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ContabilitàUltimo aggiornamento: 08/09/2026Verificato su Normattiva il 08/09/2026

Ratei e risconti: il conto dei giorni e le scritture di chiusura

Come si spezza un canone a cavallo d'anno, quali scritture si fanno il 31 dicembre e quella di riapertura che chiude il conto transitorio

Ultimo aggiornamento

08/09/2026

Verificato su Normattiva

08/09/2026

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In sintesi

Il rateo è la quota di un costo o di un ricavo già maturata alla chiusura dell'esercizio ma con manifestazione finanziaria futura; il risconto è la quota già pagata o incassata entro la chiusura ma di competenza di esercizi successivi (art. 2424-bis, comma 6, del codice civile). La regola che risolve il dubbio in un secondo è una sola: si guarda dove sta il denaro rispetto al 31 dicembre. Se deve ancora muoversi la posta è un rateo e la scrittura integra costi o ricavi dell'esercizio; se si è già mosso la posta è un risconto e la scrittura rettifica in diminuzione quanto già registrato.

Da qui in poi il lavoro è aritmetico e ripetitivo: si divide il corrispettivo in proporzione ai giorni, si registra la rettifica al 31 dicembre e si riapre il conto transitorio nell'esercizio successivo. Saltare l'ultimo passaggio costa il doppio conteggio di un costo o di un ricavo. L'inquadramento di principio — le tre condizioni, il tempo economico, la recuperabilità del valore — sta nella scheda su OIC 18; questa scheda si occupa dei conti e delle scritture.

Il conto dei giorni: numeratore, denominatore e la base su cui si applica

La quota si ottiene moltiplicando il corrispettivo complessivo per i giorni di competenza e dividendo per i giorni totali del periodo contrattuale. Le tre grandezze si sbagliano ciascuna in un modo diverso.

  • Il numeratore è il numero di giorni che ricadono nell'esercizio da chiudere: per un rateo sono quelli che vanno dall'inizio del periodo al 31 dicembre, per un risconto quelli residui, dal 1° gennaio alla fine del periodo.
  • Il denominatore è la durata del periodo cui il corrispettivo si riferisce, non l'anno solare. Un canone trimestrale si divide per i giorni del trimestre, non per 365.
  • La base è sempre l'imponibile. L'IVA non è un costo né un ricavo di competenza e segue le regole di esigibilità della fattura: non si ripartisce mai in proporzione ai giorni.

Si può lavorare a giorni effettivi o a mesi commerciali di trenta giorni, ma il criterio scelto va mantenuto negli anni: l'art. 2423-bis, comma 1, n. 6, vieta di modificare i criteri di valutazione da un esercizio all'altro.

Un proprietario incassa il 1° novembre 2026 un canone di locazione di 4.500,00 € per il trimestre che va dal 1° novembre 2026 al 31 gennaio 2027, cioè 92 giorni. Al 31 dicembre ne sono trascorsi 61.

QuotaImporto
Ricavo di competenza del 2026: 61 giorni su 922.983,70 €
Quota rinviata al 2027 fra i risconti passivi: 31 giorni su 921.516,30 €
Canone del trimestre incassato il 1° novembre 20264.500,00 €
Canone trimestrale anticipato a cavallo d'anno: come si divideFonte: Elaborazione SamBooks su art. 2424-bis, comma 6, del codice civile e OIC 18, paragrafo 15Scarica i dati in CSVScarica il foglio di calcolo

Il ricavo di competenza del 2026 è 2.983,70 € e la quota rinviata al 2027 è 1.516,30 €, iscritta fra i risconti passivi alla voce E del passivo. La somma delle due quote ricostruisce esattamente i 4.500,00 € di partenza: è il controllo di quadratura da fare sempre, prima di passare alla scrittura.

Il perimetro tipico è quello dei contratti a corrispettivo periodico che l'art. 109, comma 2, lettera b), del TUIR àncora alla data di maturazione dei corrispettivi — locazione, mutuo, assicurazione e simili. Se il corrispettivo non cresce con i giorni, la posta corretta non è un rateo né un risconto: OIC 18, al paragrafo 14, esclude espressamente le fatture da emettere e da ricevere e gli anticipi pagati o ricevuti a fronte di canoni che maturano solo nell'esercizio successivo.

Dal calcolo alla partita doppia: registrare, e poi riaprire

Le rettifiche di fine periodo sono simmetriche a due a due. I ratei aprono un credito o un debito e movimentano il conto economico in aumento; i risconti stornano il conto economico e parcheggiano la quota nello stato patrimoniale.

