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ContabilitàUltimo aggiornamento: 18/10/2026Verificato su Normattiva il 19/10/2026

Calcolo del TFR: quota annua, rivalutazione e imposta sostitutiva

Quota annua ÷ 13,5, rivalutazione al 4,285617% per chi cessa a settembre 2026 e imposta sostitutiva del 17%: acconto il 16 dicembre, saldo il 16 febbraio

Ultimo aggiornamento

18/10/2026

Verificato su Normattiva

19/10/2026

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In sintesi

Il TFR matura ogni anno con una quota pari alla retribuzione utile divisa per 13,5. Al 31 dicembre il fondo già accumulato, senza la quota dell'anno, si rivaluta con un tasso fatto di due parti: l'1,5% fisso e il 75% dell'aumento dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) rispetto al dicembre precedente (art. 2120, commi 1 e 4, del codice civile).

Per il 2025 il coefficiente annuo è stato del 2,311148%. L'indice FOI di settembre 2026, pubblicato dall'ISTAT il 16 ottobre 2026, vale 104,3 e porta la rivalutazione dei primi nove mesi del 2026 al 4,285617%: è il coefficiente che si applica al fondo di chi lascia l'azienda a settembre 2026.

Sulla rivalutazione il datore di lavoro applica un'imposta sostitutiva del 17%, che riduce il fondo. L'acconto si versa entro il 16 dicembre con il codice tributo 1712, il saldo entro il 16 febbraio dell'anno dopo con il codice 1713. In bilancio la quota e la rivalutazione sono costo del personale alla voce B.9 c) del conto economico, il fondo sta nella voce C) del passivo.

ElementoRegola o valoreFonte
Quota annuaretribuzione utile dell'anno ÷ 13,5art. 2120, c. 1, c.c.
Tasso di rivalutazione1,5% fisso più il 75% dell'aumento dell'indice FOI su dicembre dell'anno primaart. 2120, c. 4, c.c.
Coefficiente 20252,311148% (dicembre 2025 su dicembre 2024)indici FOI ISTAT
Coefficiente gennaio-settembre 20264,285617% (settembre 2026 su dicembre 2025)indice FOI ISTAT di settembre 2026
Imposta sostitutiva17% della rivalutazione, a riduzione del fondoart. 11, c. 3 e 4, D.Lgs. 47/2000
Versamentiacconto entro il 16 dicembre (1712), saldo entro il 16 febbraio (1713)art. 11, c. 4, D.Lgs. 47/2000

Il coefficiente del 2026 dopo l'indice di settembre

Il tasso si calcola con l'indice FOI al netto dei tabacchi, che l'ISTAT pubblica ogni mese. Da gennaio 2026 l'indice ha una nuova base di riferimento, 2025=100, mentre l'indice di dicembre 2025 resta espresso nella base 2015=100. Per confrontare due indici in basi diverse l'ISTAT moltiplica il loro rapporto per il coefficiente di raccordo, che fra base 2015 e base 2025 vale 1,214 (nota metodologica ISTAT).

PassaggioCalcoloRisultato
Indice di settembre 2026 (base 2025)dato ISTAT del 16 ottobre 2026104,3
Indice di dicembre 2025 (base 2015)tavole ISTAT per le rivalutazioni monetarie121,5
Aumento dell'indice104,3 × 1,214 ÷ 121,5 − 14,214156%
Parte variabile75% × 4,214156%3,160617%
Parte fissa per nove mesi1,5% × 9 ÷ 121,125%
Coefficiente gennaio-settembre 20261,125% + 3,160617%4,285617%

La parte fissa è annua e, per una frazione d'anno, si conta qui in proporzione ai mesi trascorsi: è la lettura in uso, ma il comma 4 la riferisce al 31 dicembre e il comma 5 non dice come ripartirla nelle cessazioni in corso d'anno. La risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 68 del 7 dicembre 2023 riporta nel quesito il coefficiente di settembre 2023, 1,822970%, che si ottiene proprio con l'1,5% in nove dodicesimi, e un indice «applicabile fino al 14 ottobre 2023»; la ripartizione resta però una prassi di calcolo, non una regola scritta nella norma. Con l'1,5% intero il coefficiente del caso sarebbe 4,660617% e la rivalutazione 1.118,55 €, cioè 90,00 € in più. Per la parte variabile il comma 5 dell'art. 2120 prende l'aumento dell'indice del mese di cessazione rispetto a dicembre dell'anno precedente e conta come mese intero la frazione di almeno quindici giorni. Per questo l'indice di settembre vale per chi cessa dal 15 settembre al 14 ottobre 2026: chi esce il 10 settembre si ferma ad agosto, chi esce il 20 ottobre usa l'indice di ottobre, che l'ISTAT diffonderà il 17 novembre 2026.

