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AdempimentiUltimo aggiornamento: 05/09/2026

Codice tributo 1550: registrare un atto privato e pagarlo in F24

Il codice del 2020 per autoliquidare in F24 l'imposta di registro sugli atti privati, la famiglia 1551-1554 e i codici diversi dopo l'avviso

Ultimo aggiornamento

05/09/2026

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In sintesi

Il codice 1550 — denominazione ufficiale «ATTI PRIVATI - Imposta di registro» — serve a versare in F24 l'imposta di registro sulla registrazione degli atti privati disciplinati dal DPR 26 aprile 1986 n. 131. È un codice recente: lo ha istituito la risoluzione dell'Agenzia delle entrate n. 9/E del 20 febbraio 2020, dopo che il provvedimento del Direttore dell'Agenzia del 27 gennaio 2020 aveva esteso a queste somme le modalità di versamento dell'art. 17 del D.Lgs. 9 luglio 1997 n. 241. È operativo dal 2 marzo 2020.

Tre regole di compilazione, tutte scritte nella stessa risoluzione: il codice va nella sezione Erario; si espone esclusivamente nella colonna «importi a debito versati», mai fra i crediti; nel campo «anno di riferimento» si scrive l'anno di formazione dell'atto, nel formato AAAA — non l'anno in cui si paga. È l'errore più frequente su questo rigo, e produce un versamento che non si aggancia all'atto.

I contratti di locazione non passano di qui: hanno una loro strada, il modello RLI, con cui si registrano e si gestiscono gli adempimenti successivi.

Cinque codici, non uno: la famiglia degli «atti privati»

La risoluzione n. 9/E del 2020 ha istituito una serie completa, perché su un atto registrato tardi non si paga solo l'imposta: 1550 per l'imposta di registro, 1551 per la sanzione pecuniaria da ravvedimento sul registro, 1552 per l'imposta di bollo, 1553 per la sanzione da ravvedimento sul bollo, 1554 per gli interessi. Tutti nella sezione Erario, tutti solo a debito, tutti con l'anno di formazione dell'atto.

Quando invece è l'ufficio a liquidare, i codici sono altri: la stessa risoluzione ha ridenominato sei codici già esistenti da usare per le somme dovute a seguito di avviso di liquidazione, e in quel caso nel rigo servono anche il codice ufficio e il codice atto riportati nell'avviso.

VoceAutoliquidazione del contribuente (codici 1550-1554)Somme liquidate dall'ufficio con avviso (codici ridenominati)
Quando si usanoAlla registrazione dell'atto, con l'imposta liquidata dal contribuenteDopo un avviso di liquidazione emesso da un ufficio dell'Agenzia delle entrate
Imposta di registro1550A196, che copre anche gli atti giudiziari
Imposta di bollo1552A146, che copre anche atti giudiziari e successioni
Sanzione1551 sul registro e 1553 sul bollo, entrambi da ravvedimentoA197 sul registro e A148 sul bollo
Interessi1554A152
Campi da compilare nel rigoAnno di riferimento: l'anno di formazione dell'atto, formato AAAACodice ufficio, codice atto e anno di riferimento, tutti indicati nell'atto emesso dall'ufficio
Colonna del modello F24Esclusivamente «importi a debito versati»Esclusivamente «importi a debito versati»
Spese di notificaNon pertinenti: non c'è un atto notificatoCodice 9400, spese di notifica per atti impositivi
Atti privati in F24: codici dell'autoliquidazione e codici dopo l'avvisoFonte: Elaborazione SamBooks sulla risoluzione AdE n. 9/E del 20 febbraio 2020Scarica i dati in CSV

Il rigo F24: solo a debito, e l'anno è quello dell'atto

L'imposta la calcola chi la deve: «è liquidata dai soggetti obbligati al pagamento mediante l'applicazione dell'aliquota indicata nella tariffa alla base imponibile, determinata secondo le disposizioni del titolo IV, con arrotondamento all'unità di euro per difetto se la frazione è inferiore a 50 centesimi e per eccesso se non inferiore» (art. 41, comma 1, del DPR n. 131/1986). Due vincoli le fanno da cornice: l'ammontare dell'imposta principale non può mai scendere sotto la misura fissa dell'art. 11 della Tariffa, parte prima (art. 41, comma 2) — che l'Agenzia delle entrate applica nella misura di 200 euro — e il pagamento avviene all'atto della richiesta di registrazione (art. 54, comma 1).

