Partita doppia: dare, avere e come si registra un'operazione
Il metodo a duplice rilevazione dietro ogni scrittura: convenzioni di dare e avere, vincolo di quadratura e passaggio dai conti al bilancio.
30/07/2026
6 min lettura
In sintesi
La partita doppia è il metodo con cui ogni fatto di gestione viene rilevato contemporaneamente sotto due aspetti, in almeno due conti: uno in dare e uno in avere, con il vincolo che il totale delle sezioni dare sia sempre uguale al totale delle sezioni avere. Il codice civile non nomina il metodo, ma lo presuppone: impone il libro giornale con le operazioni giorno per giorno (artt. 2214 e 2216), la tenuta secondo le norme di un'ordinata contabilità (art. 2219) e un inventario che si chiude con il bilancio e il conto dei profitti e delle perdite (art. 2217), risultato che solo una rilevazione a duplice aspetto consente di raggiungere. Sul versante fiscale, l'art. 14 del DPR 600/1973 chiede scritture ausiliarie con gli elementi patrimoniali e reddituali raggruppati in categorie omogenee: sono i conti di mastro.
Quando si applica
- Imprese commerciali in contabilità ordinaria — l'imprenditore che esercita un'attività commerciale deve tenere il libro giornale e il libro degli inventari, oltre alle altre scritture richieste dalla natura e dalle dimensioni dell'impresa (art. 2214, primo comma, c.c.); i piccoli imprenditori sono esclusi da quel paragrafo.
- Società ed enti commerciali soggetti agli obblighi fiscali di contabilità — devono in ogni caso tenere libro giornale e libro degli inventari, registri IVA e scritture ausiliarie con elementi patrimoniali e reddituali per categorie omogenee (art. 14, primo comma, lettere a, b e c, DPR 600/1973).
- Società di capitali che redigono il bilancio d'esercizio — gli schemi obbligatori degli artt. 2424 e 2425 c.c. presuppongono saldi di conti già classificati; l'art. 2423-ter impone di iscrivere le voci separatamente e nell'ordine indicato.
- Imprese minori in contabilità semplificata — non sono obbligate alla partita doppia se restano sotto 500.000 € di ricavi per le prestazioni di servizi o 800.000 € per le altre attività (art. 18, primo comma, DPR 600/1973); molte la adottano comunque per avere un bilancio attendibile.
- Non si applica come obbligo autonomo di legge: la partita doppia è il metodo con cui si assolvono gli obblighi dei libri, non un libro a sé.
Come si applica nella pratica
1. I due aspetti di ogni operazione
Ogni fatto di gestione ha un aspetto finanziario (variazione di crediti, debiti, denaro) e un aspetto economico (costi, ricavi, variazioni di patrimonio netto). La convenzione è stabile: nella sezione dare si rilevano gli aumenti di attività, le riduzioni di passività e di patrimonio netto e i costi; nella sezione avere le riduzioni di attività, gli aumenti di passività e di patrimonio netto e i ricavi. Il conto è il contenitore elementare; il mastro è l'insieme dei conti.
2. Il vincolo di quadratura
La somma dei dare deve sempre uguagliare la somma degli avere, articolo per articolo e sull'intero periodo. Il bilancio di verifica è lo strumento che rende la quadratura ispezionabile: se non torna, l'errore è nella registrazione, non nel bilancio. Da questo vincolo nasce l'efficacia probatoria delle scritture: i libri regolarmente tenuti fanno prova contro l'imprenditore (art. 2709 c.c.) e possono fare prova tra imprenditori per i rapporti inerenti all'esercizio dell'impresa (art. 2710 c.c.).
3. Dai conti al bilancio
A fine esercizio i saldi dei conti si riclassificano nelle voci dello stato patrimoniale (art. 2424 c.c.) e del conto economico (art. 2425 c.c.). La chiusura è quella descritta dall'art. 2217 c.c.: l'inventario si chiude con il bilancio e con il conto dei profitti e delle perdite, che deve dimostrare con evidenza e verità gli utili conseguiti o le perdite subite.
4. Tempi, forma e conservazione
Le scritture vanno tenute senza spazi in bianco, senza interlinee e senza trasporti in margine, con eventuali cancellazioni che lascino leggibili le parole cancellate (art. 2219 c.c.). Le registrazioni nelle scritture cronologiche devono essere eseguite non oltre sessanta giorni (art. 22, secondo comma, DPR 600/1973). Le scritture si conservano per dieci anni dalla data dell'ultima registrazione (art. 2220 c.c.), termine che ai fini fiscali si estende fino alla definizione degli accertamenti (art. 22, terzo comma, DPR 600/1973). La tenuta con strumenti informatici è ammessa e gli obblighi di numerazione e vidimazione si assolvono con marcatura temporale e firma digitale apposte almeno una volta all'anno (art. 2215-bis c.c.).
Esempi pratici
Esempio 1 — Fattura di vendita
Una SRL emette una fattura di vendita per 1.000,00 € di imponibile, IVA 22% pari a 220,00 €.
- Dare: Crediti verso clienti 1.220,00 €.
- Avere: Ricavi delle vendite 1.000,00 €; IVA a debito 220,00 €.