Con lo stesso metodo il coefficiente applicato al 31/12/2025 è stato del 2,311148%: l'indice è passato da 120,2 di dicembre 2024 a 121,5 di dicembre 2025 (entrambi in base 2015), con un aumento dell'1,081531%, il cui 75% vale 0,811148%, più l'1,5% fisso. È il dato da cui parte l'acconto di dicembre 2026 calcolato con il metodo storico.

La legge non dice con quanti decimali leggere l'aumento dell'indice. I conti di questa scheda usano il rapporto fra gli indici senza arrotondamenti; la variazione che l'ISTAT diffonde nei comunicati è arrotondata a un decimale (4,2%) e porterebbe il coefficiente di settembre al 4,275%. Sul fondo del caso che segue la differenza è di 2,55 €, ma il criterio scelto va tenuto uguale per tutti i dipendenti e per tutti gli anni.

La base della rivalutazione è il fondo maturato al 31 dicembre precedente. La quota dell'anno resta fuori per espressa previsione del comma 4, e l'eventuale anticipazione già pagata riduce il fondo, perché il comma 9 la detrae «a tutti gli effetti» dal trattamento.

La quota dell'anno: retribuzione utile, sospensioni e mesi parziali

La quota è pari, e comunque non superiore, alla retribuzione dovuta per l'anno divisa per 13,5. Salvo una diversa previsione del contratto collettivo, la retribuzione utile comprende tutte le somme corrisposte in dipendenza del rapporto a titolo non occasionale, compreso l'equivalente delle prestazioni in natura, ed esclude i rimborsi spese (art. 2120, commi 1 e 2).

Se la prestazione si sospende per una delle cause dell'art. 2110 del codice civile, o per una sospensione totale o parziale coperta da integrazione salariale, nella retribuzione utile entra l'equivalente di quanto sarebbe spettato con il rapporto in corso normale (comma 3). Per le frazioni d'anno la quota si riduce in proporzione e le frazioni di mese di almeno 15 giorni valgono un mese intero (comma 1). I contratti collettivi e i patti individuali possono prevedere condizioni di miglior favore (comma 11).

La quota si calcola allo stesso modo anche quando il dipendente ha destinato il TFR a un fondo pensione: in quel caso non alimenta il fondo aziendale ma esce dall'azienda, e il datore di lavoro la deduce nella misura dell'art. 10, comma 1, del D.Lgs. 252/2005 (art. 105, comma 3, del TUIR). Come si sceglie la destinazione, e che cosa cambia per chi è assunto per la prima volta, lo spiega la scheda sull'adesione automatica alla previdenza complementare dei neoassunti. Nel resto di questa scheda il TFR resta in azienda.

Un magazziniere che si dimette il 30 settembre 2026

Una S.r.l. di distribuzione alimentare liquida il TFR a un magazziniere dimissionario con effetto dal 30/09/2026. Il dipendente non ha mai chiesto anticipazioni e ha lasciato il TFR in azienda. Il fondo al 31/12/2025 vale 24.000,00 €, già al netto dell'imposta sostitutiva trattenuta sulle rivalutazioni degli anni passati. Nel 2026 la retribuzione utile è stata di 2.475,00 € al mese, cioè 22.275,00 € per i nove mesi lavorati.

VoceCalcoloImporto
Fondo TFR al 31/12/2025già al netto dell'imposta sostitutiva degli anni passati24.000,00 €
Rivalutazione gennaio-settembre 202624.000,00 € × 4,285617%1.028,55 €
Imposta sostitutiva sulla rivalutazione17% di 1.028,55 €, a riduzione del fondo-174,85 €
Quota maturata nel 202622.275,00 € ÷ 13,5, non rivalutata1.650,00 €
TFR lordo da liquidare al 30/09/202626.503,70 €
TFR di un magazziniere che si dimette il 30 settembre 2026: dal fondo al lordo da liquidareFonte: Elaborazione SamBooks su art. 2120 c.c., art. 11 D.Lgs. 47/2000 e indice FOI ISTAT di settembre 2026Scarica i dati in CSVScarica il foglio di calcolo

