Autofattura IVA: quando la emette chi compra, e quando no
La emette chi acquista solo in alcuni casi: fornitore extra-UE, fattura intracomunitaria mai arrivata, regolarizzazione. Altrimenti si integra quella ricevuta
16/09/2026
16/09/2026
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In sintesi
Chi acquista emette la fattura al posto del fornitore solo quando la legge sposta su di lui l'obbligo di assolvere l'imposta, e il perimetro è più stretto di quanto la pratica lasci credere. L'art. 17, secondo comma, del DPR 26 ottobre 1972 n. 633 pone gli obblighi IVA in capo al cessionario o committente stabilito in Italia per le operazioni che un soggetto non residente effettua nel territorio dello Stato; lo stesso comma, però, quando il fornitore è stabilito in un altro Stato dell'Unione rinvia agli artt. 46 e 47 del DL 30 agosto 1993 n. 331, che parlano di fattura da integrare, non da emettere. Da qui la distinzione operativa che genera la maggior parte degli errori: fornitore UE, si integra il documento ricevuto; fornitore extra-UE, il committente emette fattura in unico esemplare (art. 21, comma 5, DPR 633/1972), con l'annotazione «autofatturazione» prescritta dal comma 6-ter dello stesso articolo. Chi cerca il meccanismo generale del debitore d'imposta lo trova in reverse charge e debitore d'imposta; l'inversione contabile interna del settore edile ha una scheda a sé, inversione contabile in edilizia.
Integrare o autofatturare: la differenza la fa il fornitore
Il primo periodo dell'art. 17, secondo comma, riguarda ogni soggetto non residente e privo di stabile organizzazione in Italia. Il secondo periodo ritaglia da quel perimetro i fornitori stabiliti in un altro Stato membro e li affida alla disciplina intracomunitaria. Ne discendono due documenti diversi, con date diverse e basi normative diverse.
| Voce | Fornitore stabilito in un altro Stato UE | Fornitore extra-UE senza stabile organizzazione |
|---|---|---|
| Documento del cessionario o committente | Integrazione della fattura ricevuta | Autofattura in unico esemplare |
| Base normativa | art. 17, secondo comma, secondo periodo, DPR 633/1972, che rinvia agli artt. 46 e 47 DL 331/1993 | art. 17, secondo comma, primo periodo, e art. 21, comma 5, DPR 633/1972 |
| Data da indicare nel campo Data del file XML | Data di ricezione della fattura, o altra data del mese di ricezione | Data di effettuazione dell'operazione |
| Tipo documento per il Sistema di Interscambio | TD18 per i beni intracomunitari, TD17 per i servizi, TD19 per i beni già presenti in Italia | TD17 per i servizi, TD19 per i beni già presenti in Italia, TD20 per la regolarizzazione |
| Annotazione | Registro delle fatture emesse e registro degli acquisti, entro il giorno 15 del mese successivo alla ricezione con riferimento al mese precedente (art. 47, comma 1, DL 331/1993) | Registro delle fatture emesse e registro degli acquisti secondo gli artt. 23 e 25 DPR 633/1972 |
Tre precisazioni che l'esperienza suggerisce di fissare subito.
La prima riguarda gli acquisti intracomunitari di beni: qui l'autofattura non esiste come regola. La fattura del fornitore va numerata e integrata con il controvalore in euro e con l'ammontare dell'imposta calcolata secondo l'aliquota dei beni (art. 46, comma 1, DL 331/1993), e il tipo documento è il TD18. Il tema è sviluppato in fatturazione delle operazioni intracomunitarie.
La seconda riguarda la stabile organizzazione: se l'operazione è resa o ricevuta per il tramite di una stabile organizzazione italiana del soggetto estero, il secondo e il terzo comma dell'art. 17 non si applicano (art. 17, quarto comma), il fornitore fattura con IVA italiana e non c'è nulla da integrare.
La terza riguarda la partita IVA italiana del fornitore estero: la guida dell'Agenzia delle entrate alla compilazione delle fatture elettroniche e dell'esterometro, versione 1.10 dell'aprile 2025, ricorda che un documento emesso dal prestatore estero con la partita IVA aperta tramite rappresentante fiscale o identificazione diretta non ha rilevanza ai fini IVA, e che il committente deve comunque trasmettere il TD17 indicando l'identificativo estero del prestatore.
Dal documento ai due registri
Integrazione e autofattura transitano dal Sistema di Interscambio e sono recapitate al solo emittente. Il blocco CedentePrestatore porta i dati del fornitore estero con il suo Paese di residenza, il blocco CessionarioCommittente quelli di chi integra o autofattura. La data cambia con il caso: data di ricezione, o comunque una data ricadente nel mese di ricezione, per l'integrazione di una fattura UE; data di effettuazione dell'operazione per l'autofattura da fornitore extra-UE.
