo come prevedeva la legge di bilancio: lo stabilisce l'articolo 6, comma 1, del DL 38/2026. La legge di conversione ha inoltre riportato le agenzie di viaggio e turismo fra i soggetti esclusi, per i compensi legati ai documenti di viaggio.
Riferimenti normativi
- DL 27 marzo 2026 n. 38, convertito con modificazioni dalla L. 22 maggio 2026 n. 88 (Gazzetta Ufficiale n. 117 del 22 maggio 2026).
- DL 27 marzo 2026 n. 38, art. 6, c. 1: decorrenza dal 1° maggio 2026 delle nuove regole sulla ritenuta relativa alle provvigioni.
- DL 27 marzo 2026 n. 38, art. 7, c. 1 e 3: soppressione del vincolo sui beni prodotti in UE o SEE, con effetto sugli investimenti dal 1° gennaio 2026.
- DL 27 marzo 2026 n. 38, art. 7-bis, c. 1 e 3: nuovi tetti alla proposta di concordato e termine di adesione al 31 ottobre 2026.
- DL 27 marzo 2026 n. 38, art. 12, c. 1 e 2: bollo sugli estratti conto dei soggetti diversi dalle persone fisiche a 118,00 €.
- L. 30 dicembre 2025 n. 199, art. 1, c. 427: misura della maggiorazione dell'ammortamento e finestra temporale degli investimenti.
- D.Lgs. 12 febbraio 2024 n. 13, art. 9, c. 3-bis: limite all'incremento del reddito concordato in funzione del punteggio ISA.
- DPR 26 ottobre 1972 n. 642, art. 13, c. 2-bis, della tariffa parte prima: bollo annuale su estratti conto e rendiconti.
- Agenzia delle entrate, risoluzione n. 14/E del 16 aprile 2026: codice tributo per il credito d'imposta dell'articolo 8 del DL 38/2026.
Disclaimer
Le informazioni in questa scheda hanno scopo informativo e divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista qualificato. Aggiornata al 16 settembre 2026.
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