La rivalutazione è 24.000,00 € × 4,285617% = 1.028,55 €. L'imposta sostitutiva è il 17% di 1.028,55 €, cioè 174,85 €, e si sottrae dal fondo. La quota del 2026 è 22.275,00 € ÷ 13,5 = 1.650,00 €, e non si rivaluta perché è maturata nell'anno. Il TFR lordo da liquidare è quindi 24.000,00 + 1.028,55 − 174,85 + 1.650,00 = 26.503,70 €.

L'imposta di 174,85 € non si versa con le ritenute del mese: se il rapporto cessa in corso d'anno i termini di versamento restano quelli ordinari, come precisa l'Agenzia delle Entrate. L'importo fa parte dell'imposta sulle rivalutazioni maturate nel 2026, che l'azienda paga con l'acconto del 16/12/2026 e con il saldo di febbraio 2027 (codici 1712 e 1713). Sui 26.503,70 € l'azienda applica poi la ritenuta per l'IRPEF, calcolata su una base ridotta di tutte le rivalutazioni già colpite dall'imposta sostitutiva, comprese quelle degli anni passati contenute nei 24.000,00 € (art. 19, comma 1, del TUIR): il calcolo dell'aliquota sta nella scheda sull'art. 19 del TUIR.

Le scritture del fondo, dalla rivalutazione alla liquidazione

Lo schema di conto economico dell'art. 2425 del codice civile ha una sola voce per il trattamento di fine rapporto, la B.9 c) fra i costi del personale, e non distingue la quota dell'anno dalla rivalutazione: entrambe si rilevano lì. Il fondo sta nella voce C) del passivo dello stato patrimoniale, «Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato» (art. 2424). L'imposta sostitutiva non è un costo dell'azienda: la legge la imputa a riduzione del fondo (art. 11, comma 4, del D.Lgs. 47/2000). Per la valutazione del fondo in bilancio si veda la scheda sull'OIC 31.

Per il magazziniere del caso le scritture sono quattro. La prima rileva la rivalutazione dei nove mesi:

ContoDareAvere
Rivalutazione TFR (CE B.9 c)1.028,55 €
Fondo TFR (SP C)1.028,55 €

La seconda trattiene l'imposta sostitutiva:

ContoDareAvere
Fondo TFR (SP C)174,85 €
Erario c/imposta sostitutiva TFR174,85 €

La terza accantona la quota del 2026:

ContoDareAvere
Accantonamento TFR (CE B.9 c)1.650,00 €
Fondo TFR (SP C)1.650,00 €

La quarta chiude il fondo verso il dipendente. Il pagamento seguirà con la ritenuta a titolo di tassazione separata:

ContoDareAvere
Fondo TFR (SP C)26.503,70 €
Dipendente c/liquidazione TFR26.503,70 €

Per gli altri dipendenti la rivalutazione si rileva al 31 dicembre sul fondo dell'anno prima, con le stesse due scritture della rivalutazione e dell'imposta. Nei conti l'acconto pagato a dicembre figura come credito verso l'Erario e si compensa con il debito per l'imposta dell'anno, che resta da versare a saldo; se l'acconto supera l'imposta dovuta, l'eccedenza si recupera con le regole del DPR 445/1997, come ricorda la stessa risoluzione. Gli accantonamenti al fondo sono deducibili nei limiti delle quote maturate nell'esercizio secondo la legge e il contratto, se il fondo è tenuto in conti individuali dei singoli dipendenti (art. 105, comma 1, del TUIR; si veda la scheda sull'art. 105).

L'imposta sostitutiva del 17%: acconto a dicembre, saldo a febbraio

Sui redditi da rivalutazione dei fondi TFR si applica un'imposta sostitutiva del 17%. Il datore di lavoro sostituto d'imposta la applica sulle rivalutazioni maturate in ciascun anno e la versa a saldo entro il 16 febbraio dell'anno successivo. Nell'anno in cui le rivalutazioni maturano è dovuto un acconto, da versare entro il 16 dicembre, pari al 90% delle rivalutazioni dell'anno precedente (metodo storico) oppure al 90% di quelle che maturano nell'anno stesso (metodo previsionale), con l'aliquota del 17% (art. 11, commi 3 e 4, del D.Lgs. 18 febbraio 2000, n. 47, nel testo vigente). Il versamento si fa con il modello F24, sezione Erario: codice 1712 per l'acconto, 1713 per il saldo, con l'anno d'imposta come anno di riferimento.