L'annotazione è doppia. Il documento entra nel registro delle fatture emesse, dove fa nascere l'IVA a debito, e nel registro degli acquisti, dove apre la detrazione secondo le regole dell'art. 25 del DPR 633/1972. Per gli acquisti intracomunitari il calendario è quello dell'art. 47, comma 1, del DL 331/1993: annotazione entro il giorno 15 del mese successivo a quello di ricezione della fattura, con riferimento al mese precedente.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Corrispettivo della prestazione ricevuta dallo studio statunitense | 8.400,00 € |
| IVA al 22 per cento liquidata nell'autofattura | 1.848,00 € |
| Totale dell'autofattura TD17 annotata nei due registri | 10.248,00 € |
Un esempio con un prestatore extra-UE mostra il giro completo. Una società italiana riceve da uno studio di consulenza statunitense, privo di stabile organizzazione in Italia, una prestazione ultimata il 12 marzo per un corrispettivo di 8.400,00 €. Il servizio rientra fra quelli dell'art. 7-ter e si considera effettuato alla data di ultimazione (art. 6, sesto comma, primo periodo): il committente emette autofattura in unico esemplare con quella data, la trasmette come TD17, liquida l'imposta al 22 per cento, pari a 1.848,00 €, e porta il documento a 10.248,00 €. Il termine di emissione è il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione (art. 21, comma 4, lettera d), quindi il 15 aprile; entro quel giorno l'autofattura va annotata nel registro delle fatture emesse con riferimento a marzo (art. 23), mentre l'annotazione nel registro degli acquisti apre la detrazione secondo l'art. 25. Se la detrazione è piena l'effetto in liquidazione è nullo, ma l'omissione della doppia annotazione non è indolore: l'art. 6, comma 9-bis, del D.Lgs. 18 dicembre 1997 n. 471 punisce chi omette gli adempimenti dell'inversione contabile con una sanzione da 500 euro a 10.000 euro, che sale al cinque per cento dell'imponibile, con un minimo di 1.000 euro, se l'operazione non risulta dalla contabilità.
C'è poi un adempimento comunicativo che viaggia sugli stessi documenti. L'art. 1, comma 3-bis, del D.Lgs. 5 agosto 2015 n. 127 impone la trasmissione telematica dei dati delle operazioni transfrontaliere, e la circolare n. 26/E del 13 luglio 2022 chiarisce che per le operazioni ricevute il termine è il quindicesimo giorno del mese successivo a quello di ricevimento del documento o di effettuazione dell'operazione, e che gli acquisti non rilevanti territorialmente in Italia vanno comunicati solo sopra i 5.000,00 €. Trasmettere il TD17, il TD18 o il TD19 assolve insieme l'obbligo di integrazione e quello comunicativo.
Se la fattura non arriva
Due norme diverse governano i due casi in cui il documento del fornitore manca, e vanno tenute separate perché prescrivono comportamenti opposti.
Acquisto intracomunitario senza fattura. Il cessionario che non riceve la fattura entro il secondo mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione emette lui il documento, in unico esemplare, entro il giorno 15 del terzo mese successivo (art. 46, comma 5, DL 331/1993). Il tipo documento è il TD20 e l'annotazione avviene su entrambi i registri, entro il termine di emissione e con riferimento al mese precedente. Lo stesso comma prevede un secondo caso, spesso dimenticato: se la fattura ricevuta indica un corrispettivo inferiore a quello reale, il cessionario emette fattura integrativa entro il giorno 15 del mese successivo alla registrazione della fattura originaria.
Acquisto interno senza fattura o con fattura irregolare. Qui la disciplina è cambiata con il D.Lgs. 14 giugno 2024 n. 87, in vigore dal 1° settembre 2024, e il vecchio schema «autofattura più versamento dell'imposta» non è più quello di legge. Il testo vigente dell'art. 6, comma 8, del D.Lgs. 471/1997 punisce il cessionario o committente con una sanzione pari al settanta per cento dell'imposta, con un minimo di 250 euro, «semprechè non provveda a comunicare l'omissione o l'irregolarità all'Agenzia delle entrate, tramite gli strumenti messi a disposizione dalla medesima, entro novanta giorni dal termine in cui doveva essere emessa la fattura o da quando è stata emessa la fattura irregolare». Lo strumento è il tipo documento TD29, «Comunicazione per omessa o irregolare fatturazione»: la guida dell'Agenzia precisa che si tratta di una mera comunicazione, senza rilevanza ai fini IVA, e che quindi non apre il diritto alla detrazione dell'imposta sull'acquisto.
Quando invece l'operazione non fatturata dal fornitore era soggetta a inversione contabile, resta il percorso dell'art. 6, comma 9-bis, del D.Lgs. 471/1997: il cessionario emette fattura ai sensi dell'art. 21 del DPR 633/1972, o ne cura la regolarizzazione, e assolve l'imposta in inversione contabile entro novanta giorni. In pratica si trasmette un TD20 con il codice natura N6 pertinente, seguito da un TD16 che porta l'imposta; il TD20 si annota nel registro degli acquisti e il TD16 su entrambi i registri.
