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BilancioUltimo aggiornamento: 05/08/2026

Costo delle immobilizzazioni materiali: oneri capitalizzabili

Prezzo, oneri accessori, costruzione in economia e interessi capitalizzabili nel costo dei cespiti secondo l'art. 2426 n. 1 c.c. e l'art. 110 TUIR

Ultimo aggiornamento

05/08/2026

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In sintesi

Il costo di un'immobilizzazione materiale è tutto ciò che l'impresa spende per averla pronta a funzionare: il prezzo pagato al fornitore più gli oneri accessori di diretta imputazione, oppure, per i beni realizzati in proprio, i costi di fabbricazione sostenuti fino al momento in cui il bene può essere usato (art. 2426, comma 1, n. 1, del codice civile). La stessa norma consente di aggiungere gli oneri del finanziamento della costruzione. Il principio contabile nazionale sulle immobilizzazioni materiali traduce la regola in un criterio pratico: si capitalizza ciò che serve a portare il bene nel luogo e nelle condizioni in cui è utilizzabile, si spesa tutto il resto, e in nessun caso il valore iscritto può superare quello che l'impresa può recuperare usando o vendendo il bene.

La differenza fra capitalizzare e spesare non è formale: sposta costi dal conto economico dell'anno allo stato patrimoniale, dove verranno recuperati per quote lungo la vita utile.

Quando si applica

La determinazione del costo riguarda ogni ingresso di un cespite nel patrimonio, qualunque sia la via: acquisto da terzi, costruzione interna o presso terzi, riscatto finale di un contratto di leasing, permuta, acquisizione gratuita. Riguarda anche i costi sostenuti dopo la prima iscrizione quando questi migliorano il bene in modo apprezzabile, tema approfondito nella scheda sulle manutenzioni ordinarie e incrementative.

Il momento in cui il costo entra in bilancio segue il passaggio sostanziale di rischi e benefici. Sul piano fiscale l'art. 109, comma 2, lettera a), del TUIR fissa un riferimento più rigido: per i beni mobili conta la consegna o la spedizione, per gli immobili la stipula dell'atto, salvo che l'effetto traslativo si produca dopo; le clausole di riserva della proprietà non rilevano.

Come si applica nella pratica

Al prezzo di fattura si sommano gli oneri accessori. Vanno invece sottratti gli sconti incondizionati già esposti in fattura, mentre l'IVA che l'impresa non può detrarre, perché opera in un regime che ne limita il recupero, diventa parte integrante del costo del bene.

Categoria di cespiteOneri accessori tipicamente capitalizzabili
FabbricatiOnorari notarili, imposta di registro e tasse sull'atto, costi del preliminare, progettazione, opere di urbanizzazione a carico obbligatorio del proprietario, provvigioni di mediazione
Impianti e macchinariProgettazione, trasporto, dazi di importazione, installazione, montaggio e posa in opera, perizie e collaudi, messa a punto
Mobili e arrediTrasporto e dazi di importazione

Restano invece costi dell'esercizio, e non del bene, gli oneri generati da scioperi, fermi, inefficienze e altre cause estranee alla realizzazione del cespite.

Beni costruiti in economia. Quando l'impresa realizza il cespite con proprio personale e propri materiali, il costo comprende i costi diretti (materiali, manodopera impiegata sul progetto, progettazione, forniture esterne) e la quota ragionevolmente attribuibile dei costi generali di produzione, per il solo periodo di fabbricazione. La contropartita è la voce A4 "incrementi di immobilizzazioni per lavori interni" del conto economico: i costi restano nelle loro voci naturali e A4 li neutralizza, così che l'utile dell'esercizio non risulti penalizzato da spese che riguardano più anni.

