Rottamazione-quinquies: solo omessi versamenti, fino a 54 rate
Carichi affidati dal 2000 al 2023, dichiarazione al 30 aprile 2026, prima rata il 31 luglio, chi salta due rate perde la definizione, autunno per enti locali
16/09/2026
15/09/2026
11 min lettura
In sintesi
La definizione agevolata dell'art. 1, commi da 82 a 102, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 consente di estinguere i carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 versando il solo capitale e il rimborso delle spese per le procedure esecutive e per la notificazione della cartella, senza sanzioni, interessi, interessi di mora, somme aggiuntive e aggio. Lo sconto somiglia a quello della rottamazione-quater, il perimetro no: entrano solo i debiti che derivano da omesso versamento risultante dalle dichiarazioni annuali, dai controlli degli artt. 36-bis e 36-ter DPR 600/1973 e degli artt. 54-bis e 54-ter DPR 633/1972, e i contributi previdenziali INPS non richiesti a seguito di accertamento. Il calendario è scritto in legge: dichiarazione entro il 30 aprile 2026, comunicazione dell'agente della riscossione entro il 30 giugno 2026, unica soluzione o prima rata il 31 luglio 2026, fino a cinquantaquattro rate bimestrali con ultima scadenza al 31 maggio 2035 e interessi al 3 per cento annuo dal 1° agosto 2026. Dal 15 settembre 2026 una finestra separata riguarda i carichi affidati da regioni ed enti locali che hanno deliberato di aderire.
Il perimetro stretto dei soli omessi versamenti
Il filtro temporale guarda alla data di affidamento del carico all'agente della riscossione, non alla data della cartella: rilevano i carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 (comma 82). Il filtro oggettivo è la parte selettiva, ed è ciò che distingue questa definizione dalle precedenti.
| Voce | Che cosa rientra | Che cosa resta fuori |
|---|---|---|
| Imposte sui redditi | Omesso versamento risultante dalla dichiarazione annuale e dai controlli degli artt. 36-bis e 36-ter DPR 600/1973 | Importi richiesti a seguito di avviso di accertamento |
| IVA | Omesso versamento risultante dalla liquidazione automatizzata degli artt. 54-bis e 54-ter DPR 633/1972 | IVA accertata con avviso di accertamento o atto di recupero |
| Contributi previdenziali | Contributi dovuti all'INPS e non versati | Contributi richiesti a seguito di accertamento |
| Sanzioni del codice della strada delle amministrazioni dello Stato | Interessi comunque denominati e somme maturate a titolo di aggio | La sanzione in sé, che resta dovuta per intero |
| Data di affidamento del carico | Dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 | Carichi affidati dal 1° gennaio 2024 in poi |
Ciò che nasce da un avviso di accertamento resta fuori, perché il comma 82 richiede che il debito derivi da un omesso versamento emerso dalla dichiarazione o dai controlli automatizzati e formali. La stessa esclusione vale espressamente per i contributi INPS richiesti a seguito di accertamento. Le sanzioni del codice della strada irrogate dalle amministrazioni dello Stato hanno un trattamento ridotto: si abbattono gli interessi comunque denominati, compresi quelli dell'art. 27, sesto comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689 e quelli dell'art. 30 DPR 29 settembre 1973, n. 602, e l'aggio, mentre la sanzione resta dovuta (comma 97).
Possono confluire nella definizione anche i debiti compresi nei procedimenti di sovraindebitamento della legge 27 gennaio 2012, n. 3 e nelle procedure del Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza, con pagamento del debito anche falcidiato secondo modalità e tempi del decreto di omologazione (comma 96); alle somme necessarie per aderire, quando riguardano una procedura concorsuale o una composizione negoziata, si applica la disciplina dei crediti prededucibili (comma 98).
Il rapporto con le definizioni precedenti è disciplinato in modo speculare. Rientrano i carichi affidati dal 2000 al 2017 già oggetto delle dichiarazioni rese per le rottamazioni anteriori, anche se quelle definizioni sono divenute inefficaci, e i carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022 per i quali al 30 settembre 2025 si è determinata l'inefficacia della definizione resa ai sensi dell'art. 1, comma 235, della legge 29 dicembre 2022, n. 197 o dell'art. 3-bis, comma 1, del DL 27 dicembre 2024, n. 202 (comma 99). Restano invece esclusi gli stessi carichi del periodo 2000-2022 per i quali al 30 settembre 2025 risultavano versate tutte le rate scadute (comma 100): chi è in regola con la quater non passa alla nuova definizione. Il quadro di quella disciplina è nella scheda Rottamazione-quater: come si paga e come si decade.