L'imposta pagata così non si paga una seconda volta: alla liquidazione il TFR costituisce reddito per il suo ammontare ridotto delle rivalutazioni già assoggettate a imposta sostitutiva (art. 19, comma 1, del TUIR).

Il conto dell'acconto 2026 con il metodo storico, per un'azienda che al 31/12/2024 aveva un fondo di 186.400,00 € e nel 2025 non ha avuto cessazioni:

  • rivalutazioni maturate nel 2025: 186.400,00 € × 2,311148% = 4.307,98 €;
  • base dell'acconto: 90% di 4.307,98 € = 3.877,18 €;
  • acconto: 17% di 3.877,18 € = 659,12 €, da versare entro il 16/12/2026 con il codice 1712 e l'anno di riferimento 2026.

Nel 2026 il metodo storico pesa meno del previsionale, se l'indice non scende nell'ultimo trimestre: nei primi nove mesi la rivalutazione vale già il 4,285617%, contro il 2,311148% dell'intero 2025. La legge consente comunque il metodo storico; la differenza si paga con il saldo del 16/02/2027. Dal 2027 i commi 3 e 4 dell'art. 11 sono abrogati e la disciplina passa nel testo unico dei versamenti e della riscossione (D.Lgs. 24 marzo 2025, n. 33): il saldo dell'imposta 2026 va controllato sul nuovo testo.

131/12/2025Rivalutazione annua del fondo al2,311148%1,5% fisso più il 75% dell'aumentodell'indice FOI di dicembre 2025 sudicembre 2024 (art. 2120, comma 4, delcodice civile)216/02/2026Saldo dell'imposta sostitutiva del2025, codice tributo 171317% delle rivalutazioni maturate nel 2025,meno l'acconto già versato (art. 11, commi3 e 4, D.Lgs. 47/2000)316/10/2026L'ISTAT pubblica l'indice FOI disettembre 2026: 104,3vale per le cessazioni dal 15 settembre al14 ottobre 2026 e porta il coefficiente al4,285617%416/12/2026Acconto dell'imposta sostitutiva del2026, codice tributo 171290% delle rivalutazioni del 2025 (metodostorico) o del 2026 (metodo previsionale),con aliquota del 17%531/12/2026Rivalutazione annua del fondo conl'indice FOI di dicembre 2026il coefficiente dipende dall'indice didicembre, non ancora pubblicato616/02/2027Saldo dell'imposta sostitutiva del2026, codice tributo 1713dal 2027 la disciplina passa nel testounico dei versamenti (D.Lgs. 33/2025):controllare il nuovo testo
  1. 31/12/2025: Rivalutazione annua del fondo al 2,311148% — 1,5% fisso più il 75% dell'aumento dell'indice FOI di dicembre 2025 su dicembre 2024 (art. 2120, comma 4, del codice civile)
  2. 16/02/2026: Saldo dell'imposta sostitutiva del 2025, codice tributo 1713 — 17% delle rivalutazioni maturate nel 2025, meno l'acconto già versato (art. 11, commi 3 e 4, D.Lgs. 47/2000)
  3. 16/10/2026: L'ISTAT pubblica l'indice FOI di settembre 2026: 104,3 — vale per le cessazioni dal 15 settembre al 14 ottobre 2026 e porta il coefficiente al 4,285617%
  4. 16/12/2026: Acconto dell'imposta sostitutiva del 2026, codice tributo 1712 — 90% delle rivalutazioni del 2025 (metodo storico) o del 2026 (metodo previsionale), con aliquota del 17%
  5. 31/12/2026: Rivalutazione annua del fondo con l'indice FOI di dicembre 2026 — il coefficiente dipende dall'indice di dicembre, non ancora pubblicato
  6. 16/02/2027: Saldo dell'imposta sostitutiva del 2026, codice tributo 1713 — dal 2027 la disciplina passa nel testo unico dei versamenti (D.Lgs. 33/2025): controllare il nuovo testo
Rivalutazione del TFR e imposta sostitutiva: le date dal 31/12/2025 al 16/02/2027Fonte: Elaborazione SamBooks su art. 2120 c.c., art. 11 D.Lgs. 47/2000 e calendario ISTAT degli indici FOI

Le domande di chi ci arriva

Che coefficiente di rivalutazione del TFR si usa per chi cessa a settembre 2026?