- Quadratura: dare 1.220,00 € = avere 1.220,00 €.
- Effetto in bilancio: il credito confluisce nella voce C.II.1 dello stato patrimoniale (art. 2424 c.c.), il ricavo nella voce A.1 del conto economico (art. 2425 c.c.).
Esempio 2 — Fattura di acquisto di merci
La stessa SRL riceve una fattura di acquisto merci per 500,00 € di imponibile, IVA 22% pari a 110,00 €, con IVA integralmente detraibile.
- Dare: Merci conto acquisti 500,00 €; IVA a credito 110,00 €.
- Avere: Debiti verso fornitori 610,00 €.
- Quadratura: dare 610,00 € = avere 610,00 €.
- In bilancio: il costo alla voce B.6 del conto economico, il debito alla voce D.7 dello stato patrimoniale.
Esempio 3 — Incasso del credito e ammortamento di fine anno
Due registrazioni distinte, per mostrare un fatto solo finanziario e uno solo economico.
- Incasso con bonifico della fattura dell'Esempio 1 — Dare: Banca conto corrente 1.220,00 €; Avere: Crediti verso clienti 1.220,00 €. Non c'è alcun effetto sul risultato d'esercizio: il ricavo era già stato rilevato.
- Ammortamento annuale di un impianto da 20.000,00 € con coefficiente 10% — Dare: Ammortamento impianti 2.000,00 €; Avere: Fondo ammortamento impianti 2.000,00 €. Il costo va alla voce B.10.b del conto economico, il fondo rettifica il valore dell'immobilizzazione nell'attivo.
Errori comuni e come evitarli
- Registrare l'incasso come se fosse un ricavo — il ricavo nasce con la fattura, l'incasso è una permutazione finanziaria. Sommare i due movimenti raddoppia il fatturato: l'incasso movimenta banca e credito, nulla di economico.
- Chiudere un articolo senza quadratura — un articolo in cui dare e avere non coincidono rompe il bilancio di verifica e rende impossibile la chiusura dell'art. 2217 c.c. Il controllo va fatto sulla singola registrazione, non solo sul totale periodico.
- Rilevare l'IVA nel conto di costo o di ricavo — l'IVA detraibile è un credito verso l'Erario, l'IVA a debito un debito: confonderla con il costo o il ricavo altera imponibile fiscale e liquidazione periodica.
- Registrare oltre i sessanta giorni — il termine dell'art. 22, secondo comma, DPR 600/1973 riguarda le scritture cronologiche; il ritardo sistematico compromette la regolare tenuta e con essa l'efficacia probatoria degli artt. 2709 e 2710 c.c.
- Usare conti generici del tipo "diversi" o "varie" — l'art. 14, primo comma, lettera c), DPR 600/1973 chiede che gli elementi patrimoniali e reddituali siano raggruppati in categorie omogenee, in modo da desumerne chiaramente e distintamente i componenti positivi e negativi del reddito. Un conto indistinto vanifica quel requisito.
- Correggere con cancellature o riscritture non tracciate — l'art. 2219 c.c. vieta abrasioni e impone che le parole cancellate restino leggibili. In contabilità informatica la regola si traduce in scritture di rettifica, non in modifiche silenziose dell'articolo originario.
Riferimenti normativi
- art. 2214, primo comma, Codice Civile — libri obbligatori e altre scritture contabili
- art. 2215 e art. 2215-bis Codice Civile — modalità di tenuta e documentazione informatica delle scritture
- art. 2216 Codice Civile — contenuto del libro giornale
- art. 2217 Codice Civile — redazione dell'inventario e chiusura con il bilancio
- art. 2219 Codice Civile — tenuta della contabilità secondo le norme di un'ordinata contabilità
- art. 2220 Codice Civile — conservazione delle scritture contabili per dieci anni
- artt. 2423-ter, 2424 e 2425 Codice Civile — struttura e contenuto di stato patrimoniale e conto economico
- artt. 2709 e 2710 Codice Civile — efficacia probatoria delle scritture contabili
- art. 13 e art. 14, primo comma, DPR 29 settembre 1973 n. 600 — soggetti obbligati e scritture contabili delle imprese commerciali
- art. 18, primo comma, DPR 29 settembre 1973 n. 600 — contabilità semplificata per le imprese minori
- art. 22, secondo e terzo comma, DPR 29 settembre 1973 n. 600 — termine di sessanta giorni per le registrazioni cronologiche e conservazione
Risorse correlate
- Scritture contabili obbligatorie artt. 2214-2220 c.c.
- Libro giornale e libro degli inventari: art. 2216-2217 c.c.
- Scritture contabili imprese art. 14 DPR 600/73: libri obbligatori
- Stato patrimoniale: struttura e contenuto art. 2424 c.c.
- Conto economico: struttura e contenuto art. 2425 c.c.
- Contabilità semplificata imprese minori: art. 18 DPR 600/1973
- Documentazione informatica delle scritture art. 2215-bis c.c.
Disclaimer
Le informazioni in questa scheda hanno scopo informativo e divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista qualificato. Aggiornata al 2026-07-30.
Disclaimer. Informazione di supporto, NON sostituisce parere professionista qualificato. Aggiornata al 30/07/2026.