PostaScrittura al 31 dicembreEffetto sul conto economico
Rateo attivoRatei attivi (SP D) a Interessi attivi bancari (CE C 16 d)Integra il ricavo maturato e non ancora incassato
Rateo passivoInteressi passivi su mutui (CE C 17) a Ratei passivi (SP E)Integra il costo maturato e non ancora pagato
Risconto attivoRisconti attivi (SP D) a Premi di assicurazione (CE B 7)Riduce il costo già pagato per la parte di competenza futura
Risconto passivoFitti attivi (CE A 5) a Risconti passivi (SP E)Riduce il ricavo già incassato per la parte di competenza futura

Sul canone dell'esempio la scrittura del 31 dicembre 2026 addebita Fitti attivi per 1.516,30 € e accredita Risconti passivi per lo stesso importo.

11 novembre 2026Incasso del canone trimestraleanticipato e rilevazione del ricavoper l'intero importola contabilità segue il documento: inquesto momento nessuno storno è ancoradovuto231 dicembre 2026Scrittura di rettifica: la quota dicompetenza del 2027 esce dal conto diricavo ed entra fra i risconti passiviart. 2424-bis, comma 6, del codice civile:sono ammesse solo quote comuni a due o piùesercizi che variano in ragione del tempo3Bilancio 2026Il risconto passivo compare alla voceE del passivo dello stato patrimonialeart. 2424 del codice civile; in bilancioabbreviato e nelle micro-imprese la voce Epuò essere ricompresa nella voce D delpassivo41 gennaio 2027Riapertura: il risconto passivo sigira al conto di ricavo del nuovoeserciziosenza questa scrittura il ricavo non vienemai imputato all'esercizio cui compete531 gennaio 2027Fine del periodo contrattuale: ilconto transitorio è azzerato e ilcanone risulta diviso fra i dueesercizila somma delle due quote deve ricostruireesattamente il corrispettivo di partenza
  1. 1 novembre 2026: Incasso del canone trimestrale anticipato e rilevazione del ricavo per l'intero importo — la contabilità segue il documento: in questo momento nessuno storno è ancora dovuto
  2. 31 dicembre 2026: Scrittura di rettifica: la quota di competenza del 2027 esce dal conto di ricavo ed entra fra i risconti passivi — art. 2424-bis, comma 6, del codice civile: sono ammesse solo quote comuni a due o più esercizi che variano in ragione del tempo
  3. Bilancio 2026: Il risconto passivo compare alla voce E del passivo dello stato patrimoniale — art. 2424 del codice civile; in bilancio abbreviato e nelle micro-imprese la voce E può essere ricompresa nella voce D del passivo
  4. 1 gennaio 2027: Riapertura: il risconto passivo si gira al conto di ricavo del nuovo esercizio — senza questa scrittura il ricavo non viene mai imputato all'esercizio cui compete
  5. 31 gennaio 2027: Fine del periodo contrattuale: il conto transitorio è azzerato e il canone risulta diviso fra i due esercizi — la somma delle due quote deve ricostruire esattamente il corrispettivo di partenza
La vita di un risconto passivo, dall'incasso alla chiusuraFonte: Elaborazione SamBooks su artt. 2424 e 2424-bis, comma 6, del codice civile

La scrittura che manca, e non è facoltativa, è quella dell'esercizio dopo. Ratei e risconti sono poste transitorie: vivono un solo esercizio e vanno chiuse in quello successivo, altrimenti il costo o il ricavo viene contato due volte. All'apertura dei conti il risconto attivo si gira di nuovo al costo del nuovo esercizio e il risconto passivo al ricavo; il rateo, invece, si estingue quando arriva l'incasso o il pagamento, che va spezzato fra la quota già di competenza dell'esercizio chiuso e quella nuova.

Su una cedola semestrale posticipata di 3.600,00 € pagata il 31 marzo 2027 per il periodo 1° ottobre 2026 - 31 marzo 2027, al 31 dicembre 2026 erano maturati 92 giorni su 182 e il rateo passivo valeva 1.819,78 €. Nel 2027 l'addebito della banca chiude il rateo per 1.819,78 € e rileva il costo residuo di 1.780,22 €, che è la quota dei 90 giorni del nuovo esercizio. Il quadro d'insieme delle rettifiche di fine periodo sta nella scheda sulle scritture di assestamento.

Quando la quadratura torna ma il riparto è sbagliato

Controllare che la somma delle due quote torni al corrispettivo è necessario, ma non basta: un riparto può quadrare alla perfezione ed essere sbagliato in partenza.

