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ContabilitàUltimo aggiornamento: 05/08/2026

Bilancio di verifica, chiusura e riapertura dei conti

Quadratura dare/avere, inventario, epilogo e chiusura dei conti: la sequenza di fine esercizio e la riapertura, con le scritture in tabella

Ultimo aggiornamento

05/08/2026

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In sintesi

Il bilancio di verifica è il prospetto che riepiloga i conti movimentati con i totali dare e avere per controllare che la partita doppia quadri. Non è il bilancio d'esercizio, cioè il documento composto da stato patrimoniale, conto economico, rendiconto finanziario e nota integrativa previsto dall'art. 2423 del codice civile.

Sono strumenti con funzioni diverse: il primo è interno e serve a scoprire errori di registrazione; il secondo è il documento di sintesi destinato a soci e terzi, e si ottiene solo dopo assestamento, epilogo e chiusura dei conti.

Bilancio di verificaBilancio d'esercizio
Funzionecontrollo interno della quadraturarappresentazione veritiera e corretta
Periodicitàlibera, tipicamente mensile o trimestraleannuale
Contenutoelenco dei conti con totali e saldi dare/averei quattro documenti dell'art. 2423 c.c.
Momentoprima delle scritture di assestamento e chiusuradopo assestamento, epilogo e chiusura
Destinatariamministrazione internasoci, terzi, registro delle imprese

Fra i due passa l'intero lavoro di fine esercizio: inventario, scritture di assestamento, epilogo al conto economico, rilevazione delle imposte, chiusura allo stato patrimoniale e, all'apertura dell'anno nuovo, riapertura dei conti.

Quando si applica

Il ciclo riguarda chi tiene la contabilità in partita doppia: l'imprenditore commerciale, che ai sensi dell'art. 2214 del codice civile «deve tenere il libro giornale e il libro degli inventari», e i soggetti obbligati dall'art. 14 del DPR 600/1973, che impone in ogni caso quei due libri, i registri IVA, le scritture ausiliarie di contabilità generale e, dove previste, quelle di magazzino.

Due vincoli temporali governano la sequenza.

  • Sessanta giorni per registrare. L'art. 22 del DPR 600/1973 stabilisce che «le registrazioni nelle scritture cronologiche e nelle scritture ausiliarie di magazzino devono essere eseguite non oltre sessanta giorni». Un prospetto estratto su un giornale non aggiornato non dimostra nulla: la quadratura si controlla su registrazioni complete.
  • Tre mesi per sottoscrivere l'inventario. L'art. 2217 del codice civile richiede che l'inventario sia redatto all'inizio dell'attività e poi ogni anno, e sottoscritto dall'imprenditore «entro tre mesi dal termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi ai fini delle imposte dirette».

Il bilancio di verifica non ha una periodicità di legge: è uno strumento tecnico. Il libro giornale registra le operazioni «giorno per giorno» (art. 2216 del codice civile) in ordine cronologico, mentre il controllo di coerenza richiede la vista per conto: estrarlo ogni mese riduce la ricerca di un errore da un anno intero a poche righe.

Come si applica nella pratica

1. Estrarre il bilancio di verifica e leggere la quadratura. Il prospetto espone, per ogni conto, totali dare e avere e saldo. Due uguaglianze devono valere insieme: totale dare = totale avere sui movimenti, e somma dei saldi dare = somma dei saldi avere.

ContoTotale dareTotale avereSaldo dareSaldo avere
Banca c/c550.000 €280.000 €270.000 €
Crediti verso clienti585.600 €450.000 €135.600 €
IVA a credito66.000 €66.000 €
Merci c/acquisti300.000 €300.000 €
Debiti verso fornitori280.000 €366.000 €86.000 €
IVA a debito105.600 €105.600 €
Merci c/vendite480.000 €480.000 €
Capitale sociale100.000 €100.000 €
Totale1.781.600 €1.781.600 €771.600 €771.600 €

2. Se non quadra, cercare l'errore con ordine. La differenza quasi sempre racconta la propria origine: un importo pari esattamente alla differenza indica una registrazione con un solo lato; il doppio di un importo noto segnala un conto movimentato nella sezione sbagliata; una differenza divisibile per nove è il segnale tipico dell'inversione di due cifre. Il percorso è dal generale al particolare: totali per mastro, poi per conto, poi la singola scrittura del periodo sospetto. Le correzioni si eseguono con scritture di rettifica, non cancellando: l'art. 2219 del codice civile vieta abrasioni e impone che le cancellature restino leggibili.

3. Redigere l'inventario. Contiene «l'indicazione e la valutazione delle attività e delle passività relative all'impresa» (art. 2217 del codice civile) e dà consistenza fisica ai saldi: rimanenze contate, cespiti verificati, crediti valutati. Si trascrive nel libro degli inventari e, come prescrive lo stesso articolo, «si chiude con il bilancio e con il conto dei profitti e delle perdite».