L'esempio è quello di uno studio che registra tre atti nella stessa giornata, due formati nell'anno in corso e uno dell'anno prima.

Atto registratoCodice tributoAnno di riferimento (formazione dell'atto)Imposta liquidata prima dell'arrotondamentoImporto a debito versato
Atto A — soggetto a imposta in misura fissa15502026200,00 €200,00 €
Atto B — imposta proporzionale, frazione di 60 centesimi arrotondata per eccesso155020261.499,60 €1.500,00 €
Atto C — formato nel 2025, frazione di 40 centesimi arrotondata per difetto15502025360,40 €360,00 €
Totale a debito del modello F242.060,00 €
Tre atti registrati in una giornata: il modello F24 con il codice 1550Fonte: Elaborazione SamBooks su art. 41, commi 1 e 2, del DPR n. 131/1986 e sulla risoluzione AdE n. 9/E del 20 febbraio 2020Scarica i dati in CSVScarica il foglio di calcolo

Sul quando si paga conviene essere espliciti, perché qui convivono due termini diversi. Il termine dell'imposta autoliquidata è quello della registrazione: il pagamento avviene all'atto della richiesta (art. 54, comma 1, del DPR n. 131/1986), che a sua volta va presentata entro trenta giorni dalla data dell'atto formato in Italia. Il giorno 16 del mese di scadenza — il termine generale del versamento unitario fissato dall'art. 18, comma 1, del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241, con slittamento al primo giorno lavorativo successivo per sabato e festivi — riguarda le altre somme che possono viaggiare nella stessa delega, non l'imposta di registro sugli atti privati. In nessuno dei due casi il termine è quello dei «primi quindici giorni del mese successivo» dell'art. 8 del DPR 29 settembre 1973, n. 602: quell'articolo, ancora presente nel decreto sulla riscossione, detta i termini del versamento diretto alle sezioni di tesoreria provinciale dello Stato, cioè del canale precedente al modello F24. L'art. 18 resta vigente fino al 31 dicembre 2026; dal 1° gennaio 2027 la stessa regola si legge all'art. 8 del testo unico dei versamenti e della riscossione (D.Lgs. 24 marzo 2025, n. 33).

L'arrotondamento è la parte che si sbaglia più spesso, e la tabella lo mostra nei due versi: 1.499,60 € diventano 1.500,00 € perché la frazione è di 60 centesimi, mentre 360,40 € diventano 360,00 € perché la frazione è inferiore a 50. Il totale a debito del modello è 2.060,00 €. Notare le due annualità nella colonna dell'anno di riferimento: atti formati in anni diversi vogliono righi diversi, anche se si registrano lo stesso giorno. Sulla base imponibile si veda base imponibile dell'imposta di registro, e sull'oggetto dell'imposta oggetto dell'imposta di registro.

Dal termine di registrazione all'avviso di liquidazione

Il termine ordinario è di trenta giorni dalla data dell'atto se formato in Italia, sessanta se formato all'estero (art. 13, comma 1, del DPR n. 131/1986); per le scritture private autenticate decorre dalla data dell'ultima autenticazione e per i contratti verbali dall'inizio della loro esecuzione (comma 2). Su questi ultimi si veda contratti verbali e imposta di registro.