Sul rapporto fra il comma 99 e il filtro oggettivo del comma 82 il testo non contiene una regola espressa. La formula usata è «possono essere estinti, secondo le disposizioni di cui ai commi da 82 a 98 [...] anche i debiti relativi ai carichi affidati», la stessa con cui il comma 249 della legge 197/2022 aveva riaperto la definizione ai carichi 2000-2017: la lettura testuale è che quei debiti costituiscano una categoria ulteriore, il cui perimetro è già delimitato dalla dichiarazione precedente, e non una fattispecie da filtrare una seconda volta con il requisito dell'omesso versamento. Non risultano circolari o risposte a interpello dell'Agenzia delle entrate su questo punto.
Il calendario e le cinquantaquattro rate
- Entro il 30 aprile 2026: Dichiarazione telematica di adesione, con la scelta del numero di rate — entro lo stesso termine si integra una dichiarazione già presentata (comma 88)
- Entro il 30 giugno 2026: L'agente della riscossione comunica importi e scadenze — la singola rata non può essere inferiore a 100,00 €
- 31 luglio 2026: Unica soluzione oppure prima rata — alla stessa data sono automaticamente revocate le dilazioni sospese, e per quei debiti non se ne possono ottenere di nuove
- Dal 2027 al 2034: Rate dalla quarta alla cinquantunesima, ogni due mesi — 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ciascun anno
- 31 maggio 2035: Ultima delle cinquantaquattro rate — le ultime tre scadono il 31 gennaio, il 31 marzo e il 31 maggio 2035
Il piano è bimestrale (comma 83): prima, seconda e terza rata il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre 2026; dalla quarta alla cinquantunesima il 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2027; dalla cinquantaduesima alla cinquantaquattresima il 31 gennaio, il 31 marzo e il 31 maggio 2035. Sulle rate maturano interessi al 3 per cento annuo dal 1° agosto 2026, e la dilazione ordinaria dell'art. 19 DPR 602/1973 non si applica (comma 84). L'importo delle singole rate lo determina l'agente della riscossione nella comunicazione del 30 giugno 2026 e non può essere inferiore a 100,00 € (comma 92).
Il caso. Una società ha un carico affidato nel 2021 per IVA non versata emersa da liquidazione automatizzata: 12.000,00 € di capitale, 3.600,00 € di sanzioni, 900,00 € di interessi, 700,00 € di aggio e 6,50 € di spese di notificazione.
| Componente del carico | Importo | Effetto della definizione |
|---|---|---|
| Capitale (IVA non versata, liquidazione automatizzata 2021) | 12.000,00 € | dovuto |
| Spese per la notificazione della cartella | 6,50 € | dovute |
| Sanzioni | 3.600,00 € | stralciate |
| Interessi e interessi di mora | 900,00 € | stralciati |
| Aggio della riscossione | 700,00 € | stralciato |
| Somme da versare per la definizione | 12.006,50 € |
Con la definizione si versano 12.006,50 € e si abbattono 5.200,00 €. Dividendo il capitale sul numero massimo di rate si arriva a circa 222,00 € a rata di sola quota capitale, oltre agli interessi del 3 per cento annuo; l'importo esatto è quello indicato nella comunicazione dell'agente.
Sui versamenti già fatti operano due regole che vanno lette insieme. Per calcolare quanto resta da pagare si tiene conto esclusivamente degli importi già versati a titolo di capitale e di rimborso delle spese di procedura e notificazione (comma 89): quanto pagato in passato su sanzioni, interessi e aggio non riduce il dovuto. Al tempo stesso le somme versate a qualsiasi titolo restano definitivamente acquisite e non sono rimborsabili (comma 90). Chi, per effetto di pagamenti parziali, ha già corrisposto tutto il dovuto secondo il comma 82 deve comunque presentare la dichiarazione per ottenere gli effetti della definizione.
Che cosa succede alle dilazioni in corso e ai giudizi pendenti
Dalla presentazione della dichiarazione scattano gli effetti del comma 91: sospensione dei termini di prescrizione e decadenza; sospensione, fino alla scadenza della prima o unica rata, degli obblighi derivanti da dilazioni in essere; divieto di iscrivere nuovi fermi amministrativi e ipoteche, fatti salvi quelli già iscritti; divieto di avviare nuove procedure esecutive e di proseguire quelle avviate, salvo il primo incanto già tenuto con esito positivo; irrilevanza dell'inadempimento ai fini degli artt. 28-ter e 48-bis DPR 602/1973; applicazione dell'art. 54 DL 24 aprile 2017, n. 50 per il rilascio del DURC.