Le domande di chi ci arriva
Se compro un servizio da un fornitore estero non residente, chi deve versare l'IVA?
Il committente stabilito in Italia, ai sensi dell'art. 17, secondo comma, del DPR 633/1972. Con un prestatore UE l'imposta si assolve integrando la fattura ricevuta, con un prestatore extra-UE emettendo autofattura in unico esemplare. In entrambi i casi il tipo documento da trasmettere al Sistema di Interscambio è il TD17.
Come funziona se ricevo la fattura da un fornitore stabilito in un altro Paese UE?
Non si emette autofattura: si integra il documento ricevuto con il controvalore in euro e con l'imposta calcolata secondo l'aliquota dei beni o dei servizi. La base è l'art. 46, comma 1, del DL 331/1993 per i beni e l'art. 17, secondo comma, per i servizi. La data da indicare è quella di ricezione, e da lì decorrono i termini di annotazione.
Ho fatto un acquisto in UE a gennaio ma non ho ancora ricevuto la fattura, che cosa devo fare?
Se al 31 marzo la fattura non è arrivata, il termine di tolleranza del secondo mese successivo è scaduto: il cessionario emette autofattura TD20 in unico esemplare entro il 15 aprile (art. 46, comma 5, DL 331/1993) e la annota nei due registri entro lo stesso termine, con riferimento al mese precedente.
Il fornitore mi ha mandato una fattura con un imponibile più basso del reale: che termine ho?
Il giorno 15 del mese successivo a quello in cui la fattura originaria è stata registrata, per emettere la fattura integrativa della differenza (art. 46, comma 5, secondo periodo, DL 331/1993). È un termine ancorato alla registrazione, non all'effettuazione dell'operazione, e per questo si perde facilmente di vista.
Il mio fornitore italiano non ha emesso la fattura: devo fare un'autofattura?
Non più, per le operazioni ordinarie. Dal 1° settembre 2024 l'art. 6, comma 8, del D.Lgs. 471/1997 chiede una comunicazione all'Agenzia delle entrate entro novanta giorni, che si trasmette con il tipo documento TD29 e non consente di detrarre l'imposta. Resta invece l'emissione della fattura, con TD20 seguito da TD16, quando l'operazione era soggetta a inversione contabile (art. 6, comma 9-bis).
Riferimenti normativi
- DPR 26 ottobre 1972 n. 633, art. 17, secondo comma — obblighi IVA in capo al cessionario o committente per le operazioni dei soggetti non residenti, e rinvio agli artt. 46 e 47 del DL 331/1993 per i fornitori UE.
- DPR 26 ottobre 1972 n. 633, art. 17, quarto comma — inapplicabilità quando l'operazione passa da una stabile organizzazione italiana.
- DPR 26 ottobre 1972 n. 633, art. 21, comma 5 — fattura in unico esemplare del cessionario o committente; art. 21, comma 6-ter — annotazione «autofatturazione»; art. 21, comma 1 — obbligo di emissione.
- DPR 26 ottobre 1972 n. 633, art. 25, primo comma — annotazione degli acquisti e detrazione.
- DL 30 agosto 1993 n. 331, art. 46, comma 1 e comma 5 — integrazione della fattura intracomunitaria, autofattura per fattura non ricevuta e fattura integrativa per corrispettivo inferiore al reale.
- DL 30 agosto 1993 n. 331, art. 47, comma 1 — termini di annotazione delle operazioni intracomunitarie.
- D.Lgs. 18 dicembre 1997 n. 471, art. 6, comma 8 — omessa o irregolare fatturazione e comunicazione entro novanta giorni; art. 6, comma 9-bis — adempimenti dell'inversione contabile.
- D.Lgs. 5 agosto 2015 n. 127, art. 1, comma 3-bis — comunicazione dei dati delle operazioni transfrontaliere.
- Agenzia delle entrate, circolare n. 26/E del 13 luglio 2022 — chiarimenti in tema di esterometro.
- Agenzia delle entrate, guida alla compilazione delle fatture elettroniche e dell'esterometro, versione 1.10 dell'aprile 2025 — tipi di documento TD16, TD17, TD18, TD19, TD20 e TD29.
Dal 1° gennaio 2027 la materia sarà retta dal testo unico dell'IVA approvato come allegato al D.Lgs. 19 gennaio 2026 n. 10, il cui art. 64 riprende il contenuto dell'art. 17 del DPR 633/1972 sotto la rubrica «Debitore d'imposta»; l'art. 97 dello stesso testo unico raccoglie la fatturazione delle operazioni intraunionali oggi nell'art. 46 del DL 331/1993.
Disclaimer
Le informazioni in questa scheda hanno scopo informativo e divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista qualificato. Aggiornata al 16 settembre 2026.
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