1Data dell'attoDa qui decorre il termine per chiederela registrazioneArt. 13, comma 2, del DPR n. 131/1986: perle scritture private autenticate il terminedecorre dalla data dell'ultimaautenticazione, per i contratti verbalidall'inizio della loro esecuzione.2Entro trenta giorni (sessanta se l'atto èformato all'estero)Si chiede la registrazione e si versal'imposta autoliquidata con il codice1550Art. 13, comma 1, e art. 54, comma 1, delDPR n. 131/1986. I codici della famiglia«atti privati» sono operativi dal 2 marzo2020 (risoluzione AdE n. 9/E del 20febbraio 2020).3Se l'ufficio rileva una maggiore impostaNotifica un avviso di liquidazione conl'invito a pagare entro sessantagiorni imposta, sanzione e interessidi moraArt. 41, comma 2-bis, del DPR n. 131/1986.Se il pagamento avviene entro il termineindicato, la sanzione amministrativa èridotta a un terzo.4Con l'avviso in manoI codici cambiano: A196 per ilregistro, A197 per la sanzione, A152per gli interessi, 9400 per le spesedi notificaRisoluzione AdE n. 9/E del 20 febbraio2020: nel rigo vanno riportati anche ilcodice ufficio e il codice atto indicatinell'avviso.
  1. Data dell'atto: Da qui decorre il termine per chiedere la registrazione — Art. 13, comma 2, del DPR n. 131/1986: per le scritture private autenticate il termine decorre dalla data dell'ultima autenticazione, per i contratti verbali dall'inizio della loro esecuzione.
  2. Entro trenta giorni (sessanta se l'atto è formato all'estero): Si chiede la registrazione e si versa l'imposta autoliquidata con il codice 1550 — Art. 13, comma 1, e art. 54, comma 1, del DPR n. 131/1986. I codici della famiglia «atti privati» sono operativi dal 2 marzo 2020 (risoluzione AdE n. 9/E del 20 febbraio 2020).
  3. Se l'ufficio rileva una maggiore imposta: Notifica un avviso di liquidazione con l'invito a pagare entro sessanta giorni imposta, sanzione e interessi di mora — Art. 41, comma 2-bis, del DPR n. 131/1986. Se il pagamento avviene entro il termine indicato, la sanzione amministrativa è ridotta a un terzo.
  4. Con l'avviso in mano: I codici cambiano: A196 per il registro, A197 per la sanzione, A152 per gli interessi, 9400 per le spese di notifica — Risoluzione AdE n. 9/E del 20 febbraio 2020: nel rigo vanno riportati anche il codice ufficio e il codice atto indicati nell'avviso.
Dalla data dell'atto all'avviso di liquidazione dell'ufficioFonte: Elaborazione SamBooks su artt. 13, 41 e 54 del DPR n. 131/1986 e sulla risoluzione AdE n. 9/E del 2020Scarica i dati in CSV

Se il controllo dell'ufficio rileva una maggiore imposta, l'avviso di liquidazione invita a pagare entro sessanta giorni imposta, sanzione e interessi di mora, e «se il pagamento è effettuato entro il termine indicato, l'ammontare della sanzione amministrativa dovuta è ridotto a un terzo» (art. 41, comma 2-bis). Se invece si è in ritardo ma l'ufficio non si è ancora mosso, la strada è il ravvedimento operoso, e in F24 la sanzione viaggia con il codice 1551 e gli interessi con il 1554. Per le aliquote proporzionali sui trasferimenti immobiliari si veda aliquote del registro sui trasferimenti immobiliari.

Riferimenti normativi

  • Risoluzione dell'Agenzia delle entrate n. 9/E del 20 febbraio 2020: istituzione dei codici 1550, 1551, 1552, 1553 e 1554, ridenominazione dei codici A196, A197, A146, A148, A151 e A152, regole di compilazione e operatività dal 2 marzo 2020.
  • Art. 2 del DPR 26 aprile 1986 n. 131: atti soggetti a registrazione.
  • Art. 13, commi 1 e 2, del DPR n. 131/1986: termine di trenta giorni dalla data dell'atto formato in Italia, sessanta se formato all'estero, decorrenza per scritture private autenticate e contratti verbali.
  • Art. 41, commi 1, 2 e 2-bis, del DPR n. 131/1986: liquidazione da parte dei soggetti obbligati con arrotondamento all'unità di euro, misura fissa minima dell'imposta principale, avviso di liquidazione con pagamento entro sessanta giorni e sanzione ridotta a un terzo.
  • Art. 54, comma 1, del DPR n. 131/1986: pagamento dell'imposta autoliquidata all'atto della richiesta di registrazione.
  • Art. 17 del D.Lgs. 9 luglio 1997 n. 241: versamento unitario con modello F24, esteso a queste somme dal provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate del 27 gennaio 2020.
  • Art. 18, comma 1, del D.Lgs. 9 luglio 1997 n. 241: termine generale del versamento unitario al giorno 16 del mese di scadenza, con slittamento al primo giorno lavorativo successivo per sabato e festivi. Vigente fino al 31 dicembre 2026, poi art. 8 del D.Lgs. 24 marzo 2025 n. 33.
  • Tabella dei codici tributo dell'Agenzia delle entrate, ricerca per singolo codice tributo (https://www1.agenziaentrate.gov.it/servizi/codici/ricerca/RicercaTributo.php, consultata il 5 settembre 2026): il 1550 vi risulta come «Atti privati - imposta di registro», sezione Erario, contesto d'uso «per autoliquidazione».

Disclaimer

Le informazioni in questa scheda hanno scopo informativo e divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista qualificato. Aggiornata al 5 settembre 2026.

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