4. Registrare le scritture di assestamento. Ammortamenti, ratei, risconti, fatture da emettere e da ricevere, rimanenze e accantonamenti portano in conto economico i componenti di competenza, in attuazione dell'art. 2423-bis del codice civile: «si deve tener conto dei proventi e degli oneri di competenza dell'esercizio, indipendentemente dalla data dell'incasso o del pagamento».

5. Epilogare i conti di reddito. I saldi dei conti economici confluiscono nel conto di risultato.

ContoDareAvere
Conto economico502.000 €
Merci c/acquisti300.000 €
Costi per servizi96.000 €
Costi del personale84.000 €
Ammortamenti22.000 €
ContoDareAvere
Merci c/vendite520.000 €
Conto economico520.000 €

6. Rilevare le imposte dell'esercizio. Il saldo avere di 18.000 € è il risultato prima delle imposte, non l'utile: manca la voce 20) «imposte sul reddito dell'esercizio, correnti, differite e anticipate» dell'art. 2425 del codice civile. Con un'unica variazione in aumento temporanea di 2.000 € — quota di ammortamento eccedente il limite fiscale — l'imponibile IRES è 20.000 € e l'imposta corrente al 24% (art. 77 del TUIR) è 4.800 €.

ContoDareAvere
Imposte correnti (CE voce 20)4.800 €
Debiti tributari (SP D.12)4.800 €
ContoDareAvere
Crediti per imposte anticipate (SP C.II.5-ter)480 €
Imposte anticipate (CE voce 20)480 €

Le imposte anticipate sono 2.000 € × 24% = 480 €; per una differenza temporanea imponibile la contropartita sarebbe invece il fondo imposte differite della voce B.2. Anche i conti di imposta si epilogano: il carico netto della voce 20, 4.800 € − 480 € = 4.320 €, porta il saldo da 18.000 € a 13.680 €. L'IRAP ha una base imponibile propria ma segue lo stesso schema, con contropartita D.12. Dettaglio nella scheda su imposte anticipate e differite.

7. Determinare il risultato d'esercizio. Solo ora il saldo del conto economico è l'utile o la perdita, e si gira al patrimonio netto.

ContoDareAvere
Conto economico13.680 €
Utile d'esercizio13.680 €

8. Chiudere i conti patrimoniali. Le attività si accreditano e le passività si addebitano in contropartita al conto di chiusura. Gli importi che seguono sono quelli di un bilancio completo che pareggia a 328.000 €: non derivano dagli esempi precedenti, costruiti sui soli conti di reddito, e servono a mostrare la forma della scrittura.

ContoDareAvere
Stato patrimoniale finale328.000 €
Banca c/c, crediti, rimanenze, immobilizzazioni328.000 €
ContoDareAvere
Debiti, fondi, capitale, utile d'esercizio328.000 €
Stato patrimoniale finale328.000 €

9. Riaprire i conti il primo giorno dell'esercizio successivo. La scrittura è speculare a quella di chiusura: si usa il conto di apertura, si addebitano le attività e si accreditano passività e patrimonio netto. I conti transitori accesi in assestamento si chiudono poi in tre modi diversi, che non vanno confusi.

  • Risconto: si gira al conto economico del nuovo esercizio, perché la quota rinviata è costo o ricavo di competenza dell'anno appena aperto. È l'unico dei tre a chiudersi così.
  • Rateo: non si gira a conto economico, ma si estingue contro banca all'incasso o al pagamento, che spezza l'importo fra i due esercizi.
  • Fattura da emettere o da ricevere: si chiude all'arrivo del documento contro il credito o il debito, più l'IVA che emerge solo in quel momento (scheda dedicata).

Trattare tutti e tre come risconti è l'errore che duplica il costo: una volta a gennaio in conto economico, una seconda al pagamento.

Esempi pratici

Esempio 1 — Srl commerciale: bilancio di verifica di ottobre che non quadra per 1.250 €

Il prospetto mensile chiude con totale avere superiore al totale dare di 1.250 €. La ricerca parte dai mastri: quello fornitori presenta un movimento in avere di 1.250 € senza contropartita nei conti di costo, cioè una fattura di acquisto registrata a metà, con il solo lato del debito.

La correzione è una scrittura di completamento che addebita il conto di costo per 1.250 €: ricalcolato il prospetto, i totali coincidono. Nessuna cancellazione sul giornale — la registrazione incompleta resta e viene integrata, coerentemente con l'art. 2219 del codice civile.

Esempio 2 — Srl con ricavi per 520.000 €: epilogo, risultato e chiusura

Dopo l'assestamento i conti economici presentano costi per 502.000 € (acquisti 300.000 €, servizi 96.000 €, personale 84.000 €, ammortamenti 22.000 €) e ricavi per 520.000 €. Le due scritture di epilogo del paragrafo precedente li portano al conto economico, che chiude con un saldo avere di 18.000 €.