Il rateo scambiato per fattura da ricevere. Il rateo riguarda una quota che matura giorno per giorno su un contratto ancora in corso; la fattura da ricevere riguarda una fornitura già ultimata e non ancora documentata. Il criterio è l'art. 109, comma 2, del TUIR, che distingue l'ultimazione della prestazione dalla maturazione dei corrispettivi periodici. La quadratura non se ne accorge, perché in entrambi i casi i conti tornano.

Il risconto usato per un costo che non varia con il tempo. Una consulenza una tantum fatturata in anticipo non genera un risconto, ma un acconto o un credito: manca la terza condizione dell'art. 2424-bis, comma 6, cioè che l'entità della quota vari in ragione del tempo.

Gli interessi di mora rateizzati per competenza. L'art. 109, comma 7, del TUIR dispone in deroga che concorrano a formare il reddito nell'esercizio in cui sono percepiti o corrisposti: il disallineamento con il conto economico si gestisce come variazione in dichiarazione, non con un rateo. È lo stesso comma 4 dell'art. 109 a ricordare che l'imputazione a conto economico dell'esercizio di competenza resta la condizione della deducibilità, e per questo un riparto sbagliato ha sempre un effetto fiscale, non solo civilistico.

Le domande di chi ci arriva

Qual è la regola per iscrivere costi e proventi nei ratei e risconti?

Si guarda dove sta il denaro al 31 dicembre. Se il movimento deve ancora avvenire ma la competenza è già maturata, è un rateo; se il movimento è già avvenuto ma la competenza è futura, è un risconto (art. 2424-bis, comma 6). La quota si determina in proporzione ai giorni, sull'imponibile.

Posso inserire qualsiasi tipo di costo o provento nei ratei e risconti o c'è un limite temporale?

No. Il comma 6 ammette in queste voci «soltanto quote di costi e proventi, comuni a due o più esercizi, l'entità dei quali vari in ragione del tempo». Le tre condizioni valgono insieme: se l'importo non cresce con i giorni, la posta è un acconto, un credito, un debito o una fattura da emettere o da ricevere.

Cosa devo inserire esattamente nella voce dei ratei e risconti passivi?

Due cose diverse che stanno nella stessa voce E del passivo: i costi di competenza dell'esercizio esigibili in esercizi successivi (ratei passivi) e i proventi percepiti entro la chiusura ma di competenza di esercizi successivi (risconti passivi). Il canone incassato in anticipo dell'esempio ricade nella seconda ipotesi.

Come si calcola la quota da riscontare su un canone a cavallo d'anno?

Si moltiplica il canone per i giorni che ricadono nell'esercizio successivo e si divide per i giorni del periodo contrattuale. Su 4.500,00 € per un trimestre di 92 giorni con 31 giorni nel 2027 la quota rinviata è 1.516,30 €. Il calcolo completo è nella sezione sul conto dei giorni.

Devo fare qualcosa nell'esercizio successivo o il risconto si chiude da solo?

Va chiuso a mano. All'apertura dei conti il risconto attivo si gira al costo del nuovo esercizio e il risconto passivo al ricavo. Un risconto attivo non stornato lascia in bilancio un'attività inesistente e sottrae al nuovo esercizio un costo che gli compete: la verifica si fa spuntando a gennaio ogni saldo dei conti transitori.

Riferimenti normativi

  • Art. 2424-bis, c. 6, codice civile — definizione di ratei e risconti e requisito della variabilità in ragione del tempo
  • Art. 2424, c. 1, codice civile — voce D dell'attivo ed E del passivo dello stato patrimoniale
  • Art. 2423-bis, c. 1, codice civile — competenza economica (n. 3) e costanza dei criteri di valutazione (n. 6)
  • Art. 2425, c. 1, codice civile — voci del conto economico movimentate dalle scritture di rettifica
  • Art. 109, c. 2, lett. b), TUIR — corrispettivi periodici di locazione, mutuo e assicurazione alla data di maturazione
  • Art. 109, c. 4, TUIR — imputazione a conto economico dell'esercizio di competenza come condizione di deducibilità
  • Art. 109, c. 7, TUIR — interessi di mora rilevanti nell'esercizio di percezione o corresponsione
  • OIC 18, paragrafi 14 e 15 — poste escluse dai ratei e risconti e determinazione della quota di competenza

Disclaimer

Le informazioni in questa scheda hanno scopo informativo e divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista qualificato. Aggiornata all'8 settembre 2026. Aggiornata al 8 settembre 2026.

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