Il destino delle rateazioni in corso è netto e irreversibile: al 31 luglio 2026 sono automaticamente revocate, e per quei debiti non possono essere accordate nuove dilazioni ai sensi dell'art. 19 DPR 602/1973 (comma 94, lettera a). Il confronto fra le due strade va quindi fatto prima della dichiarazione, guardando alla dilazione e rateizzazione delle cartelle di pagamento: dopo, la porta si chiude. Il pagamento della prima o unica rata estingue invece le procedure esecutive già avviate, sempre salvo il primo incanto con esito positivo (comma 94, lettera b).
Sui giudizi pendenti il comma 87 chiede di indicarli nella dichiarazione e di assumere l'impegno a rinunciarvi. La differenza rispetto alla rottamazione-quater sta nel momento in cui il processo si chiude: qui l'effettivo perfezionamento, ai soli fini dell'estinzione, si realizza con il versamento della prima o unica rata, e l'estinzione è dichiarata d'ufficio dal giudice dietro presentazione della dichiarazione, della comunicazione dell'agente e della prova del versamento. L'estinzione comporta l'inefficacia delle sentenze di merito e dei provvedimenti non passati in giudicato.
Quando la definizione smette di produrre effetti
Il comma 95 elenca tre cause di inefficacia, e sono alternative: il mancato o insufficiente versamento dell'unica rata scelta dal debitore, di due rate anche non consecutive del piano, oppure dell'ultima rata. Verificatasi una di esse, riprendono a decorrere i termini di prescrizione e decadenza, il recupero prosegue a cura dell'agente della riscossione e i versamenti già eseguiti restano acquisiti a titolo di acconto sull'importo complessivamente dovuto, senza estinguere il debito residuo.
Alla clausola si è aggiunta una tolleranza sul ritardo, che non c'era nel testo originario. L'art. 10, comma 2-bis, del DL 27 marzo 2026, n. 38, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2026, n. 88, ha sostituito l'alinea del comma 95 con la formula «in caso di mancato o insufficiente versamento ovvero, nelle sole ipotesi di cui alle lettere a) e c), anche di tardivo versamento superiore a cinque giorni». La tolleranza copre quindi soltanto l'unica rata e l'ultima rata del piano; per le rate intermedie il ritardo non è di per sé causa di inefficacia, ma restano tali il mancato e l'insufficiente versamento di due di esse, anche non consecutive.
Con il pagamento integrale l'agente della riscossione è automaticamente discaricato dell'importo residuo e trasmette agli enti creditori, entro il 31 dicembre 2036, l'elenco dei debitori che si sono avvalsi della definizione (comma 101).
Le entrate di regioni e comuni: la finestra di autunno
La definizione dei commi da 82 a 101 nasce sui carichi erariali e previdenziali. L'art. 10-quinquies del DL 38/2026 l'ha estesa, con un calendario proprio, a tutti i debiti tributari e non tributari, esclusi quelli derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti, risultanti dai carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 da regioni ed enti locali che ne abbiano previsto l'applicazione alle proprie entrate con un proprio provvedimento. L'adesione non è automatica: dipende dalla delibera dell'ente creditore, che andava comunicata all'agente della riscossione entro il 30 giugno 2026 e pubblicata nel sito istituzionale dell'ente. Per chi deve pagare, i dati dei carichi definibili sono nell'area riservata dell'agente dal 15 settembre 2026; la dichiarazione si rende fra il 16 settembre e il 31 ottobre 2026 e può essere integrata entro la stessa data (art. 10-quinquies, comma 1, lettere a) e b)).
- Entro il 30 giugno 2026: Regioni ed enti locali comunicano all'agente della riscossione il provvedimento di adesione — il provvedimento acquista efficacia con la pubblicazione nel sito istituzionale dell'ente creditore
- Dal 15 settembre 2026: I dati dei carichi definibili sono disponibili nell'area riservata dell'agente
- Dal 16 settembre al 31 ottobre 2026: Finestra per la dichiarazione di adesione — la dichiarazione può essere integrata entro il 31 ottobre 2026
- Entro il 31 dicembre 2026: L'agente della riscossione invia la comunicazione con importi e scadenze
- 31 gennaio 2027: Unica soluzione oppure prima delle cinquantaquattro rate bimestrali — interessi al 3 per cento annuo dal 1° febbraio 2027; alla stessa data sono revocate le dilazioni sospese
Le deroghe riguardano tutte il calendario e il costo del rateale, non la sostanza dello sconto: il pagamento avviene in unica soluzione entro il 31 gennaio 2027 o in un massimo di cinquantaquattro rate bimestrali con scadenza il 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2027, con interessi al 3 per cento annuo dal 1° febbraio 2027. Anche la revoca automatica delle dilazioni in corso slitta al 31 gennaio 2027. Per le sanzioni del codice della strada, comprese quelle irrogate dai comandi di polizia locale, lo sconto resta limitato agli interessi e all'aggio.