Quel saldo è il risultato prima delle imposte. Con la variazione temporanea di 2.000 € del passo 6, l'IRES corrente è 4.800 € e le imposte anticipate 480 €: il carico netto della voce 20 è 4.320 € e l'utile d'esercizio scende a 13.680 €, importo che si gira al patrimonio netto e alimenta lo schema del bilancio d'esercizio.

Esempio 3 — Ditta individuale in contabilità ordinaria: riapertura e storno di un risconto attivo di 2.700 €

Il 1° ottobre 2026 l'impresa paga un premio assicurativo annuale di 3.600 €, pari a 300 € al mese. Al 31 dicembre 2026 la competenza è di tre mesi, 900 €: i restanti 2.700 € sono rinviati con un risconto attivo che chiude fra le attività.

Il 1° gennaio 2027 la riapertura riporta il risconto attivo fra le attività; subito dopo, lo storno lo trasforma in costo dell'esercizio nuovo.

ContoDareAvere
Premi di assicurazione2.700 €
Risconti attivi2.700 €

Se lo storno viene omesso, il risconto resta indefinitamente all'attivo e il costo di competenza 2027 non compare mai in conto economico.

Errori comuni e come evitarli

  • Errore: considerare il bilancio di verifica una prova di correttezza della contabilità. La quadratura dimostra solo il rispetto formale della partita doppia: una scrittura con importo giusto ma conto sbagliato quadra perfettamente, e si intercetta solo riconciliando i saldi con i documenti.
  • Errore: cercare l'errore di quadratura scorrendo il giornale dall'inizio. Si parte invece dalla differenza e dalle sue proprietà, restringendo per mastro e per periodo prima di scendere alla singola registrazione.
  • Errore: correggere una registrazione errata cancellandola o sovrascrivendola. Serve una scrittura di rettifica: l'art. 2219 del codice civile impone che le cancellazioni restino leggibili e vieta abrasioni e spazi in bianco.
  • Errore: chiudere i conti senza aver completato l'inventario. La sequenza è quella dell'art. 2217 del codice civile, per cui l'inventario precede e «si chiude con il bilancio»: rimanenze e cespiti non verificati falsano il risultato prima ancora dell'epilogo.
  • Errore: chiudere tutti i conti transitori riaperti con una scrittura di conto economico. Vale solo per i risconti: il rateo si estingue contro banca, la fattura da emettere o da ricevere contro credito o debito più IVA all'arrivo del documento. Si evita riprendendo l'elenco dell'assestamento voce per voce e assegnando a ciascuna posta la contropartita che le compete.
  • Errore: rinviare le registrazioni oltre il termine di legge e ricostruire l'anno a ridosso del bilancio. Si evita rispettando i sessanta giorni dell'art. 22 del DPR 600/1973 ed estraendo il prospetto ogni mese.

Riferimenti normativi

  • Art. 2214 del codice civile — l'imprenditore commerciale deve tenere il libro giornale e il libro degli inventari, oltre alle altre scritture richieste dalla natura e dalle dimensioni dell'impresa.
  • Art. 2216 del codice civile — il libro giornale indica giorno per giorno le operazioni relative all'esercizio dell'impresa.
  • Art. 2217 del codice civile — l'inventario si redige ogni anno con indicazione e valutazione di attività e passività, si chiude con il bilancio e con il conto dei profitti e delle perdite e va sottoscritto entro tre mesi dal termine di presentazione della dichiarazione dei redditi.
  • Art. 2219 del codice civile — le scritture vanno tenute secondo le norme di un'ordinata contabilità, senza spazi in bianco né abrasioni, con le cancellature leggibili.
  • Art. 2220 del codice civile — conservazione delle scritture per dieci anni dalla data dell'ultima registrazione.
  • Art. 2423 del codice civile — il bilancio d'esercizio è costituito da stato patrimoniale, conto economico, rendiconto finanziario e nota integrativa.
  • Art. 2423-bis del codice civile — principi di redazione, fra cui la competenza economica indipendente dalla data di incasso o pagamento.
  • Artt. 2424 e 2425 del codice civile — voci toccate dalle imposte: debiti tributari (D.12), fondo per imposte anche differite (B.2) e imposte anticipate (C.II.5-ter) nello stato patrimoniale, voce 20) nel conto economico.
  • Art. 77, comma 1, del TUIR — aliquota IRES del 24%.
  • Art. 14 del DPR 600/1973 — scritture contabili obbligatorie: libro giornale e inventari, registri IVA, scritture ausiliarie di contabilità generale e di magazzino.
  • Art. 22 del DPR 600/1973 — registrazioni nelle scritture cronologiche entro sessanta giorni e conservazione fino alla definizione degli accertamenti.

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Disclaimer

Le informazioni in questa scheda hanno scopo informativo e divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista qualificato. Aggiornata al 2026-08-05.

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