ContoDareAvere
Impianti e macchinario62.000,00 €
Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni (A4)62.000,00 €

Oneri finanziari. Gli interessi si possono aggiungere al costo solo se il bene richiede un periodo di costruzione non breve, se sono effettivamente sostenuti e oggettivamente misurabili, e sempre entro il limite del valore recuperabile. Il periodo utile va dal primo pagamento ai fornitori fino a quando il bene è pronto, montaggio e messa a punto inclusi; se i lavori si allungano per scioperi o inefficienze, gli interessi del maggior tempo restano costi del periodo, e se il cantiere si ferma a lungo la capitalizzazione si sospende. Con un finanziamento acceso apposta per l'opera si capitalizzano gli interessi effettivi di quel prestito, al netto dei proventi ottenuti investendo temporaneamente le somme non ancora spese; con provvista generica si applica ai costi sostenuti un tasso pari alla media ponderata degli oneri sui finanziamenti in essere, esclusi quelli di scopo. Gli interessi capitalizzati transitano comunque dalla voce C17 del conto economico e trovano contropartita in A4. Passare dalla capitalizzazione all'imputazione diretta a conto economico, o viceversa, non è una semplice scelta gestionale: è un cambiamento di principio contabile, da trattare come tale.

Sul piano fiscale l'art. 110, comma 1, lettera b), del TUIR include nel costo gli oneri accessori di diretta imputazione ed esclude in linea generale interessi passivi e spese generali; per i beni strumentali, però, riconosce gli interessi passivi iscritti in bilancio ad aumento del costo in forza di disposizioni di legge.

Smantellamento e ripristino. Se l'impresa assume l'obbligo di smontare il bene o di rimettere in pristino il sito che lo ospita, la stima di quel costo entra nel valore del cespite fin dall'inizio, con contropartita un fondo per rischi e oneri, e viene ammortizzata lungo la stessa vita utile del bene cui si riferisce. Gli aggiornamenti successivi della stima rettificano in aumento o in diminuzione il valore del cespite.

Altre modalità di acquisizione. Se il pagamento è dilazionato a condizioni lontane da quelle di mercato, il bene si iscrive al valore del debito determinato con il criterio del costo ammortizzato, aumentato degli oneri accessori. Un bene ricevuto gratuitamente si iscrive al presumibile valore di mercato alla data di acquisizione, aumentato delle spese necessarie a renderlo utilizzabile, con contropartita la voce A5 del conto economico, e si ammortizza come qualsiasi altro cespite. Quando l'acquisto riguarda un insieme di beni coordinati fra loro, come una linea produttiva, il prezzo complessivo va ripartito sui singoli componenti in base ai prezzi di mercato: serve a distinguere ciò che si ammortizza da ciò che non si ammortizza e a riconoscere vite utili diverse. Se la somma dei valori attribuiti eccede il prezzo pagato, i singoli valori si riducono in proporzione; se resta inferiore, la differenza si distribuisce proporzionalmente, purché ciascun valore rimanga recuperabile.

Contributi pubblici commisurati al costo. I contributi in conto impianti si rilevano quando è ragionevolmente certo che le condizioni per ottenerli siano soddisfatte e che le somme verranno erogate, e si portano a conto economico gradualmente lungo la vita utile del bene. Due le tecniche ammesse: iscrivere il contributo fra gli altri ricavi rinviandone la quota non di competenza con un risconto passivo, oppure decurtarlo direttamente dal costo del cespite. La prima lascia intatto il costo storico e mostra ammortamenti pieni, la seconda riduce sia il valore iscritto sia le quote; l'effetto su utile e patrimonio netto è identico.

Esempi pratici

Esempio 1 — Officina meccanica che acquista un tornio da 25.000 €

Alla fattura del tornio si aggiungono 800 € di trasporto, 1.500 € di installazione e 700 € di collaudo, tutti documentati e riferibili al bene: il costo iscritto in B.II.2 è 28.000 €. Il fornitore ha applicato in fattura uno sconto incondizionato di 1.000 €, già portato a riduzione dell'imponibile e quindi del costo. La registrazione della fattura principale, con IVA ordinaria al 22%, è la seguente.