Il 4,285617%: l'1,5% fisso per nove mesi (1,125%) più il 75% dell'aumento dell'indice FOI fra dicembre 2025 e settembre 2026 (4,214156%). L'indice di settembre vale per le cessazioni dal 15 settembre al 14 ottobre 2026. Il calcolo passo per passo è nella sezione sul coefficiente del 2026.

La quota di TFR maturata nell'anno si rivaluta?

No. Il comma 4 dell'art. 2120 del codice civile esclude la quota maturata nell'anno: si rivaluta solo il fondo al 31 dicembre precedente, al netto delle anticipazioni pagate. Nel caso del magazziniere la quota del 2026, 1.650,00 €, entra nel TFR senza rivalutazione.

Entro quando si versa l'imposta sostitutiva sulla rivalutazione del TFR?

L'acconto entro il 16 dicembre dell'anno, con il codice tributo 1712, pari al 17% del 90% delle rivalutazioni dell'anno prima o di quelle dell'anno in corso. Il saldo entro il 16 febbraio dell'anno successivo, con il codice 1713. I conti sono nella sezione sull'imposta sostitutiva.

Un dipendente con 8 anni di anzianità può chiedere un anticipo sul TFR?

Sì, se gli otto anni sono stati prestati presso lo stesso datore di lavoro. L'anticipazione arriva al 70% del TFR maturato alla data della richiesta, si ottiene una sola volta e serve per spese sanitarie straordinarie riconosciute dalle strutture pubbliche o per l'acquisto della prima casa per sé o per i figli, con atto notarile (art. 2120, commi 6, 8 e 9).

Le prestazioni in natura contano per il calcolo del TFR?

Sì. Salvo una diversa previsione del contratto collettivo, la retribuzione utile comprende l'equivalente delle prestazioni in natura e tutte le somme non occasionali corrisposte in dipendenza del rapporto; restano fuori i rimborsi spese (art. 2120, comma 2, del codice civile).

Riferimenti normativi

  • Art. 2120 c.c.: quota annua pari alla retribuzione divisa per 13,5 e frazioni d'anno (c. 1), retribuzione utile (c. 2), sospensioni (c. 3), rivalutazione all'1,5% fisso più il 75% dell'aumento dell'indice ISTAT (c. 4), cessazione in corso d'anno (c. 5), anticipazione fino al 70% dopo otto anni (c. 6), limiti del 10% degli aventi titolo e del 4% dei dipendenti (c. 7), causali (c. 8), unicità e detrazione dell'anticipazione (c. 9), condizioni di miglior favore (c. 11).
  • Art. 2424 c.c.: voce C) del passivo, trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato.
  • Art. 2425 c.c.: voce B.9 c) del conto economico, trattamento di fine rapporto.
  • Art. 11, c. 3 e 4, D.Lgs. 18 febbraio 2000, n. 47: imposta sostitutiva del 17% sulle rivalutazioni, acconto entro il 16 dicembre e saldo entro il 16 febbraio, imputazione a riduzione del fondo; abrogati dal 2027 per effetto degli artt. 241 e 243 del D.Lgs. 24 marzo 2025, n. 33.
  • Art. 19, c. 1, TUIR (DPR 22 dicembre 1986, n. 917): TFR tassato al netto delle rivalutazioni già assoggettate a imposta sostitutiva.
  • Art. 105, c. 1 e 3, TUIR: deducibilità degli accantonamenti e del TFR destinato alle forme pensionistiche complementari.
  • ISTAT, indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati al netto dei tabacchi, settembre 2026 (base 2025=100), pubblicato il 16 ottobre 2026; tavole per le rivalutazioni monetarie e nota sul coefficiente di raccordo 1,214 fra base 2015 e base 2025.
  • Agenzia delle Entrate, codici tributo 1712 (acconto) e 1713 (saldo) dell'imposta sostitutiva sulle rivalutazioni del TFR versata dal sostituto d'imposta.

Disclaimer

Le informazioni in questa scheda hanno scopo informativo e divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista qualificato. Aggiornata al 18 ottobre 2026.

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