Resta ferma, in parallelo, la facoltà autonoma che il comma 102 della legge 199/2025 riconosce a regioni ed enti locali di introdurre proprie forme di definizione agevolata sui tributi di loro spettanza, con esclusione o riduzione di interessi e sanzioni, fissando un termine non inferiore a sessanta giorni dalla pubblicazione dell'atto.
Le domande di chi ci arriva
Si possono rottamare i debiti affidati alla riscossione fra il 2000 e il 2023 pagando solo il capitale?
Sì, ma solo quelli che derivano da omesso versamento risultante dalle dichiarazioni annuali, dai controlli degli artt. 36-bis e 36-ter DPR 600/1973 e degli artt. 54-bis e 54-ter DPR 633/1972, o da contributi INPS non richiesti con accertamento (comma 82). Il confronto fra ciò che entra e ciò che resta fuori è nella prima sezione.
Che cosa si paga esattamente per estinguere un debito IVA non versato?
Il capitale e il rimborso delle spese per le procedure esecutive e per la notificazione della cartella. Restano fuori sanzioni, interessi, interessi di mora, somme aggiuntive e aggio. Su un carico da 12.000,00 € di capitale con 5.200,00 € di accessori si versano 12.006,50 €, come mostra il caso numerico.
Quante rate bimestrali si possono ottenere e quando scade l'ultima?
Fino a cinquantaquattro, la prima il 31 luglio 2026 e l'ultima il 31 maggio 2035 (comma 83). Ogni rata non può essere inferiore a 100,00 € e sul rateale maturano interessi al 3 per cento annuo dal 1° agosto 2026.
Saltare due rate fa perdere la definizione?
Sì. Il mancato o insufficiente versamento di due rate, anche non consecutive, è una delle tre cause di inefficacia del comma 95, insieme al mancato pagamento dell'unica rata e dell'ultima. La tolleranza di cinque giorni sul ritardo vale soltanto per queste ultime due.
Le cartelle del Comune o della Regione rientrano nella definizione?
Solo se l'ente creditore ha deliberato di applicarla alle proprie entrate ai sensi dell'art. 10-quinquies del DL 38/2026. In quel caso la dichiarazione si presenta fra il 16 settembre e il 31 ottobre 2026, con prima rata al 31 gennaio 2027.
Riferimenti normativi
- art. 1, comma 82, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 (ambito temporale e oggettivo, somme stralciate e somme dovute)
- art. 1, commi 83 e 84, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 (unica soluzione entro il 31 luglio 2026 o cinquantaquattro rate bimestrali, interessi al 3 per cento annuo)
- art. 1, commi 85, 86, 88 e 92, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 (dati dei carichi definibili, dichiarazione entro il 30 aprile 2026, comunicazione dell'agente con rata minima di 100 euro)
- art. 1, commi 87, 89, 90 e 93, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 (giudizi pendenti, imputazione dei pagamenti pregressi, irripetibilità delle somme versate, modalità di pagamento)
- art. 1, commi 91 e 94, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 (effetti protettivi della dichiarazione e revoca delle dilazioni al 31 luglio 2026)
- art. 1, comma 95, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 (cause di inefficacia della definizione)
- art. 1, commi 96, 97 e 98, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 (sovraindebitamento e crisi d'impresa, sanzioni del codice della strada, prededucibilità)
- art. 1, commi 99, 100, 101 e 102, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 (rapporto con le definizioni precedenti, discarico dell'agente, facoltà di regioni ed enti locali)
- art. 10, comma 2-bis, del DL 27 marzo 2026, n. 38, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2026, n. 88 (tolleranza di cinque giorni sull'unica rata e sull'ultima)
- art. 10-quinquies del DL 27 marzo 2026, n. 38, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2026, n. 88 (estensione ai carichi affidati da regioni ed enti locali)
Disclaimer
Le informazioni in questa scheda hanno scopo informativo e divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista qualificato. Aggiornata al 16 settembre 2026.
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