ContoDareAvere
Impianti e macchinario25.000,00 €
IVA a credito5.500,00 €
Debiti verso fornitori30.500,00 €

Esempio 2 — Azienda agricola che costruisce un capannone con mutuo di scopo

I lavori durano da marzo a ottobre. Il mutuo di 150.000 € al 4% annuo è stato acceso proprio per l'opera: gli interessi degli otto mesi di cantiere, pari a 4.000 €, sono capitalizzabili perché sostenuti nel periodo di costruzione ed entro il valore recuperabile del fabbricato. Gli interessi dei mesi successivi al collaudo restano oneri finanziari dell'esercizio. In nota integrativa l'importo capitalizzato va indicato distintamente.

Esempio 3 — Impresa che riceve un contributo di 30.000 € su un impianto da 100.000 €

La vita utile stimata è di dieci anni. Con il metodo indiretto l'impresa ammortizza 10.000 € l'anno e accredita al conto economico 3.000 € l'anno di contributo, girandoli dal risconto passivo. Con il metodo diretto iscrive l'impianto a 70.000 € e ammortizza 7.000 € l'anno. In entrambi i casi il risultato d'esercizio è ridotto di 7.000 € l'anno; cambia solo la lettura del bilancio, e la scelta va dichiarata in nota integrativa.

Errori comuni e come evitarli

  • Errore: spesare trasporto, installazione e collaudo perché arrivano con fatture separate dal bene. Si evita agganciando gli oneri accessori al cespite al momento della registrazione, con un riferimento incrociato tra i documenti, non a fine anno quando la memoria dell'operazione si è persa.
  • Errore: capitalizzare interessi su un acquisto immediato. Si evita ricordando che gli oneri finanziari entrano nel costo solo se il bene richiede un periodo di costruzione non breve; su un macchinario consegnato pronto non c'è nulla da capitalizzare.
  • Errore: continuare a capitalizzare costi dopo che il bene è entrato in funzione. Si evita fissando come spartiacque la data in cui il cespite è disponibile e utilizzabile: da lì in avanti gli oneri sono manutenzione, non costo di acquisizione.
  • Errore: iscrivere il bene a un valore che l'impresa non potrà recuperare. Si evita confrontando il costo capitalizzato con l'utilità attesa dal bene, perché il limite del valore recuperabile vale per tutte le componenti del costo, oneri finanziari e costi di ripristino compresi.
  • Errore: gonfiare il costo con quote di costi generali non riferibili al bene. Si evita capitalizzando in economia solo la parte ragionevolmente attribuibile alla fabbricazione e nel solo periodo di realizzazione, escludendo fermi, inefficienze e spese generali di struttura.
  • Errore: trattare il contributo in conto impianti come ricavo integrale dell'anno di incasso. Si evita ripartendolo lungo la vita utile del bene, con il risconto passivo o con la riduzione diretta del costo.

Riferimenti normativi

  • Art. 2426, comma 1, n. 1, del codice civile — costo di acquisto comprensivo degli oneri accessori, costo di produzione e oneri di finanziamento della fabbricazione.
  • Art. 2425, comma 1, del codice civile — voci A4, A5 e C17 del conto economico coinvolte nella formazione del costo dei cespiti.
  • Art. 2427, comma 1, del codice civile — indicazione in nota integrativa dei criteri di valutazione e degli oneri finanziari imputati all'attivo.
  • Art. 109, comma 2, del TUIR — momento di rilevanza fiscale dell'acquisto di beni mobili e immobili.
  • Art. 110, comma 1, del TUIR — composizione del costo fiscalmente riconosciuto e trattamento degli interessi passivi.
  • Principio contabile nazionale OIC 16 — Immobilizzazioni materiali.

Risorse correlate

Disclaimer

Le informazioni in questa scheda hanno scopo informativo e divulgativo e non sostituiscono il parere di un professionista qualificato. Aggiornata al 2026-08-05.

Disclaimer. Informazione di supporto, NON sostituisce parere professionista qualificato. Aggiornata al 05/08/2026.

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